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venerdì, Maggio 24, 2024
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La richiesta del Bard al nuovo governo giallo-rosso. Andrea Bona: ripristino dell’elezione diretta della Provincia, nel rispetto dei patti del 2015

Andrea Bona

«Con la formazione del governo giallo-rosso, ricordiamo al Partito Democratico, tornato ad amministrare il Paese, che Belluno e i bellunesi aspettano ancora il rispetto dei patti siglati nell’ormai lontano 2015»: questo il
commento del presidente del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, Andrea Bona, in queste ore che ci separano dal voto di fiducia alla Camera.

«Questo cambiamento estivo di Governo ha riportato improvvisamente nella stanza dei bottoni alcuni dei protagonisti dell’accordo siglato nel 2015, in occasione delle elezioni regionali, dal Partito Democratico provinciale e
nazionale con il nostro movimento», ricorda Bona.

«All’epoca, Alessandra Moretti, Gianclaudio Bressa, Lorenzo Guerini, Roger De Menech e Monica Lotto si sono impegnati con il Bard, e con tutti i bellunesi, per l’approvazione di una legge per il ripristino dell’elezione diretta
dell’ente Provincia, per restituire dignità al nostro ente territoriale», sottolinea il presidente del Bard. «Noi, a suo tempo, abbiamo onorato i patti; ora spetta a loro, che sono ancora protagonisti della vita politica nazionale e del nostro territorio, mantenere quanto promesso: un’apposita legge è già stata presentata in parlamento nella scorsa legislatura, ed è possibile approvarla in poco tempo, mantenendo così fede alla parola data ai bellunesi. Non aver
mantenuto fede al patto è stato un atto di gravissima irresponsabilità da parte del PD, anche alla luce della successiva evoluzione della questione dell’autonomia del Veneto».

Bona torna poi su un altro tema particolarmente caldo all’ombra delle Dolomiti: «Gli anni trascorsi hanno dimostrato tutta l’inadeguatezza e inefficienza della legge 56/2014, la famigerata “Legge Delrio”, applicata al
nostro specifico territorio. Bisogna cominciare a colmare il differenziale, in termini di competenze e risorse, con i nostri confinanti, a est e ovest: nessun alibi è più possibile, nessun ritardo è più accettabile».

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