
«Non possiamo mettere in contrapposizione treno e viabilità su strada. Tutte le soluzioni infrastrutturali che possono portare benefici al Bellunese devono essere prese in considerazione e analizzate seriamente, senza preclusioni».
È quanto afferma il presidente della Provincia Roberto Padrin che venerdì pomeriggio prenderà parte al convegno organizzato dalla Cisl regionale sul tema “Il Veneto nelle nuove rotte economiche globali. Porto di Venezia e autostrada A27”.
«Si tratta di un incontro importante per affrontare un tema fondamentale per il nostro territorio. La vicinanza con Venezia è uno strumento eccezionale per lo sviluppo turistico delle Dolomiti bellunesi e anche per il mantenimento e l’ampliamento dei rapporti commerciali delle nostre aziende – sottolinea il presidente della Provincia -. Quindi, poter collegare più velocemente e in maniera più strategica il capoluogo regionale con il nostro territorio è una partita che dobbiamo giocare fino in fondo. Anche cercando i collegamenti con le aree austriache al di là delle Alpi. In questo modo, Belluno da periferia diventerebbe centrale, con evidenti benefici per le nostre comunità, anche sotto l’aspetto demografico».
Quanto alle tipologie di collegamenti, il presidente non esclude nulla. «Treno e strada, o autostrada, non possono essere messi in contrapposizione, in un aut-aut che blocca tutto. Si tratta di due vettori diversi, con modalità trasportistiche differenti e diverse finalità. Sul treno delle Dolomiti c’è il Ptcp provinciale, approvato dalla giunta Reolon nel 2010, che individua il percorso più rapido per arrivare da Venezia a Cortina a scopo turistico, attraverso la Valboite; e sempre nel Ptcp c’è anche il progetto della Feltre-Primolano, come segmento strategico. Ma dobbiamo pensare anche al trasporto delle merci, che non è attuabile con un treno a scopo turistico, e a collegare in modo migliore le altre aree della provincia. Credo che lo sbocco a nord stradale potrebbe essere fondamentale per un’area come quella del Comelico. Senza contare che le opere compensative porterebbero benefici per il completamento della viabilità secondaria in altre aree; e che eventuali pedaggi potrebbero rimanere in loco, a disposizione del territorio. Dobbiamo parlarne in maniera seria, studiando tutte le soluzioni possibili».
