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Sanità veneta. La replica del consigliere regionale Gidoni alle dichiarazioni dell’onorevole De Menech

Franco Gidoni, consigliere regionale

In merito alle preoccupazioni sul futuro della sanità veneta espresse dall’onorevole Roger De Menech pubblicate ieri, risponde punto per punto il consigliere regionale Franco Gidoni.

Convenzione Luxottica: trattandosi di un’attività extraistituzionale, essendosi aggravata la carenza di figure mediche, con senso di responsabilità l’ULSS 1 ha dovuto sospenderla per non sottrarre risorse all’attività ordinaria ed evitare il formarsi di lunghe liste d’attesa. Fermo restando che si è trattato di un’iniziativa lodevole da parte di Luxottica, l’ULSS stessa si augura di poterla ripristinare se vi saranno le condizioni per farlo (disponibilità di medici specialisti)

Privatizzazione PPI Auronzo : secondo i criteri stabiliti dalla normativa regionale l’azienda necessita di 63 medici nella disciplina di Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’Urgenza, mentre attualmente ce ne sono in servizio 36, oltre a circa 18 medici con rapporto di libera professione. Preso atto che gli ultimi concorsi indetti ed espletati sia dall’ULSS 1 che da Azienda Zero, non hanno dato riscontri positivi, l’ULSS 1 si vede obbligata a ricorrere a misure straordinarie tra cui l’esternalizzazione della gestione del PPI di Auronzo di Cadore che permetterà di garantire la continuità futura del servizio. Si tratta quindi di un atto di responsabilità da parte dell’Azienda e non certamente di un’opzione “ideologica” di preferenza per la gestione privata.

Servizio ambulanza Santo Stefano: Il Servizio di ambulanza effettuato dal Corpo dei Vigili del Fuoco non sarà interrotto come confermato sia dal Comandante Girolamo Bentivoglio Fiandra che dal Direttore Generale dell’ULSS 1 dr. Adriano Rasi Caldogno. E’ in corso di revisione il contenuto degli accordi esistenti da circa 30 anni tra ULSS e Vigili del Fuoco che prevederà nuove condizioni per lo svolgimento del servizio in linea con i nuovi dettati normativi, secondo le richieste dei VV.FF., e per le quali la regione Veneto, attraverso gli assessori Lanzarin e Bottacin, è già disponibile a fare la propria parte.

Istituto Pio XII di Misurina: si tratta di un istituto che afferisce all’Opera Diocesana San Bernardo degli Uberti, della diocesi di Parma, ed è quindi una struttura privata convenzionata attraverso la Regione Veneto, con il SSN alla quale è assegnato budget (ex art. 26). Vi è l’impegno della regione Veneto a confermare il budget di 1.200.000 €, la cui erogazione sarà legata al numero di bambini curati in struttura, ed inoltre a semplificare le procedure di accesso e a darne informazione alle Aziende ULSS ed ai medici pediatri. Nella riunione della Commissione nazionale salute del 25 settembre l’assessore veneto Manuela Lanzarin ha presentato l’accordo quadro con l’istituto Pio XII per la diagnosi, cura e riabilitazione dell’asma e delle malattie respiratorie infantili” ed ha invitato le Regioni a stipulare appositi accordi contrattuali con la struttura di Misurina, in considerazione del fatto che l’alta quota, così come supportato negli anni da diversi studi scientifici, permette un effetto protettivo che, associato all’alta specializzazione del centro, producono un significativo vantaggio in termini di controllo della malattia durante il ricovero e un attestato miglioramento nel rientro a casa grazie ad un discorso di riabilitazione e di educazione sanitaria.

In merito poi alla richiesta avanzata dall’onorevole De Menech “di sapere se nei prossimi anni avremo ancora un sistema sanitario regionale pubblico o se invece verrà smantellato a favore di una sanità privata”, lo invito a leggersi le 170 pagine del Piano socio sanitario della regione Veneto, piano che pone il cittadino/utente/contribuente al centro delle politiche per la promozione e lo sviluppo della salute individuale e collettiva. E’ questa la grande sfida che per essere vinta presuppone di poter disporre di un adeguato numero di medici. Ed è questo il punto: la carenza di personale medico.

Sollecito dunque l’on. De Menech – conclude Gidoni – a farsi parte attiva presso il proprio governo per porre rimedio alla carenza di 56 mila medici in Italia dei quali 1.300 nel solo Veneto”.

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