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martedì, Aprile 20, 2021
Home Arte, Cultura, Spettacoli Appuntamenti Belluno Miraggi, VI^ edizione

Belluno Miraggi, VI^ edizione

Belluno Miraggi, con la direzione artistica di Rajeev Badhan ed Elena Strada, compie 6 anni. Un’età che inizia a diventare complessa, in cui parte delle sfide iniziali, sostenute e guidate da un entusiasmo talvolta abbagliante, si confrontano con la maturità delle scelte e la consapevolezza della situazione di precarietà con cui la cultura è purtroppo molto spesso destinata a convivere.

Teatro Comunale di Belluno

Anche quest’anno quindi una Stagione piena di Bellezza e Arte, che mescola i linguaggi del contemporaneo con grande rispetto e devozione verso la tradizione teatrale, ma che guarda all’internazionalizzazione e ai conflitti del contemporaneo con sguardo critico e partecipe. Grandi spettacoli, nazionali ed internazionali, teatro, circo, danza, musica dal vivo, video e sperimentazione, temi importanti che inducono alla riflessione e al confronto, incontri e masterclass con importantissimi artisti della scena contemporanea. Una Stagione che punta al dialogo e alla messa in discussione delle proprie certezze, tra realtà e illusione, tra comunicazione e fake news, tra nuove scoperte e conferme passate, che saprà guidare lo spettatore in un percorso multidisciplinare estremamente vario, articolato e lucido, ma allo stesso tempo dolce, come la luce dell’alba, quando gli occhi si aprono e non si sa per un istante, con certezza, se stiamo ancora sognando.

Si ringrazia: la Fondazione Teatri delle Dolomiti, l’Amministrazione Comunale di Belluno, Reteeventi della Provincia di Belluno, gli sponsor: Fontana s.r.l., Salus, Flytech, Vini Biasiotto, Gioielleria Boni, Trattoria il Moretto, Bistrò Bembo, Credito Cooperativo di Cortina.
Ha curato l’immagine della VI edizione di Belluno Miraggi l’artista Viso e Alberto Fiocco ha curato le grafiche, i report fotografici sono a cura di Elisa Calabrese e quelli video di Federico Boni. Collaborano inoltre con SlowMachine per la realizzazione di Belluno Miraggi: Cristiana Moritsch, Mery Medario, Giovanna Maugeri, Caterina Prade, Alex Paniz e Leonardo Benettollo.

Il programma
Sabato 14 Dicembre
A House in Asia_Agrupación Señor Serrano
TEATRO SPERIMENTALE e VIDEO

“A House in Asia è un grande spettacolo sulla finzione che ci circonda e ci condiziona e una profonda riflessione – arricchita di ironia e critica – sulle ossessioni di una società che hanno coinvolto mezza parte del mondo”
Juan Carlos Olivares

Agrupación Señor Serrano, compagnia catalana leone d’argento alla Biennale 2015, con questo lavoro, moltiplica i piani di narrazione tra fiction e realtà raccontando la caccia all’uomo più importante del XXI secolo: la localizzazione e la cattura di Osama Bin Laden.
Con la sua inconfondibile modalità artistica fatta di modellini in scala, proiezioni video, regia in presa diretta e performance Agrupación Señor Serrano costruisce un “western teatrale” in cui la realtà e le sue copie si confondono, disegnando un ritratto pop impietoso del decennio post 11 settembre, il seme del XXI secolo.
La casa di Geronimo aveva tre piani, due ampi cortili e una piccola dépendance per gli ospiti. L’intero complesso era protetto da un muro di tre metri.
Tre case uguali. La prima casa si trova in Pakistan. Una copia uguale nella base militare di Harvey Point, nel North Carolina. E la terza fu costruita dalla Columbia Pictures in Giordania, vicino al Mar Morto.
Tre modelli in scala della casa sono stati costruiti. Uno è stato costruito dalla CIA per pianificare e spiegare l’attacco a Geronimo. Il secondo è stato realizzato dal produttore di Zero Dark Thirty ed è stato utilizzato nel film con lo stesso scopo.
Il terzo è nostro ed è sul palco.
Premio dei Critici di Barcellona 2014 al miglior spettacolo di nove tendenze.
Premio del Presidente della regione Silesia-Moravia Miroslav Novák 2015, Spectaculo Interesse Festival. Ostrava (Repubblica Ceca).
Premio Lalka tez Czlowiek, PIHT Festival 2016. Varsavia (Polonia).

Agrupación Señor Serrano è una compagnia teatrale con sede a Barcellona che crea produzioni originali su aspetti discordanti dell’esperienza umana contemporanea. Gli spettacoli di Señor Serrano mescolano video in diretta, modellini in scala, testi, performance, suoni e oggetti. Le produzioni della compagnia girano a livello internazionale.

Domenica 15 Dicembre seguirà una MasterClass con la compagnia “Video on stage for dummies”
CREDITS
Creazione: Àlex Serrano, Pau Palacios e Ferran Dordal
Con: Àlex Serrano, Pau Palacios e David Muñiz
Voci: James Phillips (Matt) e Joe Lewis (giovane marine)
Project manager: Barbara Bloin
Light design e videoprogrammazione: Alberto Barberá
Sound design e colonna sonora: Roger Costa Vendrell
Videocreazione: Jordi Soler
Modelli in scala: Nuria Manzano
Costumi: Alexandra Laudo
Consulenti tecnologici: Eloi Maduell e Martí Sánchez-Fibla
Consulente del progetto: Víctor Molina
Consulente legale: Cristina Soler
Fotografo: Nacho Gómez
Management: Art Republic.
Una produzione di GREC 2014 Festival de Barcelona, Agrupación Señor Serrano, Hexagone Scène Nationale Arts et Sciences – Meylan, Festival TNT – Terrassa Noves Tendències, Monty Kultuurfaktorij, La Fabrique de Théâtre – Province de Hainaut.
Con il sostegno di Festival Hybrides de Montpellier, Festival Differenti Sensazioni, Departament de Cultura de la Generalitat, Instituto Nacional de las Artes Escénicas y de la Música (INAEM), Institut Ramon Llull.

Sabato 11 Gennaio
La morte e la fanciulla_Abbondanza Bertoni
TEATRO DANZA

“…un balletto di straziante bellezza”
A. Porcheddu

Candidato ai Premi Ubu come miglior spettacolo di Danza 2017
Vincitore (ex-aequo) del premio Danza&Danza 2017 come Produzione italiana dell’anno
In scena tre differenti “capolavori”:
Uno musicale: il quartetto in re minore “La morte e la fanciulla”.
Uno fisico: l’essere umano nell’eccellenza delle sue dinamiche.
Uno spirituale-filosofico: il mistero della fine e il suo continuo sguardo su di noi.

“Il nostro pensiero torna a posarsi sull’umano e su ciò che lo definisce: la vita e la morte, l’inizio e la fine sono i miracoli della nostra esistenza. Ci sono argomenti così importanti e trasversali che spesso sono presenti e traspaiono in qualsiasi soggetto si voglia trattare. Sempre il tema del nascere e del morire, del cominciare e del finire, ci ha accompagnato pur nelle multiformi sfaccettature del nostro cercare, immaginare e comporre.
L’impermanenza dell’essere, delle forme che continuamente mutano, fino alla trasformazione finale e definitiva, che così come alla nascita, ci vede protagonisti incoscienti anche di quell’ultimo misterioso passaggio. Questo transitare da una forma all’altra, ha a che fare con l’arte coreutica e alla sua specialità nell’osservazione dei contorni delle forme nello spazio: la danza è portatrice di un tale compito, è essa stessa un balenare di forme che appaiono e scompaiono continuamente  trovando il suo senso proprio nella continuità e legamento delle sue immagini; per questo abbiamo indugiato proprio su quell’aspetto che potremmo definire “crepuscolare” della danza, colta, nelle nostre intenzioni, proprio nel suo attimo impermanente e transitorio.
Come già Matthias Claudius nel testo del Lied e Franz Schubert nel quartetto d’archi in re minore, abbiamo seguito il tema della morte accompagnata a giovani figure femminili sul crinale di un confine oscuro tra sessualità e morte; nello spettacolo questi due aspetti sono così distinti: piano coreografico (la fanciulla) e piano video (la morte).
LA COREOGRAFIA. La danza e la musica di Schubert appartengono al mondo della “Fanciulla”. Sul palcoscenico orizzontale la coreografia, una sorta di stenografia bruciante, segue rigorosamente, fino all’evidenza e all’eccesso, gli impulsi musicali: ottocenteschi e romantici. In questa direzione troviamo i corpi nella loro essenza: privi finanche di quell’ultima copertura possibile, fisica ed emotiva. Nudi, come al cospetto della morte.
IL VIDEO. Nei video diamo l’immagine che “la Morte” ha di noi. E’ uno sguardo sul contemporaneo: sfalsato e distorto, che ci restituisce un presente virtuale in antitesi con l’accadimento “live” della coreografia. Sul palcoscenico verticale (lo schermo), l’occhio della videocamera riflette la visione invadente e sempre presente dell’antagonista delle fanciulle. Il suono è quello silente del velato e inquietante respiro della morte, sospesa tra i quattro movimenti del quartetto d’archi.
Abbiamo desiderato che il motore primo del lavoro fosse musicale: Der Tod und Das Madchen (La morte e la fanciulla), dedicato ad una “comune amica” dell’uomo, la Morte, lied e il quartetto a lui ispirato, scritto da Schubert nel 1824, all’età di 27 anni dopo essere stato molto male e aver capito che era più vicino alla morte di quanto non volesse credere.
Un esempio di musica che aspira all’infinito e accompagna l’ascoltatore oltre un’idea razionale, verso l’ignoto e il trascendente.
Lontani dalla nostra tendenza di inquadrare in un aspetto drammaturgico le immagini, abbiamo cercato di capire, di aprire, come chirurghi, il corpo della scrittura per scrutarne i vuoti, gli spazi cavi e mai come questa volta comporre è assomigliato a un eterno precipitare, a un fuggire da ogni fine, da ogni senso, come un procedere verso la morte senza mai morire…In attesa di quel momento che Blanchot definirebbe «intimità aperta» tra le danzatrici e gli spettatori, nel cui incontro l’opera può inverarsi”.
Abbondanza/Bertoni

Michele Abbondanza e Antonella Bertoni.
Dall’esperienza newyorkese nella scuola di Alwin Nikolais agli studi francesi con Dominique Dupuy, attraverso le improvvisazioni ‘poetiche’ di Carolyn Carlson, lo studio e la pratica dello zen, Michele Abbondanza (co-fondatore del gruppo Sosta Palmizi e docente alla Scuola di Teatro del Piccolo di Milano) e Antonella Bertoni fondano la Compagnia Abbondanza/Bertoni riconosciuta come una delle realtà artistiche più prolifiche del panorama italiano per le loro creazioni, per l’attività formativa e pedagogica e per la diffusione del teatro danza contemporaneo.

Domenica 12 Gennaio seguirà la MasterClass con Antonella Bertoni “L’essere scenico”

CREDITS
Regia e coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
Con Eleonora Chiocchini, Valentina Dal Mas, Claudia Rossi Valli
Musiche F. Schubert: la morte e la fanciulla
Ideazione luci Andrea Gentili
Luci Andrea Gentili e Nicolo’ Pozzerle
Video jump cut
Organizzazione Dalia Macii
Amministrazione e ufficio stampa Francesca Leonelli
Produzione compagnia Abbondanza/Bertoni
Con il sostegno di mibact direzione generale per lo spettacolo dal vivo, provincia autonoma di trento – servizio attivita’ culturali, comune di rovereto – assessorato alla cultura, fondazione cassa di risparmio di trento e rovereto
Si ringraziano Danio Manfredini, Tommaso Monza, Luca Fronza

Venerdì 14 Febbraio
Bianco su Bianco_Compagnia Finzi Pasca
CIRCO TEATRO

“Bianco su Bianco” è la poesia in spettacolo della Compagnia Finzi Pasca” Repubblica.it
Con questo lavoro, dopo spettacoli colossali rappresentati in tutto il mondo che uniscono teatro, circo e nuovi linguaggi, Daniele Finzi Pasca torna all’essenza, all’intimità della scena, riportando lo spettatore alla dimensione della narrazione e del sogno ad occhi ben aperti. Bianco su Bianco è uno spettacolo teatrale e clownesco interpretato da due attori con una grande esperienza circense. La storia è raccontata da un’attrice e da un tecnico di scena che, supportandola in modo maldestro, la aiuta a comporre immagini che portano il pubblico in un mondo surreale. Lasciandosi prendere per mano da questi due clown dotati di una delicatezza e di un’accuratezza impressionante, si scopre un mondo dove la luce respira, amplifica le emozioni, costruisce geometrie e paesaggi al contempo semplici e sorprendenti.
“Bianco è quello che vedo quando guardo fuori dai miei occhi in questa notte dove non si riesce a dormire, Bianco è il profumo di chi mi ha preceduto, Bianco sono i pensieri che occupano gli spazi tra parola e parola.
In quegli spazi noi clown andiamo a caccia di funghi, unendo questi spazi noi clown costruiamo il prossimo spettacolo. Helena e Goos si muovono con leggerezza ed estrema destrezza sulla scena. Usano con eleganza minuti dettagli, per costruire situazioni tragicomiche. Insieme a loro abbiamo costruito uno spettacolo che malgrado la semplicità e l’essenzialità della macchina scenica, ripropone il nostro modo di raccontare storie sempre in equilibrio tra una dolce e nostalgica assurdità, un modo surreale, ferocemente sereno, un teatro che riflette su se stesso, dove gli attori, usano il proscenio per dialogare con il pubblico, dove l’illusione e gli artifici ci vengono alla fine sempre svelati, dove si ride e ci si commuove, dove i clown non incarnano la stupidità ma la fragilità degli eroi perdenti.
Dei pezzi di porcellana sul pavimento, le piastrelle del bagno in casa della nonna, il tavolo di marmo nella macelleria, il fazzoletto che agitava papà quando parlavamo, il tuo sorriso, il giardino sommerso dopo una tempesta di neve, certi silenzi, il gesso e le bende attorno alla mia gamba rotta, nuvole, il nome della maestra scritto sulla lavagna, il vestito di mia cugina che si sposa, un bicchiere di latte, le pagine del quaderno il primo giorno di scuola, il camice dell’infermiera, una conchiglia, un cavallo, la schiuma che riempie la vasca da bagno, le pillole per dormire, la cipria che copre il viso di noi clown, le storie che fanno passare la paura del buio.
La nostra clownerie è bianca come la farina per fare il pane, bianca come il carbone che resta quando la brace si spegne, bianca come le ginocchia sbucciate quando si cade dalla bicicletta.
Negli ultimi anni è come se i nostri spettacoli si fossero alimentati con il linguaggio dei sogni. Questa volta invece non chiuderemo gli occhi per trasportarci in possibili viaggi interiori, questa volta resteremo senza dormire per un’intera notte, una notte a occhi aperti. Non saranno sogni ma piccole allucinazioni, modi per far emergere il Rosso e il Nero che si nascondono dietro il Bianco dell’immaginario di noi clowns.
Da bambino mio zio mi ha insegnato la passione
per la montagna e la montagna mi ha insegnato
poi la passione per le strade, le strade piccole, quelle
che si affrontano passo a passo, appoggiandosi e
forzando i propri muscoli, forzando la leggerezza
del respirare. Lo zio che mi ha portato la prima
volta in vetta a una montagna si chiama Bianco
ed era Pulcinella, Pierrot e mio papà allo stesso tempo.
Bianco mi ha portato a toccare le nuvole scalando il mio primo ghiacciaio…
Si pensava che il bianco fosse un colore speciale, poi si è capito che il bianco è la somma di tutto, purezza per alcuni, luce o per altri, insopportabile ordine per altri ancora, bandiera che si alza proponendo una tregua per quasi tutti”.
Daniele Finzi Pasca
La Compagnia Finzi Pasca è tra le maggiori compagnie artistiche indipendenti del mondo.
Di base a Lugano, la Compagnia Finzi Pasca è conosciuta a livello internazionale grazie alla sua particolare cifra artistica.
Nel corso della sua storia ha creato e prodotto più di 30 spettacoli.
I suoi creativi hanno armato anche 3 Cerimonie olimpiche (Torino 2006 e Sochi 2014, per i Giochi Olimpici e Paralimpici), 2 spettacoli per il Cirque du Soleil: Luzia nel 2016 e Corteo nel 2005 (per quest’ultimo,
9 milioni di spettatori in 10 anni di tournée), 5 opere liriche di cui Aida e il Requiem di Verdi, entrate ufficialmente nel repertorio del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo; Carmen e Pagliacci al Teatro San Carlo di Napoli e Love from Afar per l’English National Opera di Londra.
Tra i grandi eventi, ha prodotto Montréal Avudo, spettacolo multimediale commissionato dalla città che unisce video mapping, luci e fontane d’acqua (249’000 spettatori in 4 mesi). Inoltre il suo nucleo creativo farà parte della prossima Fête des Vignerons 2019, un grande evento che si svolge quattro volte al secolo a Vevey (Svizzera) e che raggiungerà circa 400’000 spettatori. Attualmente 5 spettacoli della Compagnia sono in tournée: Per te (2016), Bianco su Bianco (2014), La Verità (2013), Donka (2010, con riedizione 2018) e Icaro (1991). Altri progetti internazionali sono in corso.
Oltre 35 creazioni in cui si incontrano il teatro, il circo, la danza e la musica, dal 1983 ad oggi.

CREDITS
Autore, regista, co-design luci, coreografo: Daniele Finzi Pasca
Direttrice di creazione e produzione: Julie Hamelin Finzi
Musica, sound design e co-design delle coreografie: Maria Bonzanigo
Interpreti: Helena Bittencourt e Goos Meeuwsen
Scenografia, accessori e co-design Fire y Forest : Hugo Gargiulo
Produttore esecutivo e membro del team creativo: Antonio Vergamini
Costumi: Giovanna Buzzi
Co-design luci e FireFly Forest: Alexis Bowles
FireFly Forest: Roberto Vitalini – bashiba.com
Assistente alla regia: Geneviève Dupéré
Make-up design: Chiqui Barbé
Direttore tecnico:
Marzio Picche Pietro Maspero
Tecnico: Federica Canciello

Sabato 14 Marzo
Trascendi e sali_Alessandro Bergonzoni
TEATRO COMICO-FILOSOFICO DI PAROLA

“…l’attore riesce a travalicare le colonne d’Ercole della dicibilità, portandoci in un oceano tutto da esplorare, coniugando meravigliosamente la filosofia del linguaggio alla vis comica…” Milanoteatri

“Trascendi e sali”: un consiglio ma anche un comando. O forse una constatazione dovuta ad una esperienza vissuta o solo un pensiero da sviluppare o da racchiudere all’interno di un concetto più complesso. Perché in fin dei conti Alessandro Bergonzoni in tutto il suo percorso artistico, che in questi anni l’ha portato oltre che nei teatri, nei cinema e in radio, nelle pinacoteche nazionali, nelle carceri, nelle corsie degli ospedali, nelle scuole e nelle università, sulle pagine di giornali quotidiani e settimanali, nelle gallerie d’arte e nelle piazze grandi e piccole dei principali festival culturali, Bergonzoni dicevamo è diventato un “sistema artistico” complesso che produce e realizza le sue idee in svariate discipline per, alla fine, metabolizzare tutto e ripartire da un’altra parte facendo tesoro dell’esperienza acquisita.
E tutto questo ad un autore che non ha rinunciato alla sua matrice comica, mai satirica, aggiunge un ulteriore, ovvia, complessità per il suo quindicesimo debutto teatrale. “Trascendi e sali” arriva infatti dopo “Urge” e “Nessi” spettacoli che hanno inciso profondamente Bergonzoni, in tutti i sensi, aprendogli artisticamente e socialmente strade sempre più intricate e necessarie. Uno spettacolo dove il disvelamento segue e anticipa la sparizione, dove la comicità non segue obbligatoriamente un ritmo costante e dove a volte le radici artistiche vengono mostrate per essere subito sotterrate di nuovo. “Trascendi e sali” come vettore artistico di tolleranza e pace, colmo di visioni che, magari, riusciranno a scatenare le forze positive esistenti nel nostro essere. Piuttosto che in avanti potrebbe essere, artisticamente, un salto di lato a dimostrazione che a volte per una progressione non è sempre necessario seguire una linea retta. Dove la carta diventa forbice per trasformarsi in sasso, dove il comico si interroga per confessare e chiedere e tornare a indicare quello che evidentemente lui vede prima degli altri. Forse dall’alto delle sue scenografie o nella regia condivisa con Riccardo Rodolfi. Forse. Sicuramente. Sicuramente forse.

Alessandro Bergonzoni
Nasce a Bologna nel 1958. Artista, attore, autore, scrittore.
Quindici spettacoli teatrali al suo attivo e sei libri. Nel cinema due partecipazioni: “Pinocchio” (2001) di Roberto Benigni e “Quijote” (2006) di Mimmo Paladino.
Da anni tiene una rubrica sul Venerdì di Repubblica dal titolo “Aprimi Cielo”, dal 2005 si avvicina anche al mondo dell’arte esponendo in varie gallerie e musei italiani. Da sempre unisce al suo percorso artistico un interesse profondo per i temi legati al coma, alla malattia, e al mondo carcerario, tenendo su questi argomenti incontri in vari ambiti. Ha vinto il Premio UBU nel 2009 come migliore interprete maschile nel teatro italiano, il premio Hystrio nel 2008 e il Premio della Critica 2004/2005. Parallelamente al tour del suo ultimo spettacolo “Trascendi e sali” ha presentato in varie Pinacoteche Nazionali l’installazione performativa “Corpi del (C)reato ad arte (il valore di un’opera, in persona)”.

CREDITS
Di e con Alessandro Bergonzoni
Regia: Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi
Scene: Alessandro Bergonzoni
Ufficio Stampa: Licia Morandi
Assistenza impianti tecnici: Tema Service
Produzione: Allibito srl
Distribuzione e organizzazione: Progetti Dadaumpa

Sabato 18 Aprile
Di natura violenta_Cosmesi
TEATRO SPERIMENTALE

Di Natura Violenta muove la sua ricerca attraverso le coordinate orizzontali di voci e parole, sovrapposizioni e stratificazioni, dove l’immagine è ridotta all’osso perché è dell’isolamento che intendiamo parlare.
Un intreccio di soglie, confini, umori sfuocati, raggiunti e continuamente disattesi, per raccontare il desiderio e la paura profonda di un incontro con la Natura, dettato dalla volontà di staccarsi da quello che la società offre.
Ci sono domande banali che sentiamo pungenti, perché si è formato nell’immaginario collettivo una nozione di Natura quasi totalmente astratta. Cos’è selvaggio, cos’è l’altrove, cos’è l’incontrollabile, e come viene ricercato l’isolamento, la fuga, il raccogliersi in disparte?
La Natura è masticata e digerita dalla società del ready-made emotivo; è un’idea, un riflesso di linguaggio, un contraccolpo sull’essere umano; è distaccata da quell’oscura vicinanza con l’uomo che possiamo percepire in profondità. C’è uno scollamento che ci separa dall’esperienza e di cui solo nell’ostinazione noi possiamo provare a cogliere una traccia.
Una parte delle biografie di due personaggi viene usata nello spettacolo come pretesto, per avvicinarci a un sentire più profondo, umano e condiviso. La scelta del singolo di isolarsi e di chiamarsi fuori dalla società fa da scintilla e da nuovo punto di vista. La costruzione di un conflitto tra narrazioni, impersonificata in una figura non legata alla finzione teatrale, ma che vuole essere un archetipo.
Ricercare una narrazione di non detti, con parole e suoni e commenti: “figure come ponti” per allacciarsi all’altrove, perché la solitudine dell’individuo si manifesta come lontananza; perché un individuo isolato è comunque in un intimo dialogo con gli altri. Figure che accendono piccoli bagliori all’interno di quello strano abbandono che percepiamo intimamente quando cerchiamo di avvicinarci alla Natura, anche selvaggia, anche dell’uomo.
Cosmesi è un gruppo fondato da Eva Geatti e Nicola Toffolini che da sempre collabora con differenti artisti per sviluppare progetti ibridi nel contesto del teatro, dell’installazione e della performance. Il primo lavoro del 2003 aveva un titolo molto lungo, mentre l’ultima produzione (che ha debuttato al festival Drodesera Supercontinent2 nel 2018) si intitola Cosmesi Fa Un Disco.
CREDITS
Di Eva Geatti e Nicola Toffolini
Con Theo, Eva Geatti e le voci di Guido Beretta e Filippo Pagotto
Musiche, registrazioni e suono dal vivo Marcello Batelli
Grafiche Alberto Merlin
Collaborazione alla drammaturgia Tommaso Granelli
Luci Cosmesi, Enzo Fascetto Sivillo
Programmazione interattiva Frank Halbig
Consulenza per l’allestimento Giovanni Brunetto e Federico Bacci
Con la collaborazione dell’Orchestra giovanile di Firenze
Musicisti Marcello Batelli, Janet Zadow, Riccardo Senesi, Filippo Scarafia, Roberto Seidita, Jacopo Pitta
Amichevole collaborazione Sarah Chiarcos, Emanuele Kabu, Michele Bazzana,
Davide Macor e Debora Ercoli
Produzione Cosmesi, 2015
Co-produzione Centrale Fies
In collaborazione con Ateliersi, Murmuris/Teatro Cantiere Florida, residenza artistica presso Kinkaleri | spazioK.prato centro di residenza regionale
Si ringrazia Le Murate Progetti Arte Contemporanea, Accademia Musicale di Firenze

Venerdì 15 Maggio
Causa di beatificazione_SlowMachine
TEATRO SPERIMENTALE e VIDEO

Tre donne e le loro storie, tre monologhi di struggente intensità linguistica, portano alla luce tre “cause di beatificazione”, dove stretta è la relazione tra la maternità, la violenza e il sacro e il profano, nel mondo antico come in quello moderno. Tre capitoli, tre universi femminili, tre storie di violenza e martirio.
Il Primo Canto nasce delle testimonianze delle mistiche Angela da Foligno e Veronica Giuliani è presenta una donna in un’astratta temporalità medievale, imprigionata in una cella da cui canta l’estasi e il dolore della sua vocazione.
Il Secondo Canto vede una donna costretta a concedere il suo corpo e il suo cuore per sopravvivere durante la guerra in Kosovo.
Il Terzo Canto porta in scena una donna palestinese che viene isolata dalla società perché sterile e destinata a diventare santa perché fattasi esplodere a Gerusalemme come prima donna Kamikaze.
Questo lavoro centra la sua ricerca espressiva nella parola e nell’immagine che si strutturano, diventano materia, svelano significati; l’immagine si moltiplica e crea sovrapposizioni, di visione e concetto. La tempesta si fa interlocutrice spirituale, si fa uomo e al tempo stesso materia divina oltre che perenne e carnale tormento.

SlowMachine nasce a Belluno nel 2012, si occupa di produzione, diffusione, organizzazione e formazione teatrale e artistica.
Da settembre 2014 SlowMachine inizia il progetto triennale di Residenza Teatrale presso il Teatro Comunale di Belluno in collaborazione con la Fondazione Teatri delle Dolomiti e il Comune di Belluno e nel dicembre dello stesso anno dà vita alla prima edizione di una nuova stagione teatrale, ‘Belluno Miraggi’. Organizza il festival Vertigini all’interno dello spazio Hangar11 che sta riqualificando. Produce spettacoli e progetti site specific in ambito multidisciplinare.

CREDITS
Di Massimo Sgorbani
Regia Rajeev Badhan
Con Elena Strada e due attrici in via di definizione
Musiche e suoni Mauro Sommavilla
Produzione SlowMachine, con il sostegno della Fondazione Teatri delle Dolomiti
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MASTERCLASS, LABORATORI ed EVENTI

Venerdì 15 novembre OPENING MOSTRA “Lupo” dell’artista VISO ore 18:00 Studio Slow_Via del Piave, 4_Belluno (la mostra rimarrà aperta fino al 13 dicembre negli orari di biglietteria)

Domenica 15 dicembre MASTERCLASS “Video on stage for dummies” con la compagnia Agrupación Señor Serrano – Un’introduzione alla messa in scena mediante dispositivi digitali, una riflessione approfondita sul processo di creazione attraverso l’uso del video sulla scena.

Domenica 12 gennaio MASTERCLASS di teatro danza “L’essere scenico” con Antonella Bertoni – L’azione fisica (forma) come contorno presumibile dell’anima, per danzare nel corpo prima che con il corpo, per condividere l’esperienza del “…lo so perché lo so fare; agisco quindi sono”.
Sabato 22 e domenica 23 febbraio LABORATORIO DI RECITAZIONE con Luca Spadaro – Allenamento dell’attore e neuroscienze: cosa accade nel nostro cervello e nel nostro corpo quando recitiamo? E quando guardiamo uno spettacolo? È possibile utilizzare il sistema dei neuroni specchio per migliorare la nostra recitazione?

Sabato 22 febbraio ore 18:30 – PRESENTAZIONE DEL LIBRO “L’Attore specchio. Training attoriale e neuroscienze in 58 esercizi” di Luca Spadaro – Dino Audino Editore
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INFO

INIZIO SPETTACOLI ORE 21:00
Teatro Comunale di Belluno
Al termine degli spettacoli seguirà l’incontro con gli artisti

PRENOTAZIONI
biglietteria@slowmachine.org
tel. 328 9252116

ABBONAMENTO
comprende 6 spettacoli
Platea: intero 108 € / Ridotto* 90 €
(PRELAZIONE ABBONATI ALLA SCORSA STAGIONE FINO AL 16/11)

BIGLIETTI
Platea: Intero 22 € / Ridotto* 18 €

Solo per lo spettacolo “Trascendi e sali” di Alessandro Bergonzoni:
Platea e Galleria Centrale: Intero 22 € / Ridotto* 18 €
Galleria Laterale e Loggione: Intero 15 € / Ridotto* 12 €

*RIDUZIONI fino a 30 anni e Over 65

SCUOLE
ABBONAMENTO SPECIALE SCUOLE SUPERIORI 30 € 3 spettacoli
INFO: biglietteria@slowmachine.org

Per la Stagione Belluno Miraggi è possibile usufruire del Bonus Cultura 18app e della Carta del Docente

BIGLIETTERIA
(Via del Piave 4, Belluno)
ORARI: Venerdì 17:00-19:00 Sabato 10:30-12:30
Orari relativi al periodo di campagna abbonamenti (da sabato 26 Ottobre a Venerdì 13 Dicembre esclusi 1 e 2 novembre)

Info e iscrizioni masterclass e laboratori: formazione@slowmachine.org
Masterclass e laboratori sono a numero chiuso, è necessaria l’iscrizione.

hine

Facebook: SlowMachine/Belluno Miraggi
www.slowmachine.org

 

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