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Cooperative di consumo, presìdi contro lo spopolamento montano. A Cortina il confronto tra opportunità attuali e prospettive future

Cortina d’Ampezzo, 13 settembre 2019  –   I dati territoriali, il bando provinciale a sostegno delle attività economiche di vicinato e situate nei territori non contigui, la prospettiva Servizi di Interesse Economico Generale: le coop bellunesi si interrogano sul proprio futuro e guardano alla polifunzionalità.

Le cooperative di consumo montane – più di 20 nel Bellunese – sono state al centro del seminario “L’economia di vicinato nei territori montani e il ruolo della cooperazione”, promosso da Confcooperative Belluno e Treviso e svoltosi oggi venerdì 13 settembre nella sede della Cassa Rurale e Artigiana di Cortina, a Cortina d’Ampezzo.

Due i temi affrontati: lo studio della Camera di Commercio di Treviso e Belluno “Possibili iniziative da attivare per sostenere l’economia di vicinato nei comuni confinanti e contigui della provincia di Belluno”, che è stato preliminare al bando della Provincia di Belluno (1,5 milioni per il sostegno delle attività economiche di vicinato e situate nei territori non contigui, scade il 4 novembre 2019), e l’esperienza trentina sulla recente qualificazione come Servizi di Interesse Economico Generale (Sieg).

Lo studio della Camera di Commercio offre una fotografia chiara del territorio: la provincia di Belluno conta 63 comuni e oltre 700 frazioni, i cittadini residenti sono 203 mila ma nel giro di cinque o sei anni – se il trend non subirà modifiche – si perderà l’equivalente della popolazione di Feltre (circa 20.000 abitanti).

Nel Bellunese operano più di 20 cooperative di consumo: il loro ruolo è fondamentale perché rappresentano punti di aggregazione sociale, pertanto è necessario studiare un modello di sviluppo alternativo e specifico.

“La polifunzionalità, che il bando della Provincia di Belluno vuole sostenere, – spiega Confcooperative Belluno e Treviso – è a nostro avviso una valida via da percorrere: offrire una varietà maggiore di servizi significa rispondere in modo più puntuale alle esigenze del territorio ed aumentare l’attrattività verso l’esterno, e dunque riuscire a mantenere la coesione sociale. Già alcune cooperative bellunesi hanno espresso interessamento per il bando, esse riconoscono il proprio ruolo di presìdi contro lo spopolamento”.

Infine, uno sguardo al contesto cooperativo trentino, dove recentemente i negozi di montagna stanno seguendo la via della qualificazione come Servizi di Interesse Economico Generale (Sieg), ovvero servizi che mantengono attività nelle aree in fallimento di mercato finanziati con fondi europei, attraverso le esperienze di Paola Dal Sasso, presidente della Famiglia Cooperativa Val di Fiemme, e Clara Mazzucchi, presidente della Famiglia Cooperativa Ronzo Chienis.

 

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