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Turismo in città: un 2019 in crescita. Assessore d’Emilia: «Per il post-Covid, promuoviamo Belluno capitale delle vacanze sicure»

Yuki d’Emilia, assessore

Continua la crescita delle presenze turistiche nel capoluogo: i dati definitivi registrati dal Sistema Statistico della Regione Veneto attestano che, per il 2019, Belluno ha sfondato il tetto delle 175mila presenze.
Nel 2018 ci si era fermati a pochi passi da quota 170mila (169303), mentre nel 2019 il conto totale è arrivato a 175193, il 3,5% in più.

Le presenze
A farla da padrone, sono gli italiani, con poco meno di 126mila presenze, circa il 72% del totale.
Le presenze straniere, circa 50mila, fanno registrare una decisa accelerata, passando dalle 41611 del 2018 alle 49381 dello scorso anno, con una crescita del 18,6%.
Circa la metà degli italiani arriva dal Veneto, dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna; appena fuori dal podio la Sicilia, seguita da Lazio e Campania.
Tra gli stranieri, a dominare è la Germania, con oltre 10mila presenze; a seguire, distaccatissime, Francia e Austria, rispettivamente con 3.600 e 3.300 presenze. Poi, nell’ordine, Stati Uniti d’America, Polonia e Spagna.
Chiude la classifica con 17 presenze l’Islanda, ma c’è anche chi ha raggiunto Belluno arrivando letteralmente dall’altra parte del mondo, come attestano le 107 presenze sudafricane e le 118 neozelandesi.
A rafforzare la soddisfazione per la crescita, c’è il raffronto con il 2011, l’anno precedente all’insediamento della prima amministrazione Massaro:
quell’anno si chiuse con 113436 presenze, delle quali 94mila italiane e 19mila straniere. In 8 anni, la crescita complessiva è quindi stata del 54%, con un +34% per quanto riguarda i turisti italiani e addirittura un +157% tra gli stranieri.
A livello mensile, si conferma l’attrattività del periodo tardo-primaverile ed estivo, tra maggio e settembre (93mila presenze, contro le 87mila del ​2018); rispetto al 2018, si è registrata una crescita anche nei mesi di ottobre e dicembre (25mila contro 22mila).
Identico trend anche per quanto riguarda gli arrivi: 62mila nel 2019, contro i 60mila del 2018 (+2,2%). Di questi, 38mila gli italiani, 24mila gli stranieri che rispetto all’anno precedente hanno fatto registrare un incremento del 14,6% e del 143% rispetto al 2011.
L’analisi «Sono dati che non possiamo che accogliere con grande soddisfazione, soprattutto visto che la tendenza a livello globale va verso vacanze brevi, mentre a Belluno continuano a crescere anche le presenze. – commenta l’assessore al turismo, Yuki d’Emilia – In particolare, c’è la conferma e la crescita dei tradizionali mercati stranieri di riferimento: segno che abbiamo fidelizzato i visitatori, rafforzando anche il loro interesse verso il nostro
territorio. Altro segnale positivo è l’ampliamento del periodo di visita, con l’incremento dei mesi di ottobre e dicembre che si aggiungono a quelli estivi: questo è il risultato di iniziative culturali e ricreative come Oltre Le Vette o il Natale delle Dolomiti».

Le prospettive: Belluno “capitale delle vacanze sicure”
Il 2020 non sarà però un anno facile: «Il lockdown che stiamo vivendo in queste settimane, e i cui effetti si trascineranno inevitabilmente anche nei prossimi mesi, sicuramente porterà pesanti danni al settore turistico. In attesa delle indicazioni nazionali e regionali per la riaperture delle attività turistiche, ci stiamo già attivando con le associazioni di categoria e i vari portatori di interesse per studiare iniziative di promozione per valorizzare
nell’immaginario collettivo Belluno come città attenta all’ambiente e alla
salute: le classifiche ci pongono da anni ai vertici, e per questo Belluno,
oltre che come porta delle Dolomiti, dovrà essere conosciuta anche come
capitale del benessere e delle “vacanze sicure”, pronta a tornare ad
accogliere i suoi visitatori».

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