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Speriamo vada tutto bene…nonostante Confindustria * di Mauro De Carli

Mauro De Carli

Belluno, 10 aprile 2020 – Credo chi in questi ultimi due giorni gran parte dei cittadini comuni si stiano chiedendo chi li sta prendendo per i fondelli!

Il primo ministro Conte fa sapere che le “misure restrittive” sono prorogate per altre due settimane, perché l’analisi del comitato scientifico (ISS) a cui si collega il Governo stesso, ha analizzato come il blocco delle attività e delle limitazioni nella vita quotidiana stanno producendo una riduzione della fase di contagio (e quindi sono state provvedimenti corretti), e che siamo nella fase di stasi, in cui la curva del numero dei contagiati, degenti da Covid 19 e decessi sembra essere al picco massimo.

Allo stesso tempo l’ISS ci segnala che è deleterio abbassare la guardia, cadere nella tentazione di riprendere in modalità di vita quotidiana liberatorie (a Pasquetta niente grigliate e gite famigliari “fuori porta”), soprattutto bisognerebbe ancora evitare spostamenti e assembramenti.

Sempre il comitato scientifico ci spiega che siamo al coefficiente 1 del contagio, cioè ogni persona affetta da COVIP 19, oggi riuscirebbe a contagiare al massimo una “sola” altra persona, mentre solo una settimana fa questo coefficiente era pari a 3, in qualche zona addirittura a 4 (per ogni ammalato da COVIP si moltiplicavano per 3 o per 4 i futuri contagiati). Capisco ora che questa nuova condizione è positiva, ma non definitiva, anzi, proprio ora servirebbe essere maggiormente rigorosi nel mantenere inalterata l’applicazione delle linee guida “restrittive”.

Anche qui il comitato scientifico ci spiega che se ora si commettono degli errori si può ritornare velocemente verso una decisa ripresa del contagio, in cui si formerebbero nuovi possibili focolai da localizzare, isolare ecc, ecc. Come dire sarebbe perso il tempo sinora occupato per giungere alla linea di culmine del contagio da COVID 19, buttate le tante risorse sinora messe in campo per ammortizzatori sociali e liquidità alle imprese e la ripresa, quella vera e definitiva rimandata ad oltranza. Oltre che un danno alla salute dei cittadini sarebbe un danno per il mondo dell’economia che attende il momento reale di una ripresa produttiva certa

E’ a questo punto che bisognerebbe individuare chi ci sta prendendo per i fondelli!

Perché se le indicazioni dell’ISS sono molto serie e chiare, e sono facilmente applicabili alla gente comune, che infatti è chiusa in casa ed è fortemente limitata nello svolgere azioni quotidiane fuori dell’uscio, scopriamo invece che in questa ultima settimana il traffico verso i luoghi di lavoro “formalmente chiusi” e’ notevolmente aumentato. E aumenterà del tutto la prossima settimana dopo Pasqua.

Quasi tutte le attività si stanno rincorrendo, suffragate dagli indirizzi della loro associazione di riferimento, per presentare deroghe alle restrizioni, e differentemente dalle competenze del sottoscritto, si scoprono virologi e immunologi nel credere o sperare che l’emergenza del contagio sia del tutto finita. Francamente questo me lo auguro anch’io, ma purtroppo è solo un augurio e non una certezza, voglio troppo bene ai lavoratori che spero solo di avere torto un domani. Di sicuro si sta rischiando, si dichiara che verranno seguite tutte le metodologie di sicurezza interne alle aziende, che già con sacrificio e scioperi abbiamo imposto qualche settimana fa, ma ci permane il dubbio che sia avventata questa accelerata alla competizione produttiva.

In tempi migliori, avremmo chiesto al Governo di essere più chiaro, di far rispettare maggiormente il principio cardine dei suoi provvedimenti, quello della restrizione per tutti nello svolgere le varie attività e faccende quotidiane, non solo per le famiglie. Ma probabilmente le pressioni dei poteri forti si stanno dimostrando più efficaci delle preoccupazioni del sindacato.

Ma almeno ora sappiamo chi ci sta prendendo per i fondelli, quelli che nei loro documenti scrivono che “la salute è il bene primario “ e a cui sin d’ora chiediamo di assumersi la responsabilità se ciò non dovesse avverarsi.

Mauro De Carli – Segretario generale Cgil Belluno

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