13.9 C
Belluno
sabato, Marzo 6, 2021
Home Prima Pagina Demenza e calcio: vietare colpi di testa ai ragazzini. Lo chiede uno...

Demenza e calcio: vietare colpi di testa ai ragazzini. Lo chiede uno studio svizzero che dimostra un legame tra le frequenti commozioni cerebrali e la demenza

Si dovrebbe vietare ai bambini al di sotto degli 11 anni che giocano a calcio di colpire la palla con la testa fino a quando non avremo compreso meglio i rischi sanitari a lungo termine.

E’ quanto chiedono due rinomati specialisti svizzeri in neurologia, che auspicano nuove regole per evitare il più possibile i traumi cranici. La ricerca scientifica mostra infatti che frequenti commozioni cerebrali contribuiscono allo sviluppo della demenza. I bambini sono maggiormente esposti al rischio di danni cerebrali in caso di lesioni alla testa, perché hanno il cranio più sottile e muscoli del collo più deboli.

Negli Stati Uniti la federazione calcistica ha vietato i colpi di testa ai bambini al di sotto dei 10 anni. ma c’è la possibilità di farlo solo in allenamento per i bambini fino a tredici. Pur non potendo direttamente intervenire altrove, la federcalcio americana ha raccomandato però che tutte le altre organizzazioni adottino la medesima politica. Tutto nasce da un problema drammatico in verità, ed è quello dei traumi cranici a seguito delle botte prese nel football americano: un problema che persiste da anni, e che ha portato a serie problematiche psichiatriche sfociate in atroci omicidi e suicidi.

Come sempre negli Stati Uniti sono cominciate le battaglie legali e le class action dei vari gruppi di tutela dei minori o di organizzazioni di genitori, e il caso è arrivato nel 2014 in un tribunale californiano. Un giudice, con una sentenza che fa giurisprudenza, ha deliberato allora che la responsabilità in caso di infortunio e di conseguente richiesta danni sarebbe stata della Federcalcio americana che, per correre ai ripari, ha stabilito in tutta fretta che nel calcio giovanile è vietato colpire la palla con la testa.

Tuttavia, è bene precisare, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,che di certezze non ve ne sono.

Alcuni esperti ritengono che i frequenti colpi di testa in giovane età possano portare a commozioni cerebrali, lesionare vaste aree cerebrali e si sospetta pure che alla lunga provochino patologie importanti come il morbo di Lou Gerigh (la famigerata Sla), o invalidità di vario tipo.

Niente, tuttavia, è sicuro

Share
- Advertisment -

Popolari

Treno delle Dolomiti. Scopel: «Attendiamo gli elaborati dalla Regione Veneto»

«Prendiamo atto della scelta del tracciato del Treno delle Dolomiti operata dalla Regione Veneto. Se è vero, come leggiamo dalla stampa, che gli studi...

Il sole illumina la prima tappa della WinteRace 2021

Cortina d’Ampezzo, 5 marzo 2021 - Al via questa mattina alle ore 9.00 da Corso Italia l’ottava edizione della WinteRace. Sotto un cielo terso, le...

Da lunedì il Veneto torna arancione. Ecco le regole

"Il Veneto in zona arancione da lunedì 8 marzo. Ma le scuole non chiuderanno". Lo ha anticipato nella conferenza stampa in diretta su Facebook...

Acc, Ex-Embraco. Nobis (Fim-Cisl): concretizzare subito progetto Italcomp, a rischio 750 famiglie

Questa mattina i lavoratori della ACC di Mel (Belluno) sono in presidio davanti ai cancelli dell'azienda, una prima azione di mobilitazione – dice il segretario...
Share