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Dall’8 al 13 ottobre a Matera capitale europea della cultura. Berton (Confindustria): “Il nostro è stato tra i 50 progetti scelti a livello nazionale per rappresentare l’eccellenza del Paese”

Lorraine Berton

Belluno, 4 ottobre 2019 – Raccontare Belluno, il suo territorio, le sue eccellenze a una platea internazionale, condensandone il meglio in una settimana: questo l’obiettivo di Confindustria Belluno Dolomiti che dall’8 al 13 di ottobre sarà a Matera, capitale europea della cultura 2019, per presentare il genius loci bellunese accanto al Consorzio Dmo Dolomiti. Lo farà attraverso una mostra e una serie di avvenimenti nella prestigiosa cornice dell’ipogeo San Francesco, in uno di quei “sassi” che ormai tutto il mondo ha imparato a conoscere e apprezzare. Un’occasione unica e irripetibile per elevare la montagna bellunese a luogo di bellezza e saperi, arte e sport. Con un minimo comun denominatore: la cultura quale fattore decisivo anche per la competitività economica del territorio.
La presenza bellunese si colloca nel contesto dell’iniziativa di Confindustria “Matera 2019: l’Open future delle imprese italiane”, cui l’Associazione degli industriali bellunesi ha aderito con il suo progetto di Distretto culturale evoluto sostenuto da Ministero dei beni culturali, Regione e Provincia.

«Il nostro è stato tra i 50 progetti scelti a livello nazionale per rappresentare l’eccellenza del Paese», rimarca la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton.
E Belluno si presenterà con l’abito delle grandi occasioni, raccontando settant’anni di cambiamenti. Il titolo della mostra, del resto, è evocativo “1956-2026 Belluno Dolomiti, una provincia olimpica”.
Le Olimpiadi come inizio del racconto ma anche come finale ideale, tutto ancora da vivere e da scrivere: «Ovviamente, si tratta solo della fine di un capitolo. Dovremo essere noi a inaugurarne un altro e proseguire nella storia», afferma, dal canto suo, Alessio Cremonese, vicepresidente di Confindustria con delega allo Sport, Turismo e Grandi eventi. «Anche per questo dobbiamo fare in modo che le Olimpiadi siano un’occasione per fare programmazione e sviluppare azioni sostenibili che vadano oltre il 2026».
Ma la mostra non racconterà solo delle Olimpiadi e dell’evoluzione degli sport invernali.

Tre saranno i pilastri della “narrazione” bellunese: le Dolomiti Unesco, il Tiziano, l’occhialeria. «Vogliamo sottolineare come il nostro territorio sia stato capace di esprimersi ai massimi livelli in tutti i campi. Non solo abbiamo le montagne più belle del mondo, ma abbiamo anche dato i natali a uno dei più grandi artisti della storia e sviluppato un distretto, ancora primo a livello internazionale, anticipatore di quel Made in Italy che in tanti ci invidiano», rimarca Cremonese. «Vogliamo trasmettere l’immagine di un territorio vitale, che non deve essere percepito solo come montagna idilliaca ma come posto nel quale vivere, crescere e competere. La cultura non va percepita in maniera statica. Ci sono infatti la cultura del territorio e la cultura d’impresa».
E a proposito di cultura d’impresa, un importante appuntamento sarà dedicato alla figura di Adriano Olivetti, imprenditore che segnò un’epoca. A parlarne sarà – venerdì 11 ottobre alle 18,30 – il noto giornalista Furio Colombo, autore del libro “Il tempo di Adriano Olivetti”. «Sarà un momento di riflessione sul rapporto tra imprenditore e territorio», spiega Berton. «Mai come oggi è importante interrogarsi su questa relazione, destinata a diventare sempre più vitale».

Altri appuntamenti riguarderanno gli aspetti più turistici della montagna bellunese in stretta collaborazione con il Consorzio DMO Dolomiti: «La partecipazione a Matera non poteva mancare, inserendosi in un contesto di presenze a fiere e workshop internazionali», afferma il direttore Giuliano Vantaggi, che parla di «una sorta di gemellaggio tra Dolomiti bellunesi e Dolomiti lucane». «Per noi è importante interagire con luoghi che stanno lavorando molto bene dal punto di vista turistico come Matera», conclude Vantaggi.
Il vice sindaco di Cortina Luigi Alverà aggiunge «Cortina d’Ampezzo, già sede dei giochi olimpici nel 1956, torna a ospitare i giochi invernali nel 2026 assieme a Milano, in un progetto che vedrà le regioni Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige lavorare assieme. Una grande opportunità per tutto il territorio delle Dolomiti – e non solo- che plasmerà il futuro di Cortina, coinvolgendo fortemente tutto il bellunese. Un evento di cui andiamo fieri e in cui ci riconosciamo per l’eredità sportiva e per il prestigio che contraddistingue Cortina».
«La partecipazione di Confindustria Belluno Dolomiti a Matera» – afferma il direttore di Confindustria Belluno Dolomiti Andrea Ferrazzi – «è sì un’opportunità straordinaria per la promozione delle eccellenze della provincia, con un riferimento particolare ai grandi eventi sportivi, ma è anche il riconoscimento di un progetto rilevante per il nostro territorio: la costituzione di un distretto culturale evoluto, già riconosciuto dalla Regione Veneto e del MIBACT. È un progetto che fa parte di una visione più ampia, che mette al centro lo sviluppo attraverso la promozione dell’innovazione economica e sociale. È infatti empiricamente dimostrato che c’è un’associazione positiva tra attività culturale e innovazione dei processi e dei prodotti che, a sua volta, innalza la competitività delle singole imprese e del sistema nel suo complesso».

«Attendiamo un numero significativo di visitatori», riprende la presidente Berton, che da tempo sta costruendo un percorso di sinergia con tutte le associazioni del sistema che hanno al proprio interno aree montane: «Penso che – nonostante le differenze – il fare impresa in territori montani e periferici sia un valore aggiunto che ci obbliga a mettere insieme le forze per contare di più nei tavoli nazionali e nei confronti delle Istituzioni».

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