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martedì, Settembre 29, 2020
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Bonus 600 euro, un film senza copione e senza regia * di Michela Marrone

Michela Marrone

1° aprile, il giorno tanto atteso per la richiesta dell’indennità di euro 600 per imprese e professionisti e le altre indennità destinate agli altri destinatari. Tanta attesa per il solito triste film dall’epilogo scontato. Il portale dell’Inps è rimasto bloccato per tutta la mattina senza nessuna possibilità di acceso per gli utenti. Ma è lo scontato finale di un film senza un copione e senza una regia.

Non è pensabile che fin dai primi giorni in cui è stato annunciato e normato il bonus, si siano susseguite, soprattutto da fonti ufficiali, notizie e smentite sulla natura dell’agevolazione (erogazione in denaro o credito d’imposta) e sui soggetti beneficiari del bonus, taluni prima esclusi e poi riammessi (es: familiari coadiuvanti, coadiutori, lavoratori agricoli, agenti di commercio e anche per gli stessi professionisti), creando aspettative che venivano poi disattese.

Non è pensabile che sia stata palesata, anche qui da fonti ufficiali, l’ipotesi del “click-day”, che prevederebbe l’accoglimento delle domande in ordine cronologico di arrivo, secondo la bieca logica del “chi primo arriva, meglio alloggia”, fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Ipotesi che aveva già cominciato seminare il panico tra i beneficiari, preoccupati di accaparrarsi la priorità prevista. Tale indicazione è stata successivamente smentita, lasciando spazio alla possibilità che, ove le risorse non risultassero sufficienti a soddisfare tutte le richieste, le stesse verrebbero riproporzionate in base al numero dei richiedenti. Magra consolazione. Nel rispetto della norma, gli stanziamenti dovrebbero piuttosto essere riparametrati ed adeguati per dare soddisfazione a tutte le richieste.

Non è pensabile che non vi fosse la possibilità di conferire delega ai professionisti commercialisti alla richiesta del bonus per conto dei beneficiari, come peraltro normalmente facciamo nella quasi totalità delle nostre attività quali l’invio dei modelli F24 o delle dichiarazioni fiscali. In questo modo si sarebbero notevolmente limitati gli accessi al sito. La richiesta avanzata dalla nostra categoria era infatti quella di poter affiancare patronati e soggetti beneficiari nelle operazioni di invio delle richieste per il bonus in modo tale da poter effettuare un invio massivo e non singolo che avrebbe ridotto drasticamente il numero di accessi al sito dell’INPS. Per questo appuntamento serviva uno sforzo straordinario per il quale i commercialisti si erano messi a disposizione. Ci è stato detto inspiegabilmente di no, ma oggi è chiaro che la nostra proposta sarebbe stata estremamente utile al sistema. Così facendo, invece, gli accessi al sito dell’Inps si sono moltiplicati in quanto sono stati fatti per singolo soggetto beneficiario, ciascuno dei quali doveva peraltro dotarsi a monte di apposito pin di accesso al sito. Si continua a dare per scontato che tutti abbiano la giusta cultura informatica e siano in grado di munirsi di questi strumenti di accesso. La realtà è che la maggior parte delle persone non sono in grado nemmeno di richiedere il pin, quindi vanno supportate anche nella fase antecedente alla richiesta della domanda.

Non è pensabile che l’erogazione del bonus possa essere condizionata al funzionamento di un collegamento internet, alla necessità di mettersi davanti al pc e di restarci per ore con la speranza di riuscire a completare una procedura, o addirittura di tentare il collegamento negli orari di minor traffico, dopo la mezzanotte o alle sei del mattino, per poter ottenere il buon esito dell’invio.

Non è pensabile inoltre che, come è stato segnalato da diversi colleghi nella mattina di oggi, collegandosi all’area “MyInps” del sito istituzionale dell’ente previdenziale, ci sia un’aperta violazione della privacy in quanto si possono pacificamente consultare i dati contenuti nell’area personale di privati cittadini.

Non è pensabile che, in una fase emergenziale come quella che stiamo vivendo, in un momento tanto difficile per il nostro paese, non possa essere pianificato ed attuato un accesso ai sussidi chiaro, equo e rapido, che porti al raggiungimento dell’obiettivo, senza che restare impigliati in un groviglio di disposizioni contraddittorie e di strumenti inefficienti, con pregiudizio per tutti.

Michela Marrone – Presidente Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della Provincia di Belluno

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