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Palazzo Fulcis si arricchisce. Denis Ton e Marco Perale: «Museo sempre più importante e legato alla storia del territorio»

Pan e Siringa di Sebastiano Ricci

La “Pan e Siringa” di Sebastiano Ricci, il “Ritratto di dama con ancelle” di Antonio Pellegrini, il “Paesaggio con pellegrino e lavandaie” di Alessandro Magnasco e Anton Francesco Peruzzini, “L’uomo e il satiro” sempre di Sebastiano Ricci, la “Pianta prospettica della città di Belluno” di Domenico Falce e la “Baruffa tra zatteri e biri” di Pietro Brancaleoni e Antonio Lazzarini: sono queste le opere che, a vario titolo e grazie alla proficua collaborazione tra Comune di Belluno e Fondazione Cariverona, continueranno ad arricchire l’offerta museale di Palazzo Fulcis.

La grande novità è rappresentata dall’ovale “Pan e Siringa” di Ricci: «Tutti i musei sognano di realizzare operazioni di questo tipo, cioè di riunire opere legate alla propria collezione; si tratta di una circostanza rara, che ci permette di ricostruire quello che è uno dei più bei cicli pittorici dell’Europa del Settecento, raggiungendo le altre tele di proprietà del museo: la Caduta di Fetonte, Ercole al bivio, Ercole ed Onfale. – spiega il conservatore dei musei civici, Denis Ton – Insieme con una quinta tela, rappresentante Apollo e Dafne e ancora dispersa, il ciclo compone una sorta di “pedagogia per immagini” rivolta al giovane Pietro Fulcis perché perseguisse la via della virtù».
Particolare l’acquisizione dell’opera: «L’ovale era recentemente apparso sul mercato e Fondazione Cariverona ha voluto acquisirla proprio per riunirla alle altre del ciclo riccesco già conservate presso Palazzo Fulcis. – evidenzia Ton – Dobbiamo dunque essere particolarmente grati a Fondazione Cariverona per questa acquisizione mirata e per il relativo comodato, circostanza davvero rara in Italia».

A questa importante novità, si aggiungono altre cinque opere, già note al pubblico di Palazzo Fulcis: dalla mostra “Sebastiano Ricci. Rivali ed Eredi. Opere del Settecento di Fondazione Cariverona”, che si chiude sabato 22, resteranno in deposito al museo due opere, il “Ritratto di dama con ancelle” di Antonio Pellegrini e il 2Paesaggio con pellegrino e lavandaie” di Alessandro Magnasco e Anton Francesco Peruzzini.

Fondazione Cariverona ha anche confermato la permanenza in comodato al Museo di Civico di Belluno di ulteriori tre opere, già da tempo in esposizione permanente: “L’uomo e il satiro” sempre di Sebastiano Ricci, la “Pianta prospettica della città di Belluno” di Domenico Falce e la “Baruffa tra zatteri e biri” di Pietro Brancaleoni e Antonio Lazzarini.

«Grazie a queste “conferme” e, soprattutto, alla nuova acquisizione e comodato da parte di Fondazione Cariverona, l’offerta museale di Palazzo Fulcis acquisce ancor più valore e lega il nostro museo ai grandi artisti del nostro territorio, Ricci in primis grazie all’ovale che va ad affiancare le opere del ciclo pittorico già in nostro possesso. – commenta l’assessore alla cultura, Marco Perale – Il museo, grazie anche alla collaborazione con privati cittadini, istituzioni e enti come Fondazione Cariverona, sta vedendo crescere la sua offerta e, di pari passo, il suo ruolo e peso nella comunità culturale internazionale».

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