HomeLettere OpinioniLa petizione. Liberalizzate le passeggiate

La petizione. Liberalizzate le passeggiate

A tutti i sindaci e istituzioni provinciali, regionali, statali ed europee ad ogni livello
A partire dal nostro Signor Sindaco di Belluno Jacopo Massaro,

Crediamo sia ora di riprenderci la ragione, che fa parte della nostra salute! Non possiamo accettare restrizioni della nostra libertà che non siano necessarie a contenere il contagio. Tenere aperte fabbriche, negozi e mezzi pubblici è più rischioso di una passeggiata e lo capisce anche un bambino. È ovvio che dobbiamo mangiare, ed usufruire di servizi vitali, ma se siamo costretti a stare a casa (e non tutti vivono in villa con ampio giardino) o nei miseri 200m sotto casa, rischiamo l’obesità, la depressione, e altre malattie in particolare cardiovascolari, notoriamente ben più letali del virus! Inoltre è ovvio che in quei 200 m si rischia ancor più l’assembramento rispetto ad uno spazio più ampio. Allora la spesa potrebbe essere consegnata alla porta del negozio o a domicilio e non si dovrebbe nemmeno entrare nel locale toccando carrelli ed altro, in corsie in cui è difficilissimo (se non impossibile) distanziarsi di almeno un metro.
Ed i virologi dovrebbero stilare uno schema comportamentale da adottare; ad esempio all’inizio affermavano che non si doveva usare la mascherina se non si era malati, poi si è diffuso l’invito ad usarla sempre (benché non si trovino da nessuna parte!) e la gente non sa più quale sia la verità. Così spesso accetta supinamente la semplice regoletta “resta a casa”(a volte alla finestra per spiare/odiare i passanti, tanto per ammazzare il tempo, alimentando le proprie frustrazioni), in un ossessivo stato di terrore da tempi di guerra.
Addirittura in certe province è stato vietato di raggiungere e curare il proprio orto distante da casa, con conseguente spreco di cibo e e la privazione forse dell’unica attività piacevole e rigenerante per un anziano.

Abbiamo una Provincia piena di boschi e passeggiate dove anche prima di questa pandemia si poteva stare a distanza di vari metri l’uno dall’altro senza pensarci.

Allora chiedo che a partire dai Sindaci ancora in possesso di capacità di ragionamento, ed attenzione per il benessere dei propri cittadini, si crei un’unione di intenti per imporre alla popolazione solo le norme effettivamente necessarie a fermare il contagio e non questi arresti domiciliari estremamente pericolosi ed anticostituzionali, nonché inutili.
Pretendiamo che tutta la comunità dei virologi e dei medici all’unanimità dichiari per iscritto dove consiste la pericolosità nel muoversi da soli all’aperto perché in questa primavera splendente, privarci del contatto con la natura sarebbe un delitto. Disposti a qualunque sacrificio pur di preservare la salute pubblica, contestiamo semplicemente ciò che non ha a che fare con tale fine, ma rischierebbe solo di compromettere il nostro equilibrio psicofisico.
La salute non è solo assenza di germi, ma un concetto più vasto. Quindi, comprendendo che l’emergenza non avrà durata breve, rivendichiamo la possibilità di muoverci da soli o con gli stretti familiari all’aperto ovunque si voglia purché si evitino gli assembramenti. Le forze dell’ordine dovrebbero controllare solo questo anziché perdere tempo a fermare chi passeggia o corre da solo per conteggiare la distanza dall’abitazione e avrebbero più tempo per verificare semmai che negli esercizi necessariamente aperti, vengano applicate le misure di sicurezza igienica, come le distanze, uso corretto dei gel e guanti, etc.

Cristina Muratore

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