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Fase 2. Monica Lotto e Roger De Menech: “Un protocollo unico per le riaperture e ognuno si assuma la propria responsabilità”

Belluno, 29 aprile 2020 – Un protocollo unico con pochi indirizzi generali indifferibili e incontestabili su cui tutti concordano, rappresentanti del mondo scientifico, categorie economiche, politica, sindacati ed enti locali.

Monica Lotto

Lo propone il Partito democratico di Belluno affinché finisca il balletto di responsabilità tra Regioni e Governo sulle riaperture delle attività produttive «le cui uniche vittime sono i cittadini, i commercianti, gli artigiani e i titolari di esercizi pubblici e imprese», afferma la segretaria provinciale Monica Lotto.

In ogni contesto vanno evitati gli assembramenti e garantite la distanza di sicurezza, mascherine idonee, occhiali e guanti, misurazione febbre, pulizia mani frequente, sanificazione dei luoghi di lavoro e pubblici.

«Chi garantisce queste prescrizioni apra, lavori, si sposti» continua Lotto. «I territori si assumano la responsabilità di decidere. Dobbiamo uscire da questo scontro logorante tra rigoristi e permissivi. Ciascuno, compresi cittadini, politici e amministratori, porti sulle spalle questa assunzione di rischio e soprattutto di responsabilità. Senza l’insensato elenco questo si l’altro no. Ovviamente la responsabilità collettiva ed individuale deve prevalere».

Roger De Menech

Anche in queste settimane, proseguono gli incontri del deputato del Pd, Roger De Menech con i rappresentanti delle categorie economiche e con moltissimi piccoli imprenditori, commercianti e artigiani: «Comprendiamo la difficoltà nella quale si trovano, ci arrivano segnalazioni quotidiane sia a livello locale sia a livello nazionale e il nuovo decreto Cura Italia 2 terrà conto delle richieste delle associazioni di categoria. Per quanto riguarda la Fase 2 serve un approfondimento ulteriore sulla base dei dati della curva del contagio per rivederle con differenziazioni anche all’interno delle stesse regioni, partendo da una base comune condivisa, perché quella del 1 giugno per alcune categorie è troppo lontana. Per un territorio con bassa densità abitativa come il nostro probabilmente è più semplice ipotizzare aperture di locali pubblici, di negozi per la cura personale. Semplifico, ma consentire la riapertura di un cinema a Belluno credo comporti meno problemi che a Milano o a Roma. Lo stesso vale per la gelateria o l’estetista. È chiaro che ci devono essere delle linee guida nazionali, ma poi sta alle singole Regioni decidere e assumersi la responsabilità delle conseguenze».

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