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Quella volta che Cortina, Colle Santa Lucia e Livinallongo tentarono di passare con Bolzano

Nel 1947 a Cortina c’è un movimento separatista che vuole l’annessione al Trentino Alto – Adige. Lo testimoniano alcuni articoli di cronaca del Gazzettino dell’epoca facilmente reperibili nell’archivio on line della Biblioteca civica di Belluno.

A sostenere quella che viene chiamata la “Riannessione alla Regione Tridentina” a Cortina è il consigliere Girardi, che in rappresentanza della popolazione, inserisce tale progetto nelle delibere del Comune (n.62 del 19 luglio 1947 del Consiglio, n.125 del 23 ottobre 1947 della Giunta, e 144 del 27 novembre 1947 della Giunta).
Contro tali delibere separatiste si muovono tutti i partiti di Cortina. La Sezione dei Democratico Cristiano, Socialista Italiano, Comunista, Liberale, Repubblicano, e l’Unione Gente Italica, che attraverso i loro segretari, contestano in primo luogo l’effettiva rappresentatività del Girardi: “Se un gruppo di persone, per una finzione giuridica rappresentano la popolazione – sostengono i segretari dei partiti – non la rappresentano effettivamente, invece, perché le sue deliberazioni non tengono affatto conto né degli interessi di larghi ceti di detta popolazione né degli interessi preminenti di Cortina”.

Anche sotto l’aspetto storico i segretari dei partiti dissentono fortemente dall’impostazione dei separatisti. “Osservato per inciso – dichiarano – che Cortina ha fatto parte solo per brevissimo tempo della regione Tridentina, e cioè nell’immediato dopoguerra 1915-18 quando le ‘terre redente’ furono raccolte in un governatorato, sciolto poi con la creazione delle province secondo il sistema amministrativo dell’allora Regno d’Italia, essendo il governatorato nient’altro che una fittizia creazione giuridica in tempo di transizione fino a quando non fosse stato possibile predisporre le leggi necessarie per la divisione dei vari Comuni in Province, alcune delle quali nuove, altre vecchie, constatato ancora che, poste queste premesse inoppugnabilmente storiche, cade anche l’affermazione fatta dal consigliere signor Girardi, che cioè debba parlarsi di ‘ritorno? anziché di annessione, dato che secondo il Girardi ‘Cortina fece parte della Regione Tridentina per ben 406 anni’ cosa che risulta non vera”.

Le segreterie dei partiti di Cortina impugnano anche la delibera di Giunta n.144/47 poiché questa tendenza separatista e austrofila “è basata su una mozione della ‘Zent ladina dolomites’ organismo del quale la Giunta promana, e che a quanto dice tale delibera la mozione riscosse al Congresso di Bolzano del 16 novembre del 1947 l’approvazione all’unanimità”, contro la concorde assenza degli stessi partiti del Comune di Cortina d’Ampezzo e della Provincia di Belluno”.

I segretari dei partiti di Cortina ribadiscono ancora la questione della rappresentatività. “Chi si oppone a questa ‘Riannessione’ – dicono – non è affatto un esiguo gruppo o interessato, ma piuttosto un complesso di cittadini che rappresentano la quasi totalità delle forze economiche di Cortina rispetto a quegli ampezzani dai sentimenti separatisti, che sono soprattutto della categoria rurale”.

Chissà se oggi, a 72 anni di distanza, la “Riannessione”, ossia il passaggio alla provincia autonoma di Bolzano, incontrerebbe soltanto il consenso della “categoria rurale” della popolazione di Cortina.

“Nulla avrebbe da guadagnare Cortina, paese eminentemente turistico, che del turismo vive, con l’annessione alla regione Tridentina – sostengono uniti i segretari dei partiti di Cortina – nella quale esistono numerose stazioni turistiche alcune delle quali già affermate. Non è da parlarsi che il Trentino voglia sostenere Cortina a danno delle altre stazioni turistiche. Mentre invece Belluno ha tutto l’interesse di sostenere e lanciare Cortina”.
Per ultimo, i segretari de partiti di cortina eccepiscono la questione linguistica. “La chiesta annessione si risolverebbe con l’inclusione di Cortina nella confinante provincia di Bolzano che è di popolazione etnicamente tedesca, mentre i cittadini di Cortina d’Ampezzo sono di lingua e di razza prettamente italiana e geograficamente appartengono alla Regione del Veneto”.

A muoversi per fermare l’ondata separatista del 1947 che coinvolge anche i Comuni limitrofi di Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana, sono anche la Provincia e la Regione che si affrettano ad inviare telegrammi al presidente del Consiglio De Gasperi e al ministro dell’Interno Scelba.

Ecco il testo del telegramma

“Delibere consigliari Comuni Cortina Ampezzo, Colle S. Lucia, e Livinallongo tendenti ottenere annessione regione Tridentina trovano tutte autorità provincia Belluno, movimenti politici qualsiasi tendenza, organizzazioni economiche, associazioni culturali, enti turistici, e popolazione tutta decisi e solidali opporsi assurda richiesta antistorica, antigeografica, contraria stessi interessi dei tre Comuni. Riteniamo doveroso richiamare attenzione Governo su gravi ripercussioni locali determinerebbe accoglimento predetta richiesta e su ferma volontà provincia Belluno mantenere integrità suo territorio e conservare entro suoi confini quanto natura e storia le hanno assegnato”.

Firmato: Vigna, Pat, Bettiol, Schiratti, deputati provincia Belluno.

Firmato deputati Regione Veneta: Pat, faccio, Bettiol, Ponti, Ferrarese, Saggin, Burato, Fantoni, Lizier, Tonello, Schiratti, Costantini, Gui, Cappelletti, Alberti, Rumor, Valmarana, Bastianetto, Cimenti, Garlato, Sartor, Marzarotto, Tomba, Cosattini, Caldera, Lina Merlin, Tonetti, Piemonte, Giacometti”.

(rdn)

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