13.9 C
Belluno
venerdì, Ottobre 30, 2020
Home Cronaca/Politica Contaminazione da Pfas, secondo l'’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente in Veneto c'è...

Contaminazione da Pfas, secondo l’’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente in Veneto c’è un’emergenza sanitaria. Sara Cunial: “La Regione continua a prorogare gli interventi”

«In Veneto, ormai da anni, è in atto una delle emergenze sanitarie ed ambientali più gravi che il nostro Paese abbia mai dovuto affrontare. La contaminazione da PFAS venuto alla luce nell’estate del 2013, a seguito del perpetrato sversamento in falda degli scarti di produzione dell’azienda Miteni di Trissino, oggi a processo, non riguarda “solo” la seconda falda acquifera più grande d’Europa e l’insieme delle acque potabili delle tre province coinvolte (Vicenza, Padova e Verona) ma anche e soprattutto la salute di oltre 500mila cittadini, in primis, bambini e future generazioni»

Lo ha detto l’onorevole Cunial, del Gruppo Misto.

Sara Cunial, deputato

«La Regione Veneto continua a prorogare gli interventi necessari e a rimandare la realizzazione di quegli studi essenziali per capire di che portata è il danno alla popolazione – spiega Cunial – Non solo i lavori per la costruzione di nuovi acquedotti procedono con enorme ritardo tanto da dover richiedere una proroga, ma anche gli studi epidemiologici adeguati per poter stabilire la portata del danno alla salute dei cittadini, non sono ancora stati avviati».

L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente – ISDE ha pubblicato un position paper scientifico che spiega cosa sono i PFAS, quali danni alla salute causa e, nello specifico, quali azioni le Istituzioni del Veneto dovrebbero attuare. Per tali sostanze, come per molte altre sostanze tossiche e cancerogene, non è ancora stato identificato un livello minimo di concentrazione, nelle acque a uso umano come nelle altre matrici fondamentali per la vita, che possa essere considerato innocuo in termini sanitari.

Tale evidenza scientifica assume particolare rilievo per le fasce di popolazione maggiormente a rischio (età pediatrica e gravidanza) ed esposte cronicamente, anche considerando le conseguenze del bioaccumulo e le inevitabili interazioni con altre sostanze inquinanti presenti nelle matrici ambientali. Pertanto, nel rispetto dei principi di precauzione e di prevenzione e indipendentemente dai limiti imposti dalla legge, la concentrazione di PFAS nelle acque dovrebbe tendere a zero.

 

Share
- Advertisment -


Popolari

Nuovo rilevatore di velocità a Levego. Sarà in funzione 24 ore su 24 da domenica I° novembre

Entrerà in funzione domenica 1 novembre il nuovo rivelatore di velocità a Levego, lungo la Strada Provinciale 1 della Sinistra Piave. «Il nuovo apparecchio consente...

L’anno dello sciacallo dorato. Una coppia con tre cuccioli vive in Comelico

Ora è certo, in Comelico c’è lo sciacallo dorato. Le immagini di una coppia con tre cuccioli di circa 6 mesi sono state catturate...

Ronce 2020. Gimmy Dal Farra: “Progetti pronti per i finanziamenti, si parta al più presto”

L'associazione Belluno Alpina accoglie con soddisfazione i primi interventi concreti sul territorio del comprensorio Quantin-Nevegal-Ronce-Valmorel: "Con i fondi Vaia è stato asfaltato il primo...

Banda larga. Interrogazione di De Menech al ministero dell’Innovazione per sollecitare l’attivazione delle linee veloci

Roma, 30 ottobre 2020 _ Il deputato bellunese Roger De Menech ha presentato oggi un'interrogazione al ministro dell'Innovazione e digitalizzazione per sapere quali azioni...
Share