
Venezia, 27 gennaio 2020 – A vent’anni dalla legge 68 che ha previsto per le aziende con oltre 15 dipendenti l’obbligo di assumere persone con disabilità o appartenenti alle categorie protette la Regione Veneto ha ottenuto risultati migliori rispetto al quadro nazionale. Parola di Tiziano Treu, uno dei ‘padri di quella legge, ex ministro del lavoro e ora presidente del Cnel. “Merito dei servizi attivati e del contesto aziendale veneto”, ha specificato Treu, introducendo la conferenza regionale in Fiera a Vicenza “I vent’anni della legge 68. Traiettorie verso il futuro dall’inserimento lavorativo all’inclusione”. Una giornata di confronto nella quale gli assessorati al Lavoro e al Sociale della Regione Veneto hanno voluto fare il punto – insieme a Veneto Lavoro, alle categorie economiche, alle parti sociali e ai rappresentanti del mondo dell’associazionismo e della cooperazione sociale -su risultati e prospettive dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità o invalidità.
In Veneto le persone con disabilità o invalidità che hanno un posto di lavoro sono 37 mila, di cui tre quarti impiegati nel comparto privato e circa 9 mila nel pubblico. Gli iscritti alle liste di collocamento dei Centri per l’impiego del Veneto al 31 dicembre 2018 erano circa 29 mila, di cui circa due terzi con percentuali di invalidità superiori al 50 %. Ma il numero effettivo delle persone con disabilità in lista di attesa per una occupazione in realtà va depurato dai numeri ‘storici’ e rivisto al ribasso: secondo Veneto Lavoro le persone con disabilità ancora in cerca di lavoro sono circa 14 mila, e il taso di scopertura dei posti obbligati nelle aziende è in media del 18 % cento, circa la metà della percentuale nazionale. “C’è una cultura sociale e del lavoro che innerva il tessuto imprenditoriale veneto – osserva l’assessore al lavoro della Regine Veneto, Elena Donazzan – che aiuta a spiegare questa realtà positiva. Basti pensare che delle 17.772 aziende venete che nel 2018 hanno assunto persone con disabilità, 10.989 lo hanno fatto perché obbligate dalla legge, ma oltre 6 mila lo hanno fatto su base volontaria, arrivando a impiegare spontaneamente un migliaio di persone con problematiche fisiche psichiche o sensoriali”.
Altro punto di forza del collocamento ‘mirato’ in Veneto – ha ricordato Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro – sono le convenzioni con le cooperative sociali (5411 convenzioni di programma già firmate e 162 persone occupate nel corso del 2018) che consentono alle imprese di assolvere all’obbligo del collocamento affidando commesse a cooperative sociali di tipo B e aiutano le persone con disabilità di inserirsi in un ambito lavorativo più favorevole.
Conta, infine, la rete creata tra i servizi per il lavoro (i 39 Centri per impiego del Veneto) e i servizi per l‘inserimento lavorativo delle Ulss (i 9 Sil). “In Veneto – ha spiegato Fabrizio Garbin, direttore dei Servizi sociali della Regione Veneto, intervenendo a nome dell’assessore Manuela Lanzarin- sono 8271 le persone in carico ai Sil, il 60 per cento con disabilità gravi o medie e il 30 per cento con problematiche psichiatriche. Circa 3 mila frequentano tirocini di inclusione sociale e 1848 hanno seguito tirocini di inserimento o reinserimento lavorativo che hanno portato, nel corso del 2018, a 746 assunzioni in azienda”.
La stretta collaborazione tra servizi per il lavoro e servizi sociali, la sinergia anche nelle procedure tra i 400 operatori dei Cpi (da due anni entrati nel perimetro delle competenze regionali) e i 155 operatori dei Sil delle Ulss è la chiave di volta delle nuove traiettorie che il Veneto intente intraprendere per riuscire a garantire il diritto ad una occupazione a tutte le persone in età lavorativa, indipendentemente dal grado di disabilità o fragilità.
“Abbiamo voluto confrontarci a 360° con tutti gli attori del sistema veneto del lavoro e del welfare – tira le somme Donazzan – per costruire un data-base aggiornato sui bisogni occupazionali delle persone con disabilità e delle imprese e per mettere a sistema procedure standard efficaci in tutto il territorio regionale. La Regione Veneto negli ultimi tre anni ha investito 45 milioni di risorse Fse per un piano di azioni mirato volto a facilitare l’inclusione sociale e le opportunità di inserimento lavorativo dei disabili, con tassi di attivazione (vale a dire contratti di lavoro stipulati) che, nel caso dei tirocini aziendali, hanno superato il 60 per cento. Con il prossimo ciclo di programmazione dei fondi comunitari (2021-2027) dovremo fare ancora di più e meglio: il 25 per cento delle risorse Ue sarà vincolato a obiettivi di inclusione sociale. E il Veneto non si farà trovare impreparato”.
Intanto – annuncia l’assessore – dal prossimo mese di marzo nei Cpi dei sette capoluoghi del Veneto prenderà avvio un percorso formativo per ‘disability manager’ per promuovere in tutte le aziende, pubbliche e private, la cultura dell’inclusione e una figura che aiuti l’inserimento e la valorizzazione delle persone con fragilità, anche come opportunità di innovazione organizzativa ed economica per l’ azienda stessa.
“L’inserimento sociale e occupazionale delle persone più fragili è la sfida del futuro, soprattutto in tempi di crisi aziendali e di rallentamento dell’economia – conclude Donazzan – Stiamo investendo in scuola e formazione, perché solo il 2 per cento delle persone con disabilità in Veneto arriva a diplomarsi, e solo lo 0,6 per cento arriva alla laurea. Dobbiamo, inoltre, concentrarci sempre di più sul ‘Dopo di noi’, cioè sui percorsi di autonomia anche lavorativa per giovani e giovani-adulti, quando viene meno il supporto parentale a causa dell’età o della malattia”.
Inclusione lavorativa di persone con disabilità in Veneto
Al 31 dicembre 2018 le persone con disabilità occupate in Veneto risultano complessivamente 36.876, di cui 7.839 in provincia di Padova (21%), 7.051 in quella di Vicenza (19%), 6.651 a Verona (18%), 6.502 a Treviso (18%), 5.786 a Venezia (16%), 1.734 a Belluno (5%) e 1.313 a Rovigo (3%).
Si tratta prevalentemente di uomini (59%) di età avanzata (63% con più di 50 anni) e con una percentuale di disabilità inferiore al 66%. Risultano per la quasi totalità assunti con contratto a tempo indeterminato (93%), con qualifica di impiegato (30%) e nel settore dei servizi (53%). Uno su tre è occupato con contratto a part time (32%). L’industria occupa il 46% delle persone con disabilità, il solo metalmeccanico ne occupa il 27%. Le donne rappresentano oltre la metà degli occupati disabili nel terziario.. Il 76% è occupato nel settore privato, uno su quattro in quello pubblico.
La normativa vigente (l 68/99) stabilisce che tutti i datori di lavoro con almeno 15 dipendenti sono obbligati ad assumere un numero di disabili (quota di riserva) in funzione della dimensione d’impresa: 1 disabile da 15 a 35 dipendenti, 2 disabili da 36 a 50 dipendenti, 7% dei lavoratori occupati da 51 dipendenti in su. Sono tuttavia previste condizioni di esonero o sospensioni, ad esempio per le imprese in crisi, e compensazioni territoriali per imprese multilocalizzate. La gestione dell’obbligo, inoltre, può avvenire mediante la stipula di apposite convenzioni con strutture pubbliche competenti o affidando commesse di lavoro alle cooperative sociali di tipo B (composte per almeno il 30% da lavoratori in condizioni di svantaggio).
Le aziende che occupano lavoratori disabili in Veneto risultano complessivamente 17.722. Di queste, solo 10.989 sono tenute all’obbligo di assunzione, per un totale di posti riservati alle persone con disabilità (“riserva”) pari a 42.727 posizioni lavorative, di cui 27.597 coperte. I posti scoperti risultano così 14.189, per un tasso di scopertura, ovvero rapporto tra posizioni scoperte e posizioni riservate, pari al 33%.
Delle quasi 11 mila imprese tenute all’obbligo, 6 mila (il 55%) hanno assolto l’obbligo di assunzione, mentre 2.800 (25% del totale), prevalentemente di piccole dimensioni e con una sola posizione riservata, hanno un tasso di scopertura del 100%. Al netto di esoneri, convenzioni e altri strumenti di compensazione le posizioni scoperte si riducono però a 7.710, per un tasso di scopertura netto che scende al 18%, con variazioni territoriali comprese tra il 22% di Venezia e il 12% di Belluno e Rovigo. A questo risultato contribuisce anche l’attività di convenzione tra Centri per l’Impiego e aziende, che rappresenta una caratteristica peculiare del sistema dei servizi per il lavoro del Veneto.
Tra gli strumenti attivati a livello regionale per agevolare l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità si annoverano gli stage aziendali, che nel periodo di attuazione consentono all’azienda ospitante di poterli considerare nel computo delle posizioni coperte. Nel triennio 2016-2018 gli stage attivati ai fini dell’integrazione lavorativa sono stati complessivamente circa 1.700. Il 62% degli stagisti ha avuto un contratto di lavoro con l’azienda ospitante a seguito del tirocinio, il 15% dei quali a tempo indeterminato.
Un piano regionale per favorire la partecipazione attiva e l’accesso al mercato del lavoro da parte delle persone con disabilità iscritte alle liste di collocamento mirato è stato finanziato nel 2017 dalla Regione del Veneto e prevedeva azioni di informazione e orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro. La misura ha coinvolto oltre 7 mila persone, di cui il 45% era rappresentato da donne, e il 23% di queste risultava aver instaurato un rapporto di lavoro dipendente entro 12 mesi dalla conclusione del percorso.
I disabili in condizione di disoccupazione e iscritti al collocamento mirato al 31 dicembre 2018 risultano 28.908, di cui circa 2.000 con uno stage in corso e 1.400 con un rapporto di lavoro aperto compatibile con il mantenimento dello stato di disoccupazione. Si tratta prevalentemente di maschi (57%), italiani (91%), con età superiore ai 30 anni (91%) e una distribuzione sostanzialmente omogenea sul territorio regionale. Si tratta, come per la generalità degli utenti iscritti ai Centri per l’Impiego, di un numero sovrastimato in quanto in molti casi non viene segnalato agli operatori un passaggio dalla disoccupazione all’inattività o alla professione autonoma (pensionamenti, condizioni di salute, limiti di età ecc.). Negli ultimi tre anni il flusso di iscrizioni è pari a circa 5.500 l’anno, di cui circa 4.000 iscritti per la prima volta. Entro 12 mesi il 61% degli iscritti ha avviato un rapporto di lavoro o un tirocinio, il 37% entro tre mesi.
Alcune considerazioni conclusive.
-
La presenza di oltre un migliaio di lavoratori con disabilità anche nelle aziende non tenute all’obbligo mostra un rilevante passo avanti culturale, anche per merito delle misure di orientamento, formazione, inserimento lavorativo e tirocinio sperimentate in questi anni.
-
I Centri per l’Impiego pubblici possono svolgere un ruolo di supporto importante, sia per le imprese che per i lavoratori con disabilità, ancor più oggi che sono garantiti servizi e procedure uniformi e omogenee su tutto il territorio regionale.
-
Il rispetto della normativa va perseguito con tutti gli strumenti economici e operativi disponibili, nonché con azioni di sensibilizzazione, testimonianze positive e interventi di formazione da tenersi nei CPI sul tema del disability management.
-
Le linee guida comuni tra Cpi e Sil (Servizi per l’Inserimento lavorativo delle 9 Ulss venete) in vigore da quest’anno aiuteranno una messa a sistema dei servizi regionali, facilitando procedure comuni tra servizi per il lavoro e servizi sociali e la definizione di percorsi personalizzati ‘su misura’, specie per le persone più fragili. Un sistema che potrà prefigurare un primo tentativo di risposta a uno dei principali quesiti che le famiglie delle persone con disabilità si pongono, il ‘cosa accadrà dopo di noi’, che rappresenta una sfida sia in termini di inclusione lavorativa che di risposta sociale.
Tabella 1 – Lavoratori con disabilità occupati in Veneto
|
DONNE |
UOMINI |
TOTALE |
|
|
TOTALE |
15.132 |
21.744 |
36.876 |
|
Pubblico |
4.646 |
4.066 |
8.712 |
|
Privato |
10.486 |
17.678 |
28.164 |
|
Giovani <30 |
470 |
709 |
1.179 |
|
Adulti 30-54 |
8.450 |
10.799 |
19.249 |
|
Senior >55 |
6.212 |
10.236 |
16.448 |
|
Agricoltura |
35% |
65% |
133 |
|
Industria |
18% |
82% |
17.041 |
|
Servizi |
50% |
50% |
19.702 |
Tabella 2 – Aziende (unità produttive provinciali) che occupano lavoratori disabili e loro posizione rispetto agli obblighi
|
Datori di lavoro |
Riserva per disabili |
Posizioni coperte |
Posizioni scoperte (lordo) |
Tasso scopertura lordo |
Posizioni scoperte (netto) |
Tasso scopertura netto |
|
|
TOTALE |
17.722 |
42.727 |
28.598 |
14.189 |
33% |
7.710 |
18% |
|
Con obblighi di assunzione |
10.989 |
42.727 |
27.597 |
14.189 |
33% |
7.710 |
18% |
|
Senza obblighi di assunzione |
6.733 |
0 |
1.001 |
0 |
0 |
Tabella 3 – Misure regionali di inserimento lavorativo delle persone con disabilità
|
Totale |
Tasso di attivazione |
|
|
Stage aziendali ai fini dell’integrazione lavorativa. |
1.663 |
62% |
|
DGR 2007/2017 – Regione del Veneto |
7.186 |
23% |
Tabella 4 – Disabili iscritti alle liste di collocamento mirato dei Centri per l’impiego del Veneto
(con dichiarazione di disponibilità aperta al 31.12.2018)
|
TOTALE |
|
|
TOTALE |
28.908 |
|
Donne |
12.574 |
|
Uomini |
16.334 |
|
Giovani <30 |
2.701 |
|
Adulti 30-54 |
14.327 |
|
Senior >55 |
11.880 |
|
Percentuale invalidità |
|
|
30-49% |
3.900 |
|
50-79% |
20.502 |
|
80-100% |
3.826 |
.
