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Realizzato in Alpago il recupero dei vitigni storici grazie al Consorzio viticoltori alpago

Domenica 8 settembre in località Puos, all’interno della Mostra mercato Bio Natural, si è realizzato il sogno visionario di alcuni intrepidi alpagoti che, alcuni anni fa, hanno scommesso sulle potenzialità agricole del territorio, sulla sua manutenzione, sul recupero delle tradizioni viticole storiche e su una proposta turistica fatta di sapori, esperienze ed emozioni.

Con enorme soddisfazione da parte dei presenti, si è svolta la prima degustazione dei vini prodotti dal Consorzio AVA (Viticoltori Alpago). I vini presentati, con produzione al 100% in Alpago e senza l’uso di prodotti chimici, sono stati: un Bronner, vino bianco dal bouquet intenso e armonico, ottimo per primi piatti e formaggi giovani, un Solaris, vino bianco dal profumo delicato che richiama sapori di agrumi e frutta tropicale, ideale per aperitivi e risotti di pesce, ed infine un Cabernet Cortis, vino rosso, leggermente tannico e morbido che richiama il profumo fruttato di more, lamponi e del sottobosco. Vini dell’annata 2018 che sono stati abbinati ad altrettanti cicchetti preparati dalla Locanda San Martino di Chies d’Alpago.

“Questa attività ci sta permettendo anche di strappare la terra da coltivare al bosco, che è avanzato tanto in questi ultimi 20 anni – dichiara il presidente Sheila De Battista – la viticoltura, infatti, ti costringe a tenere pulito e in ordine, ritrovando quel rapporto con la terra smarrito dalla nostra generazione”.

Alla degustazione hanno partecipato oltre 30 persone, molte delle quali professionisti del settore arrivati anche da fuori provincia che hanno espresso enorme entusiasmo per i vini prodotti e per il progetto complessivo. Inoltre era presente, oltre agli 11 soci, l’enologo Emanuele Serafin. La vinificazione è stata realizzata dalla Scuola Enologia Cerletti di Conegliano.

“Il Consorzio, attivo prima come Associazione e ora appunto come Consorzio, collabora con Enti come Veneto Agricoltura e Centro di ricerca per la viticoltura (CREA-VIT) per progetti di studio sulle viti resistenti – afferma il segretario Michele Dal Borgo – e ci permette di meglio studiare le opportunità offerte dal nostro ricco territorio con microclimi unici nella provincia, realizzando un connubio tra tradizioni, cultura, turismo ed esperienze e la produzione di vini naturali”.

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