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giovedì, Giugno 13, 2024
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Reddito di cittadinanza. De Carlo: “Dati agghiaccianti, gente pagata per non lavorare per colpa delle inefficienze, e comuni sempre più in difficoltà”

Luca De Carlo, deputato

“L’ex vicepremier Matteo Salvini è convinto che Di Maio abbia lavorato bene al Ministero del Lavoro; a me, però, non sembra sia andata così, e lo dimostrano anche i dati forniti dall’INPS sul reddito di cittadinanza”.

Lo sostiene Luca De Carlo, deputato di Fratelli d’Italia e sindaco di Calalzo di Cadore.

“Basta guardare i numeri: i percettori del reddito sono 722 in provincia di Belluno e 4.036 in quella di Treviso, giusto per citare due esempi”, analizza De Carlo. “Quindi, fino a 10mila ore a settimana per il Bellunese e oltre 65mila nel Trevigiano, ore di lavoro che sono andate perse, e questo da aprile, da ormai cinque mesi: abbiamo un esercito a disposizione delle amministrazioni locali, un esercito che viene pagato per non lavorare, per colpa delle inefficienze burocratiche”.

“Devo sottolineare” continua De Carlo “che in questo Governo il Ministero del Lavoro è paradossalmente quello che ha lavorato meno, cioè quello che ha prodotto meno decreti attuativi rispetto alle leggi approvate. Tutto questo mentre gli amministratori locali sono lasciati soli, costretti a inventarsi qualunque cosa per poter portare avanti lavori e manutenzioni a fronte di tagli e riduzioni, e mentre i percettori del reddito di cittadinanza restano a casa per l’inefficienza di chi ha prodotto poco e ha voluto una legge sbagliata che non ha portato gli effetti voluti”.

“Tutto questo non può lasciarci indifferenti”, conclude De Carlo. Nell’attesa di conoscere che ne sarà del provvedimento con la presenza del PD nel nuovo Governo, mi chiedo: quante cose si sarebbero potute fare da aprile ad oggi, contando sul lavoro dei percettori del reddito di cittadinanza? Cosa sarebbe potuto cambiare nelle nostre città, o nei nostri territori ancora feriti dalla tempesta Vaia? Invece, paghiamo persone per non lavorare, e chi dovrebbe farli lavorare preferisce fare accordicchi per le poltrone invece di pensare a far ripartire il Paese”.

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