Longarone, 23 dicembre 2019 – Provincia, Regione e Comuni ricorreranno contro i vincoli paesaggistici su Auronzo e sul Comelico. Percorsi diversi, ma condivisi. È la linea uscita dal tavolo tecnico, riunitosi oggi pomeriggio a Longarone.
Presenti il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin (con il consigliere delegato Massimo Bortoluzzi), la Regione Veneto con i suoi consulenti legali e i sindaci dei Comuni interessati dalla dichiarazione di notevole interesse ambientale e paesaggistico, con il loro avvocato.
«Abbiamo deciso di andare avanti con più ricorsi, separati ma condivisi. Il testo base sarà lo stesso, poi ognuno dei soggetti in campo procederà per quanto di sua competenza – spiega il consigliere Bortoluzzi -. In questo modo potremo portare al Tar diverse sfaccettature delle conseguenze dei vincoli. Che, va detto, sono un grande problema. Lo ha spiegato molto bene anche oggi il sindaco di Comelico Superiore quando ha ricordato come ci siano già pratiche burocratiche bloccate negli uffici comunali a causa dei vincoli, che quindi entrano nel dettaglio e creano difficoltà ai cittadini e alle imprese. È proprio per questo che dobbiamo ricorrere al Tar».
Il consigliere Bortoluzzi ha lanciato anche la proposta di un atto di indirizzo politico da mandare in tutti i consigli comunali. «Lo preparerà la Provincia, che lo approverà per prima. Non escludo l’ipotesi di un consiglio provinciale straordinario in Comelico, per dare risalto a questa battaglia e dimostrare vicinanza al territorio».
«Il passaggio di oggi è fondamentale perché abbiamo condiviso un percorso comune per il bene del nostro territorio – afferma il presidente della Provincia, Roberto Padrin -. Poter gestire in maniera autonoma il nostro territorio è una delle carte che ci possono dare una mano a contrastare lo spopolamento. Per cui credo che la partita dei vincoli rappresenti un aspetto fondamentale nel percorso dell’auto governo del Bellunese, il cui primo tassello potrebbe essere proprio quello di tenerci a Belluno le competenze relative alla Soprintendenza».


