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Accesso al fondo regionale di garanzia: la Giunta approva le nuove misure

Venezia, 7 aprile 2020 – L’assessore regionale allo sviluppo economico ed energia, Roberto Marcato, annuncia l’approvazione da parte della giunta regionale di una delibera dedicata agli interventi per il supporto della liquidità delle imprese colpite dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

“La delibera prevede d’intervenire sul fondo regionale di riassicurazione, istituito presso Veneto Sviluppo l’obiettivo è facilitare l’accesso al credito da parte delle imprese venete, anche quelle più in difficoltà e più bisognose di sostegno finanziario, rafforzando il ruolo dei confidi nell’azione di affiancamento delle piccole e medie imprese nel dialogo con il sistema bancario. Resta ferma la disponibilità ad apportare le modifiche del caso qualora l’uscita del nuovo decreto legge da parte del Governo lo richiedesse”.

Non a caso l’elemento di novità di maggior interesse introdotto dalla DGR approvata è il fatto che sia stata raddoppiata la percentuale di accantonamenti cash per i rischi riassicurati. In tal modo, essendosi elevato lo spessore dei depositi di garanzia collaterali, è possibile elevare anche il livello di rischio medio complessivamente assumibile dal fondo, cosicché alla copertura riassicurativa potranno essere ammesse anche garanzie verso imprese dei maggiori livelli di rischio, che precedentemente non potevano essere ammesse.

La giunta ha, inoltre, ritenuto opportuno uniformare la disciplina regionale a quella prevista per il Fondo centrale di garanzia per le PMI, al fine di rendere la misura regionale complementare a quella statale, evitando duplicazione di interventi. Obiettivo complessivo dell’azione è dunque quello di ampliare la possibilità di accesso a finanziamenti di supporto alla liquidità aziendale anche a quelle imprese che non possono accedere alla garanzia statale in quanto si collocano nelle classi di merito più basse del sistema di rating adottato dal Fondo di Garanzia per le PMI.

La delibera approvata, che dovrà passare poi al vaglio della Prima Commissione consigliare, propone di elevare la percentuale di copertura del fondo regionale al 90 per cento dell’importo garantito dal Confidi, di raddoppiare il cap di rischio, portandolo tra il 10 e il 20 per cento, in funzione della linea prescelta, di abolire, a fronte di una corrispondente riduzione delle commissioni praticate alle imprese, il contributo mutualistico a carico dei Confidi sulle nuove operazioni presentate e di applicare alla gestione del fondo regionale le medesime procedure in uso presso il Fondo centrale di garanzia per le PMI.

 

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