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mercoledì, Ottobre 21, 2020
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Calcio Veneto: tanta ricchezza per investire

Cominciati ufficialmente tutti i campionati ed archiviata la soddisfazione per la qualificazione agli Europei 2020 della Nazionale Italiana guidata dal CT Mancini, il movimento del “pallone” si è rituffato sui calendari di serie A, B e C. Hellas Verona in A, Venezia, Cittadella e Chievo in B e Padova, Lane Rossi Vicenza e Virtus Verona a darsi battaglia nel campionato di Lega Pro, girone B: tanto Veneto presente nel calcio professionistico, oltre al Belluno che milita nel campionato di serie D, ma forse non in linea con la ricchezza della stessa regione.

 

Gli investimenti per il futuro

Uno dei problemi fondamentali individuato dalla rivista Vvox in quest’articolo, è la mancanza di stadi di proprietà, conseguenza diretta della mancanza di investimenti diretti nel calcio, a differenza di quanto vediamo in tutta Europa. Se paragoniamo il Veneto con altre regioni ricche d’Italia, vediamo che ci troviamo di fronte ad una disparità di investimenti ed intenti enorme: basti pensare alla Lombardia che vanta addirittura due squadre in Champions (Inter ed il miracolo Atalanta), oltre al Milan, anch’esso in A, al Brescia di Balotelli tornato in massima serie dopo una cavalcata emozionante e poi Como e Monza in serie C. Sarebbe un sogno vedere figurare fra le scommesse sulla Champions League una squadra veneta, ma ci si deve accontentare dei ricordi, con l’ultima apparizione in Coppa dei Campioni datata addirittura 1985-1986 da parte del Verona, mentre nella storia più recente, l’ultima partecipazione ad una competizione europea fu quella del Vicenza di Guidolin e Luiso, che raggiunse la seminifinale di Coppa delle Coppe contro il Chelsea di Vialli nel lontano 1997.

Borsa squadre, tifo e passione

La prima squadra a partecipare a quest’iniziativa è stato il Chievo Verona, cominciando lo scorso marzo. La piattaforma di trading si chiama KickOffers e lega in maniera ancora più viscerale il tifoso con la propria squadra del cuore. Ogni società può lanciare dei titoli, chiamati KickBond, che hanno un valore variabile in base alle prestazioni nelle partite. Il Chievo ne ha emessi per circa 3 milioni sulla borsa di Malta. Questa rappresenta un’opportunità per le realtà medio-piccole che non possono contare su “patron” o investitori da centinaia di migliaia di euro, ma che possono creare una rete di piccoli investitori: si parte infatti da un minimo di 100 euro fino a raggiungere il massimo di cinquemila euro.

Se è vero che il Veneto è la regione fra le più ricche d’Italia, è altrettanto vero che la crisi dei primi anni 2000 ha ridimensionato notevolmente gli investimenti nel calcio e operazioni come KickOffer potrebbero destare la voglia dei tifosi di partecipare alle fortune della propria squadra del cuore.

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