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Rigenerazione urbana, breve stop per il lockdown. Frison: “Nuove regole per i cantieri; a maggio la ripartenza”

Franco Frison, assessore all’Urbanistica del Comune di Belluno

Il lockdown per Coronavirus ha bloccato per qualche settimana i cantieri della rigenerazione urbana, ma si potrà presto ripartire con nuove regole per il regolare svolgimento dei lavori: questo quanto emerso dalla videoconferenza che ha visto coinvolti tutti i progettisti dei cantieri comunali per la rigenerazione urbana e gli amministratori e tecnici di Palazzo Rosso (il sindaco Jacopo Massaro e l’assessore Franco Frison; il segretario generale Francesco Pucci; il Responsabile Unico del Procedimento, Carlo Erranti e l’ingegnere Alessandra Venturelli).

I cantieri aperti
Con il fermo dei cantieri, scattato verso metà marzo, il confronto è stato l’occasione per fare il punto sull’avanzamento dei lavori; quattro i cantieri ora: la Mediateca delle Dolomiti, a Palazzo Crepadona; la ristrutturazione della scuola Gabelli; il centro del terzo settore all’ex caserma Piave; la ciclabile Antole-Casoni.
Sul tavolo, la necessità di adeguare i Piani di Sicurezza e Coordinamento dei cantieri alle nuove norme di distanziamento sociale: modifiche che, vista la vastità delle aree di intervento, non dovrebbero comportare particolari problematiche.
«Una volta ultimati questi passaggi, – spiega Frison – il Progetto Belluno potrà ripartire con ancora maggior slancio, vista l’importanza di questi cantieri per il contesto socio-economico locale, ma anche per il ruolo fondamentale delle destinazioni finali nella nuova idea della città e del suo territorio post Covid».
Con i primi giorni di maggio, i cantieri potranno riprendere con regolarità l’attività e «questa pausa – aggiunge Frison – non comporterà grandi cambiamenti per quanto riguarda la fine prevista dei lavori».

Gli altri progetti
Poco prima di Pasqua è stato sottoscritto anche il contratto con il raggruppamento di imprese – tra le quali anche la bellunese Deon – a cui sono stati affidati i lavori presso l’ex Chiesa dei Gesuiti, dove quindi presto potranno partire i lavori di restauro.
Palazzo Rosso è invece ancora in attesa del nulla osta da parte del nucleo di monitoraggio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per poter adeguare il progetto per il Parco della Piave, a Lambioi, dopo il devastante passaggio della tempesta Vaia.
Infine, per l’intervento di sistemazione del piazzale della stazione, sono in corso alcuni approfondimenti tecnici con la Provincia.