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Duecento piante medicinali nel Bellunese. Riva (Unifarco): “Abbiamo bisogno del mondo dell’agricoltura che ce le fornisca”

Ernesto Riva

Belluno, 24 settembre 2019  –  “Ci sono 4.500 piante di arnica coltivate al Passo Giau. Si tratta di un progetto di chimica verde dell’Unifarco (azienda bellunese leader di settore che fornisce prodotti a oltre 5mila farmacie europee ndr) con l’utilizzo dei principi attivi delle piante del nostro territorio”. Lo ha detto questa sera alla Libreria Tarantola di Belluno Ernesto Riva, farmacista specializzato in Botanica farmaceutica, presidente di Unifarco, ospite della rassegna ‘Effetto Montagna. Uomini, Boschi, Animali’ presentata dalla giornalista Michela Canova. “Abbiamo bisogno del mondo dell’agricoltura – ha proseguito Riva – che riesca a coltivare le piante spontanee e ce le fornisca”. Una proposta, dunque, del presidente di Unifarco al mondo dell’agricoltura bellunese, che potrebbe rappresentare una valida alternativa alle colture tradizionali o a quelle dominanti. Nel corso della serata, Riva ha illustrato la storia delle piante medicinali e la sua esperienza personale. “Ci sono circa 200 specie di piante medicinali nel Bellunese -ha detto – che ritroviamo censite nel Codex Bellunensis, l’erbario scritto e illustrato da anonimo nel 1400 , così chiamato proprio perché ha molti riferimenti al territorio bellunese. Il libro originale è conservato alla British Library di Londra, anni fa acquistai l’intero microfilm di 150 fogli e successivamente il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi acquisì i diritti per riprodurlo e ora è a disposizione di tutti. Gli erbari nascono intorno all’8vo 9no e 10mo secolo, il Codex Bellunesis raccoglie informazioni dai precedenti erborari. Il contenuto scientifico nel tempo viene corrotto da copisti anonimi che aggiungono note personali. Il Codex Bellunesis parla dell’uso delle piante medicinali con sfumature magiche e astrologiche, che pervadono tutta la cultura farmaceutica fino all’Illuminismo. Era un mondo legato alla magia naturale, dove molto si basava sulla pratica, la corrispoondenza, l’astrologia, l’influenza degli astri sulla natura”. Riva ha parlato della teoria della segnature, dal trattato De Signatura Rerum del 1622 del filosofo e mistico tedesco Jacob Böhme secondo cui la somiglianza di una pianta ad un organo animale, significava che la pianta serviva a curare quell’organo. “Alcune teorie si sono rivelate vere – ha spiegato Riva – altre no. L’erba celidonia ha effettivamente delle proprietà curative per le verruche. L’oppio, il medicamento principe dell’oblio, citato già da Omero nell’Iliade dove Morfeo coltiva il papavero che dà l’oblio. A scoprire la morfina è stato Friedrich Wilhelm Adam Serturner (1783-1841), ventunenne assistente di un farmacista in Germania. Serturner riuscì a isolare un composto alcaloide dal papavero dell’oppio che chiamò “morfina” da Morpheus, il dio greco dei sogni, per la sua tendenza a provocare il sonno. Nelle piante medicinali vi sono 2000 alcaloidi e altrettanti glucositi. Bartolomeo Zanon (Chies d’Alpago, 1792 – Belluno, 1855). farmacista in via Mezzaterra a Belluno, a metà dell’800 ha isolato il principio attivo contenuto nella canapa, THC o delta-9-tetraidrocannabinolo”.

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