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La demografia d’impresa del Bellunese al 30 settembre 2019. Studio della Camera di Commercio di Treviso e Belluno

Camera di Commercio, sede di Belluno

Al 30 settembre 2019 le sedi d’impresa registrano su base annua, nonostante la crescita congiunturale, un’ulteriore contrazione in entrambe le province: -171 unità a Treviso e -157 a Belluno. Per contro, le filiali continuano ad aumentare e con un ritmo più vigoroso: oltre +294 unità a Treviso e di +40 unità a Belluno rispetto a settembre 2018.
Mentre per entrambe le province, la crescita delle unità locali dipendenti riguarda, seppur con diversa intensità, quasi tutti i settori economici, sul fronte delle sedi d’impresa il dato di sintesi è il risultato di andamenti settoriali diversificati.

In provincia di Belluno le maggiori difficoltà si osservano nelle attività commerciali penalizzate anche sul fronte congiunturale: -11 sedi attive nel trimestre e -108 rispetto al 30 settembre 2018, di cui -74 nel commercio al dettaglio. Una crescita congiunturale mitiga il calo su base annua nel manifatturiero (-24) e nelle costruzioni (-17). Lieve segno negativo nel trimestre per l’agricoltura (-2) che smorza il saldo annuale (+7). Positivo il bilancio nel trimestre per i servizi alle imprese (+15) che tornano poco sopra il livello del settembre 2018. Crescono nel trimestre anche le attività di alloggio e ristorazione, ma non raggiungono il livello dello scorso anno (-7). Praticamente stabili le attività dei servizi alle persone.

In entrambe le province appaiono in maggior sofferenza le imprese artigiane: -241 unità in un anno in provincia di Treviso (-1,1%) e -55 in provincia di Belluno (-1,1%). Solo per Treviso si tratta di un risultato più negativo di quello registrato un anno fa (-202); a Belluno il valore, pur negativo, risulta in netta attenuazione rispetto a quello di settembre 2018 (-136).

Mario Pozza presidente CCIIAA Treviso Belluno

Sul fronte delle sedi d’impresa – commenta il presidente Pozza – permane un bilancio tendenziale negativo; continua invece la crescita delle filiali d’impresa che conferma le tendenze già in atto di plurilocalizzazione delle imprese provinciali come di attrazione delle imprese da fuori provincia.
Ancora In forte sofferenza il commercio che ha perso 321 imprese a Treviso e 108 a Belluno negli ultimi 12 mesi. Le maggiori criticità riguardano soprattutto il commercio al dettaglio: il forte turnover dei negozi, non solo nei centri storici, ne è una chiara evidenza.
Note positive – prosegue il presidente – continuano ad arrivare dalle attività dei servizi alle imprese e alle persone e dalle attività di alloggio e ristorazione, cui si aggiungono le attività di costruzioni specializzate: gli impiantisti infatti, sebbene ancora al di sotto dei livelli di un anno fa registrano, sul fronte congiunturale e per il secondo trimestre consecutivo, una variazione positiva in entrambe le province.
Permane invece sempre in forte difficoltà l’artigianato che continua a perdere imprese sia in provincia di Treviso (-241 unità) che di Belluno (-55).

In provincia di Belluno si contano 13.986 sedi d’impresa e 4.251 unità locali dipendenti per un bilancio annuo che, nonostante la crescita congiunturale (rispettivamente +30 sedi e +39 unità locali), mette in evidenza una perdita di -157 sedi d’impresa compensata solo in parte da un aumento delle filiali dipendenti (+40).

Il manifatturiero, che guadagna +10 sedi legali e +7 filiali dipendenti rispetto allo scorso trimestre, è ancora sotto ai livelli di un anno fa a causa delle -24 imprese perse come sedi d’impresa. In sofferenza soprattutto il comparto del sistema moda e della metalmeccanica che perdono entrambi -8 sedi d’impresa e non sono compensati da crescite in termini di unità locali; il comparto del legno-arredo, pur guadagnando +3 unità locali su base trimestrale e +2 su base annuale non riesce a compensare la perdita annua di -7 sedi d’impresa. Stazionarietà il comparto dell’alimentare e bevande (+1 sede e -2 unità locali).
Anche il settore delle costruzioni, che è interessato da una crescita su base congiunturale (+11 sedi e +5 unità locali) non riesce a compensare la perdita annua di -17 imprese con l’incremento di +11 unità locali.

Come a Treviso anche per la provincia di Belluno il comparto del commercio rappresenta il settore che evidenzia la perdita più cospicua in termini di sedi d’impresa (-108 contro le -83 di un anno fa) e mostra il segno negativo anche per le unità locali (-2). E’ sempre il commercio al dettaglio ad accusare le perdite maggiori: -74 imprese e -6 filiali dipendenti, mentre il commercio all’ingrosso perde -26 imprese ma guadagna +2 unità locali.
Il settore alloggio e ristorazione, grazie ad una buona crescita congiunturale (+9 sedi e +10 unità locali) associata ad un incremento annuo delle filiali dipendenti (+17), riesce più che a compensare la perdita annua di -7 sedi d’impresa portando il bilancio complessivo al di sopra dei livelli di settembre 2018.
Saldi positivi per il comparto dei servizi alle imprese che beneficia di un incremento sia congiunturale che annuale. Su base annua il comparto è interessato da una crescita di +2 sedi d’impresa e di +22 filiali dipendenti. Al suo interno e rispetto a settembre 2018, il settore trasporti e magazzinaggio mantiene il saldo annuo positivo grazie alla buona performance delle unità locali (+11), il settore noleggio, ag. di viaggio e servizi di supporto alle imprese è in lieve diminuzione (-2 sedi e -1 unità locale) mentre continua a crescere il settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (rispettivamente +12 e +9).

Per il comparto dei servizi alle persone permane il segno negativo dal confronto con le consistenze di un anno fa: -10 sedi d’impresa e -13 filiali dipendenti.
In crescita invece sia le sedi d’impresa (+7) che le unità locali (+5) dedite all’agricoltura.
In provincia di Belluno si contano 4.794 imprese artigiane, con una variazione annuale negativa (-55), ma in attenuazione rispetto a quella tendenziale di un anno fa (-136). Le costruzioni sono il settore nel quale si sono ridotte maggiormente le perdite (da -53 a -14) mentre i servizi alle persone quello in cui si è passati da una stazionarietà ad un saldo negativo (-9).

A cura dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Treviso – Belluno

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