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Crac Banche. Criticità della legge. Riflessioni dell’avvocato Cavallari. Il Coordinamento Don Torta chiede tutele per i risparmiatori fino a 200mila euro 

L’importante convegno che avrà luogo oggi a Vicenza con inizio alle ore 16.15 nella sala Giuseppe Lazzati collocata all’interno del Palazzo delle opere cattoliche in Piazza Duomo, vedrà oltre al professor Cesare Mirabelli Presidente Emerito della Corte costituzionale approfondire in modo dettagliato l’art. 47 di tutela del risparmio. Probabilmente l’analisi prenderà in considerazione la salvaguardia dei soggetti economicamente più deboli, che meritano di essere ancor di più garantiti. La fiducia tradita da una mala gestio da parte dei gerenti e dei controllori degli istituti di credito nei confronti dei “risparmi di una vita”, è un torto pesante specie verso cittadini che, in gran parte, hanno superato la terza età.

I promotori dell’iniziativa sono Adusbef (associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari), Codacons (coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) ed ANLA (associazione nazionale lavoratori aziendali) che con questo incontro intendono allargare il ragionamento ri-attivando – possibilmente – un fronte compatto per uscire dai “paletti di rimborso” tutt’ora esistenti e dal tempo finora perso. Su questi aspetti di analisi del passato recente, ma soprattutto del cammino che resta ancora da percorrere per raggiungere la meta del 100% del danno ingiustamente patito dai centinaia di migliaia di truffati, si soffermerà il Presidente di Codacons Veneto avvocato Franco Conte.
Il Coordinatore Regionale di Adusbef approfondirà, invece, il tema delle criticità della disciplina vigente. Sull’argomento sono stati elaborati dei contenuti in base ai quali il “concetto di violazioni massive riguardano la bontà del prodotto in sé, prescindendo dal grado di consapevolezza del risparmiatore in ordine alla qualità o caratteristiche dello strumento finanziario acquistato”. La legge vigente, a contrario, aggancia alla violazione degli obblighi di diligenza, correttezza e trasparenza verso il risparmiatore “una serie di comportamenti tipici, molto simili alla casistica esaminata dall’Arbitro per le Controversie Finanziarie e dalla giurisprudenza. Di fatto ha introdotto un giudizio arbitrale (la valutazione in capo alla Commissione degli Esperti) ma spurio, sulla scorta di una riscrittura del TUF (Testo Unico Finanza) tradendo lo spirito stesso del concetto di violazione massiva inizialmente concepito. Un ibrido insomma. In ipotesi, la commissione dovrebbe tipizzare tante violazioni massive, quanti potranno essere i singoli casi sottoposti alla sua attenzione “.

Inoltre spetta al medesimo organismo ” stabilisce criteri generali e linee guida per la tipizzazione delle violazioni massive, individuali o di portata generale, di natura contrattuale o extracontrattuale, e la corrispondente modulazione degli elementi oggettivi e/o soggettivi nonché dei periodi temporali di riferimento in presenza dei quali, anche tenendo conto delle diverse tipologie di violazione in concreto prese in esame, sussistono il danno subito da ciascun richiedente e il nesso causale tra le suddette violazioni e tale danno. ” La domanda sorge spontanea, ma tutto questo sta nelle facoltà e completezza di competenze di una Commissione Tecnica? Continua ancora l’avvocato F. Cavallari “a volte nei giudizi attuali non bastano tutte le norme del TUF per interpretare e fare giustizia del caso singolo. Un limite deducibile dall’esperienza della legge applicata è sempre quello di non poter mai essere in grado di prevedere -in anteprima- tutti i casi che verranno sottoposti alla pronuncia di un giudice. Qui si è preteso di costruire un mini-testo unico di intermediazione finanziaria per esigenze di celerità e di adattamento forzato al concetto di violazione massiva, confezionando una norma fasulla che con le truffe di massa non ha nulla a che vedere”.
In pratica l’arbitro uscito dalla porta è rientrato dalla finestra, in ottemperanza a quanto chiesto dall’Unione Europea sull’inserimento obbligato di un soggetto esterno di valutazione. A dire il vero, il legislatore nostrano ha scelto di incardinare una Commissione di “domestica”, ovvero nominata a cura del Ministro pro-tempore in carica, Prof. Giovanni Tria.

A proposito di Europa, è a tutti noto che la legge nr. 145 del 30 dicembre 2018 nel ripetere i due paletti già inseriti a settembre dello stesso anno a cura del Governo formato da Leghisti e Pentastellati, 30% di ristoro e fino ad un massimo di 100 mila € ha rinviato in un comma successivamente inserito nel decreto-legge nr. 34/2019, al beneplacito dell’Unione Europea la possibilità di elevare la soglia di accesso al risarcimento anche a chi possiede fino a 200 mila € di patrimonio mobiliare. È perfino banale ripeterlo, la riscrittura voluta dal Governo Giallo-Verde in sede di approvazione al Senato della legge di bilancio per il 2019, con una disciplina approvata in netto contrasto con le regole europee, ha comportato una perdita di tempo di ben otto mesi per varare le correzioni con il c.d. “decreto-crescita”, cui hanno seguito 3 provvedimenti esecutivi, l’ultimo in data 21 agosto. La prima conseguenza pratica è che il 2019, grazie all’opera meritoria dei governanti precedenti molto attenti alle istanze provenienti da Vicenza, sta trascorrendo tra un software poco funzionante e chiarimenti sulla modulistica ancor in itinere. Fastidioso ribadirlo, ma a causa dei ritardi finora accumulati, i primi rimborsi arriveranno per il miserevole 30% previsto dalla norma senza alcuna rivalutazione ed a forfait , a partire dalla prossima estate, forse. Ecco in questo contesto, cosi brillante e ricco di risultati finora ottenuti due rappresentanti collegati al Coordinamento Don Torta, Andrea Arman e Luigi Ugone, hanno -di recente- prodotto una richiesta di conoscere la corrispondenza intercorsa tra Governo italiano (Ministero Economia) ed Unione Europea (Commissione apposita Direzione) riguardante, tra l’altro, la possibilità di “innalzamento del limite patrimoniale mobiliare per accedere alla modalità di indennizzo a forfait ad Euro 200.000”. Chissà questi due epigoni dov’erano, allorché i deputati di Forza Italia On.li R. Brunetta e P. Zanettin ed il Senatore A. Ferrazzi del Partito Democratico, a primavera avevano chiesto non ricevendo alcuna risposta, il medesimo carteggio.

L’art. 47 della Costituzione tutela il risparmio di tutti, ivi incluso quello di coloro che posseggono patrimoni valevoli oltre il quadruplo od il doppio della media riscontrata tra i truffati. Infatti, i dati ACF dei casi finora esaminati certificano che oltre il 90 % sta nella fascia 1,00 € 100.000,00; di questi quasi il 70% sta nello scalino 1,00- 50.000,00. È qui il caso di offrire un’ulteriore trascurabile informazione. Per come è stata scritta la norma dei 200 mila €, sempre a cura della defunta maggioranza giallo-verde, in caso di accoglimento della stessa non basterà un semplice decreto ministeriale (ovvio e facile da adottarsi !?), ma servirà un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, ancora più scontato da ottenere. Sul punto, non resta che attendere l’esito della domanda fatta da cosi importanti personaggi. Va da sé che il termine finale di presentazione delle domande di indennizzo oggi fissato al 22 febbraio 2020, sarà presumibilmente spostato ulteriormente in avanti, con buona pace e consolazione per tutti. Un interrogativo resta insoluto, ma a chi ed a che serve un’azione cosi fatta proprio ora?

11 ottobre 2019 Enzo De Biasi

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