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Venerdì a Longarone l’inaugurazione della mostra dedicata a Marco e Mattio dal libro di Sebastiano Vassalli

Importante, imminente tappa a Longarone della mostra su Marco e Mattio, nel percorso che dalla montagna bellunese la porterà a Venezia nella primavera del 2020. L’esposizione itinerante “Il romanzo di una valle. Il caso editoriale di Marco e Mattio di Sebastiano Vassalli tra le Dolomiti di Zoldo e Venezia” approda a Longarone, a partire da venerdì 6 settembre e sino al 29 settembre.

Roberto Padrin, sindaco di Longarone e presidente della Provincia

L’inaugurazione della mostra è fissata nel Municipio di Longarone venerdì 6 settembre alle 18, presenti il sindaco Roberto Padrin e il collega di Val di Zoldo Camillo De Pellegrin, sarà arricchita dalla lettura di brani scelti da Marco e Mattio a cura di Lina Beltrame e Bianca Doriguzzi delle Bretelle Lasche e da intermezzi musicali ad hoc, proposti da Andrea da Cort.

La mostra è curata dal professor Roberto Cicala dell’Università Cattolica di Milano e da Valentina Giusti del Centro Novarese di studi letterari ed esporrà materiale documentario anche mai esposto prima, relativo soprattutto alla nascita e costruzione del romanzo, ambientato tra Zoldo, Codissago, Belluno e Venezia e che racconta la storia romanzata, ma vera, del ciabattino di Zoldo. Ma più in generale si occupa dell’intera parabola letteraria dello scrittore novarese, già candidato al Nobel nel 2015, poco prima della sua prematura scomparsa. I documenti esposti provengono sia dall’archivio privato di Vassalli, sia dagli archivi Einaudi. In evidenza, tra l’altro: appunti autografi, bozze, disegni e fotografie realizzati dall’autore nelle visite effettuate in Zoldo e nel Bellunese mentre stava preparando il romanzo; una delle due macchine da scrivere che utilizzava per la stesura dei testi (non volle mai usare il computer), quadri del periodo in cui si dedicò alla pittura, i primi volumi di prosa sperimentale, ampi squarci sulla sua opera più famosa, La Chimera; testimonianze della sua presenza nel bellunese nel 1992 (presentazione del romanzo in Zoldo e a Belluno) e poi nel 2015 (conferimento della cittadinanza onoraria).
L’evento è già stato ospitato in Zoldo dal 27 luglio al 31 agosto, nella ex sala consiliare del municipio di Forno: cioè nel luogo che nel 2015 salutò l’assegnazione allo scrittore della cittadinanza onoraria da parte dei due comuni in cui allora si articolava la valle, Forno e Zoldo Alto. Approdando a Longarone, cui seguiranno in ottobre Belluno e in primavera 2020 l’isola di San Servolo (Ve), la mostra replica palesemente il cammino concretamente coperto oltre 200 anni fa dal ciabattino zoldano Mattio Lovat, cioè dal protagonista della storia narrata da Vassalli, nei suoi viaggi dalla montagna bellunese a Venezia. Al porto fluviale di Codissago Mattio s’imbarcò per ben due volte su una zattera che l’avrebbe portato dapprima a scoprire le meraviglie di Venezia, e poi, nel suo secondo viaggio, ad andare incontro, consapevolmente, al suo destino di folle.

La mostra è curata dal professor Roberto Cicala dell’Università Cattolica di Milano e da Valentina Giusti del Centro novarese di studi letterari e vede il significativo coinvolgimento di enti e istituzioni. E’ promossa dal Comune di Val di Zoldo, col patrocinio dei Comuni di Longarone e di Belluno, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca- Ufficio scolastico regionale per il Veneto (Ufficio IV- Ambito territoriale di Belluno); ma anche di San Servolo-Servizi Metropolitani e della Citt・ metropolitana di Venezia. I temi della mostra sono ripresi e ampliati in un elegante catalogo, realizzato dal laboratorio di editoria della Cattolica di Milano. La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30, lunedì, mercoledì e giovedì anche 14.30-17.30.

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