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La Provincia in prima linea contro lo spopolamento: contributi alle Unioni montane per opere di difesa del suolo

Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale

Cura massima del territorio e attenzione speciale per le zone più soggette allo spopolamento. Sono questi i cardini su cui l’amministrazione provinciale ha costruito la convenzione tra Provincia e Unioni Montane, finalizzata alla realizzazione di interventi per la difesa idraulica e idrogeologica (triennio 2019-2021).

Il provvedimento è stato approvato in consiglio il 25 settembre e prevede 5 milioni di contributi per il 2019 (mentre sarà definito anno per anno l’ammontare delle risorse per il 2020 e il 2021).

Per la ripartizione delle risorse è stato preso l’impianto della Legge Regionale 19/1992, con una modifica ad hoc che riconosce lo spopolamento di certe aree montane. Secondo la norma regionale, infatti, i criteri di assegnazione contano la popolazione, la superficie totale, l’altimetria dell’Unione Montana e la media tra aree ISPRA e aree sottoposte a vincolo idrogeologico. La novità introdotta dalla convenzione siglata dalla Provincia di Belluno riguarda la variazione di popolazione; vale a dire la misura dello spopolamento.

«Abbiamo rivolto un’attenzione particolare alle zone che stanno pagando più di altre la crisi demografica – spiega il consigliere provinciale delegato, Massimo Bortoluzzi -. Siamo convinti che garantire la sicurezza idraulica e idrogeologica sia fondamentale nella lotta allo spopolamento. A differenza dei nostri vicini autonomi, noi non abbiamo risorse illimitate. Ma grazie ai canoni idrici che la Regione gira totalmente alla Provincia, con oculatezza e razionalità, siamo in grado di assicurare la realizzazione di tutte quelle piccole grandi opere che si rivelano fondamentali per la difesa del suolo. E che possono diventare importantissime nella cura contro la crisi demografica della montagna. Mettere in sistema azioni di questo genere può facilitare la permanenza delle persone, anche nelle terre alte. Tra l’altro, i 5 milioni di euro messi a disposizione per il 2019 vanno ad aggiungersi ai 4 milioni erogati lo scorso anno. A memoria, non era mai successo in provincia di Belluno che le Unioni Montane avessero a disposizione risorse simili per la difesa del suolo».

Andando nello specifico, i 5 milioni per l’anno in corso sono così suddivisi: Um Agordina (15,24%) 762.000 euro; Um Alpago (7,79%) 389.500 euro; Um Cadore-Longarone-Zoldo (9,68%) 484.000 euro; Um Valbelluna (7,95%) 397.500 euro; Um Belluno-Ponte nelle Alpi (9,35%) 467.500 euro; Um Centro Cadore (12,72%) 636.000 euro; Um Comelico (12,29%) 614.500 euro; Um Feltrina (13,62%) 681.000 euro; Um Valboite (11,36%) 568.000 euro.

«L’attenzione al contrasto dello spopolamento è altissima – conclude il consigliere Bortoluzzi -. La Provincia, nei limiti di risorse economiche e di personale limitate, sta facendo il possibile per combattere la crisi demografica. Che, va detto, non riguarda tutta la montagna, visto che Trento e Bolzano crescono, ma solo la montagna a statuto ordinario. Servirebbero strumenti diversi per il governo del nostro territorio».

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