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martedì, Ottobre 20, 2020
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Alpinismo, Patrimonio culturale immateriale Unesco: cosa cambia nell’economia della nostra montagna

A dicembre, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, l’Alpinismo è entrato ufficialmente a far parte del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità sotto l’egida dell’Unesco: la Commissione speciale dell’organizzazione dell’Onu l’ha iscritto nella lista dei beni immateriali definendolo come “l’arte di scalare le montagne e le pareti rocciose, grazie a capacità fisiche, tecniche e intellettuali”.
Un risultato fortemente voluto dal Club Alpino Italiano insieme a quello svizzero e francese. Una naturale evoluzione per questa attività – e soprattutto per gli alpinisti e per i fruitori della montagna – che deve essere digerita nel tempo ma alla quale è doveroso riconoscerne il valore umano, l’etica, la cultura, l’attenzione all’ambiente oltre alle indiscusse e necessarie doti tecniche e fisiche per affrontarla al meglio
Quali ricadute potranno esserci sull’economia della montagna bellunese? Questo riconoscimento può essere l’occasione per riflettere sul concetto di “montanità”, inteso come il grado di disagio reale ed esistente percepito dagli abitanti delle Terre Alte che si sentono penalizzati e, come succede molto spesso, indotti ad andarsene.

L’alpinista che frequenta la montagna bellunese non sempre si rende conto che la bellezza del paesaggio, l’alternanza di bosco, radure e pascoli, la tipica architettura rurale sono frutto del sacrificio di intere generazioni. Ma a quale prezzo? Il problema principale è lo spopolamento: la velocità dell’evoluzione sociale implica l’abbandono della montagna da parte dei giovani. Gli anziani di età superiore ai 65 anni rappresentano ormai il 34 per cento della popolazione totale. È necessario quindi garantire agli abitanti della montagna bellunese le stesse opportunità di cui godono quelli delle zone urbane. Nelle Terre Alte ci sono zone che non hanno accesso a Internet né a bassa né ad alta velocità, ci sono problematiche nell’accesso ai semplici servizi telefonici, televisivi e radiofonici, per non parlare dei trasporti, dei presidi ospedalieri e scolastici e di giustizia. La politica si sta occupando di questa problematica: è stata presentata proprio in questi giorni una mozione per la valorizzazione delle aree interne, rurali e montane. La sfida è grande ma non impossibile: le potenzialità offerte dalla montagna bellunese e dai suoi abitanti ci sono. Alpinismo e montanità possono procedere insieme nel cammino verso il riconoscimento della specificità del territorio bellunese.

Larissa Roncaglia

Nella foto: Paesaggio montano (ph Larissa Roncaglia)

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