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Gestione distribuzione gas: facciamo il punto. Italgas, vincitrice del bando è in attesa dell’esito del ricorso al Tar del Veneto. Interrogazione del consigliere Massimo De Pellegrin

Partiamo dalla fine. Il 17 gennaio 2020 Italgas (società che fa parte del colosso Cassa Depositi e Prestiti spa, controllata per circa l’83% dal Ministero dell’economia e delle finanze e per circa il 16% da diverse fondazioni bancarie) risultata miglior offerente del bando, presenta il ricorso al Tar del Veneto contro i Comuni dell’Ambito territoriale bellunese per il gas naturale (cosiddetto Atem) e nei confronti di Bim Belluno spa (società partecipata al 100% dai 65 Comuni bellunesi esclusi Arsié e Lamon, con amministratore unico Bruno Zanolla) società che attualmente gestisce la distribuzione del gas.
Il ricorso di Italgas tende ad annullare la decisione dell’assemblea dell’Atem del 19 dicembre 2019 nella quale i sindaci dei comuni decidevano di revocare al Comune di Belluno, il ruolo di stazione appaltante del bando per la distribuzione del gas. Oltre ad una serie di altri vizi formali e dettagli sui quali non ci soffermiamo.

Diciamo subito che la qualità di stazione appaltante al Comune di Belluno discende dalla legge, in quanto Belluno è il Comune capoluogo di Provincia. E quindi, come eccepiscono gli avvocati di Italgas Fabio Todarello e Andrea Conforto del Foro di Milano, l’assemblea dei comuni Atem non ha il potere di revocare l’incarico al Comune di Belluno in quanto soggetto preposto ex lege.
Tale decisione dei Comuni dell’Atem di revocare l’incarico di stazione appaltante al Comune di Belluno, sarebbe stata determinata da un errore nella valutazione del valore della rete del gas, ossia 75 milioni anziché 60 milioni che Italgas, quale vincitrice, dovrebbe rimborsare al gestore uscente Bim Belluno Infrastrutture. Un’errata stima dunque che cagionerebbe un danno di 15 milioni a Bim Belluno Infrastrutture e quindi ai Comuni Atem quali soci.

Questa situazione nasce l’8 gennaio 2015 quando tra il Comune di Belluno e Bim Belluno Infrestrutture spa ha inizio l’iter per la determinazione del Vir, il valore industriale della rete del gas. Dopo sei mesi di confronto, il Comune di Belluno e Bim Belluno Infrastrutture, tenuto conto del prezzario della Regione Veneto concordano insieme il valore della rete del gas in circa 60 milioni di euro. A gennaio del 2016 tale valore viene confermato dall’autorità di vigilanza del gas. E fino a questo momento sono tutti d’accordo, sindaci, Bim Infrastrutture, e stazione appaltante (Comune di Belluno).

L’iter prosegue. Il 10 maggio 2019 il Comune di Belluno comunica ai Comuni dell’Atem l’elenco delle società ammesse alla gara, che sono: 2i Rete Gas spa, Italgas Reti, AP Reti Gas spa, Erogasmet spa. Sempre a maggio 2019 l’autorità del gas conferma la correttezza delle procedure adottate.

Il 22 novembre 2019, 48 sindaci riuniti in assemblea Atem (Belluno astenuto), chiedono alla stazione appaltante, ossia al Comune di Belluno, di interrompere la gara perché secondo una nuova stima basata sul prezzario della Camera di Commercio di Trento il valore della rete del gas sarebbe salito di 75 milioni, 15 in più della cifra concordata da tutti in prima battuta nel 2016.

La richiesta, tuttavia, appare tardiva e illegittima. Tra il 2018 e il 2019, infatti, sul tavolo tecnico nessuno ha mai presentato richieste volte ad aggiornare il valore della rete gas a 75 milioni. Lo dichiarano in consiglio comunale di Belluno del 27 dicembre 2019 gli ingegneri Valeriani e Romiti di Energas Enginering srl, confermando altresì la correttezza della procedura adottata dalla stazione appaltante, ossia il Comune di Belluno. Le “Linee Guida su criteri e modalità applicative per la valutazione del valore di rimborso degli impianti di distribuzione del gas naturale” approvate dal MSE con decreto ministeriale del 22.5.2014, inoltre, escludono che i valori di rimborso di Comuni della Provincia di Belluno possano essere determinati attraverso il prezzario della Provincia di Trento.

Singolare, infine, la posizione adottata dalla società Bim Belluno Infrastrutture, attuale gestore della rete di distribuzione, che decide di non partecipare al bando. Però fa di tutto attraverso i sindaci per impedire la legittima aggiudicazione di Italgas.
Tant’è che anche il consigliere Massimo De Pellegrin, al consiglio comunale di lunedì 3 febbraio 2020 a Palazzo Rosso, interroga il sindaco e l’assessore competente per sapere:
1) perché il gestore uscente Bim Belluno Infrastrutture non ha partecipato alla gara?
2) chi ha assunto questa decisione e con quale atto?

Roberto De Nart

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