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Manifestazione Safilo. Monica Lotto: “Ridurre gli esuberi, assumere lavoratori in altre aziende e ammortizzatori sociali per chi non trova ricollocamento immediato”

Monica Lotto

Belluno, 13 dicembre 2019  –  «Proteggere i lavoratori e le loro famiglie con ogni mezzo possibile». La segretaria provinciale del Partito democratico, Monica Lotto, ha partecipato questa mattina a Longarone alla manifestazione di solidarietà indetta dai sindacati dopo l’annunciato piano con cui Safilo intende ridurre la sua forza lavoro di 700 presone, di cui 400 solo nello stabilimento bellunese.

«Come spesso avviene le scelte sbagliate del management e le responsabilità dei dirigenti si scaricano sulle persone più deboli. Ora non voglio che si perda tempo a ricercare le colpe del passato. C’è un problema ed è un problema gigante: come si dà sostegno a 400 famiglie. Credo si debba intervenire a più livelli, affiancando e sostenendo i sindacati nella contrattazione con l’azienda per verificare se sia possibile ridurre gli esuberi; facendo pressione sull’intero comparto dell’occhiale in provincia di Belluno perché altre aziende assumano una quota importante dei lavoratori in uscita da Safilo; infine prevedendo degli ammortizzatori sociali per tutte quelle persone che non riusciranno a ricollocarsi in breve tempo».

Su questo terzo punto l’appello di Lotto è rivolto al ministro bellunese D’Incà e al deputato del Pd, Roger De Menech perché «continuino a fare pressioni sul governo, in particolare sul ministero dello sviluppo economico. Anche perché la situazione di crisi non è solo di Safilo ma si compone con la ACC – Wanbao dove quasi altre 300 persone rischiano il posto per l’annunciata chiusura dello stabilimento. Siamo seduti su una bomba sociale di proporzioni immani e non ci possiamo permettere tentennamenti o tatticismi».

Queste incertezze nell’economia bellunese, sottolinea il presidente del Partito democratico provinciale, Ezio Paganin, «del lavoro e dell’occupazione sono le conseguenze di un mancato piano di sviluppo industriale, nazionale e locale, da parte innanzitutto della politica in questi ultimi venti anni che correli gli orientamenti dello studio, della formazione professionale, della R&S e degli investimenti in ogni settore di attività, cosa che nessun governo, con le parti interessate, ha fatto.. Gli esuberi annunciati dalla Safilo di circa 700 lavoratori, di cui circa 400 a Belluno sono un altro segnale di preoccupazione, che questa vota interessa il settore dell’occhiale, che complessivamente in provincia occupa oltre 10 mila persone oltre ai terzisti e all’indotto. Anche la proposta di altre imprese di ridurre l’orario di lavoro su base volontaria, in aggiunta alle nuove assunzioni che sono in buona parte a part time sono elementi che richiedono attenzione e approfondimenti».

Siamo preoccupati, conclude Paganin, «che questi segnali di debolezza siano la punta dell’iceberg di una crisi più ampia che coinvolge il Veneto e la provincia di Belluno a causa della ridotta capacità del mercato europeo e tedesco in particolare, da sempre il principale mercato di sbocco del Nord-est, di assorbire volumi come nel passato e questo a fronte dei dazi imposti dagli Stati Uniti, che rende meno competitive le nostre imprese».

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