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“Te pensitu la stela?” Ricordi e storie di Mussoi con Gianni Secco

Gianni Secco torna a Mussoi. Cantautore, scrittore e poeta, appassionato ricercatore della cultura e delle tradizioni popolari della terra bellunese e veneta, Secco da ragazzo abitava a Mussoi e in due serate – venerdì 6 dicembre nelle sale parrocchiali e domenica 15 dicembre in chiesa, alle 20.30 – condividerà con gli abitanti della parrocchia i ricordi, le persone e le vicende di un tempo.

Inaugurazione Parrocchia Mussoi 1956 con un giovanissimo Gianni Secco in primo piano

La seconda serata sarà incentrata in particolare sulle tradizioni natalizie, come il grande presepe meccanico di padre Beltrame allestito in chiesa negli anni ‘50, vera e propria attrattiva, e la festa dell’epifania organizzata per i figli dei dipendenti della ditta Chinaglia, che si svolgeva nella piazzetta di fronte al bar “La Baita”; ci sarà inoltre una piccola esposizione di presepi provenienti da diversi Paesi del mondo. Il periodo che soprattutto verrà ricordato è quello degli anni ’50 e ’60, quando il quartiere di Mussoi – fino ad allora caratterizzato da prati, campagna, ville, case coloniche, il convento dei frati cappuccini (inaugurato nel 1937), la casa natale di papa Gregorio XVI (demolita nel 1968), le caserme, le fornaci, il deposito delle “mole” – vive un intenso boom edilizio, con le case e i condomini che spuntano come funghi. La vivace realtà del quartiere ha il suo cuore pulsante nella chiesa di S. Maria Immacolata, che nel 1956 fu eretta a parrocchia: Secco, come tanti altri bambini e ragazzi della sua generazione, era coinvolto nella vita della parrocchia, come chierichetto e scout, ed è ancora vivo in lui come in tanti altri parrocchiani il ricordo dei frati di quegli anni, come padre Roberto, il primo parroco, padre Beltrame che seguiva i giovani, padre Filippo incaricato dei canti, fra Vito, che girava con carro e cavallo per le vie della parrocchia per la questua. Allora si sentiva maggiormente l’aggregazione nella vita del quartiere, all’ombra del campanile. La famiglia di Gianni si era trasferita a Mussoi nei primi anni ’50; il padre, Ottorino, era dipendente del grande stabilimento di elettrocostruzioni “Chinaglia” (sorto in via Col di Lana nel 1940 e andato distrutto in un incendio nel 1962), e faceva parte della compagnia teatrale “Arte varia”, esibendosi con spettacoli musicali e comici. Mussoi era un “microcosmo unico”: “quando si andava in parrocchia – ci racconta Gianni – si andava per fare bella figura e si faceva di tutto, dai campi estivi alle celebrazioni in chiesa, vestiti da paggetti come il mago Zurlì”. Raccontare per ricordare: “la memoria sta un attimo a sparire: occorre fissare momenti belli e interessanti, per ricostruire pezzi di vita degli anni giovanili”.

L’iniziativa è aperta a tutti ed è a offerta libera: il ricavato raccolto verrà utilizzato per finanziare un progetto della parrocchia finalizzato alla realizzazione di un grande libro fotografico, che raccoglierà il lavoro di ricerca intrapreso in questi ultimi 5 anni da alcuni parrocchiani e già più volte presentato attraverso una mostra in occasione della festa della parrocchia; sarà inoltre un libro di e per tutta la gente di Mussoi, perché la storia, i ricordi, le testimonianze e le immagini non vadano perse ma trasmesse alle generazioni future.
Giorgio Reolon

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