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Crac banche. La Giunta Regionale stanzia altri 300 mila € nel il 2019 per l’assistenza legale ai truffati, ma non ha ancora speso tutti quelli del 2018. Denunciata la Regione all’Autorità Garante della Concorrenza  * di Enzo De Biasi

Nel recente convegno di Comunione e Liberazione tenutosi a Rimini, il ministro Tria ebbe a dire “i soldi in miliardi di euro per investimenti ci sono, peccato che il paese Italia non riesce a spenderli”. Ecco, questa semplice constatazione è confermata in modo costante e ripetitivo anche nelle poste di bilancio minori. Prendiamo in considerazione la legge finanziaria regionale del 2016 che, per venire incontro ai risparmiatori veneti truffati dalle banche venete, ha individuato la possibilità di risarcire in quota parte le spese legali/giudiziali che tutti questi stavano affrontando per ottenere giustizia del danno subito. La Regione poteva intervenire su questo aspetto, il Parlamento intervenne l’anno dopo per il ristoro del patrimonio mobiliare andato in fumo. La vicenda nazionale ha seguito un percorso tortuoso, quella locale si è sviluppata con una serie di provvedimenti che -ad oggi- hanno risorse pari ad 1 milione e 100 mila euro.
In realtà, suddivisi e bonificati sono stati i 350.000,00 € del 2018 destinati a 421 cittadini-azzerati nei loro risparmi, con un riconoscimento medio pro capite di € 831.

Ora di fronte ad una platea stimata nel marzo 2017 in 206.000 cittadini aventi titolo, aver contribuito per qualche centinaio di casi con un rimborso non irrilevante, dovrebbe porre (aver posto) qualche interrogativo sulla percentuale effettiva soddisfatta rispetto a quella potenziale, né si tratta di banalizzare la questione irridendola con la dichiarazione “allora diamo 30 € a tutti”. Il tema va impostato sulla capienza effettiva del capitolo in relazione a parametri che determinino il quantum accordabile rispetto ad un massimo pro-capite accoglibile, tenuta presente la programmazione di bilancio. L’operazione partita a marzo si è conclusa ad ottobre, più di 7 mesi; lasso di tempo ragionevole. Cosi non è accaduto l’anno successivo, il 2018, che partito a novembre con l’avviso pubblico per chi si candidava ad aiutare la regione nella raccolta delle domande, si prolungherà fino ad ottobre di quest’anno; ovvero 11 mesi. Di conseguenza, l’anno in corso che ha visto un incremento della dotazione finanziaria da 0 € ad inizio anno a 300.000,00 con la manovra post Ferragosto soggetta ad approvazione del Consiglio Regionale per diventare esecutiva, presumibilmente, vedrà la suddivisione dei pani e dei pesci verso fine la fine 2020 con il terzo bando da assumersi a novembre, in assenza di modifiche significative.

Spesso capita che, tra quanto comunicato al pubblico dei lettori e video-ascoltatori ed il percepibile dai potenziali interessati, passa – ad esempio – una differenza di € 750.000,00 €; vale a dire lo scarto tra 1 milione e 100 mila e  350.000,00. Un gap non da poco che, chissà quando, verrà colmato o per lo meno afferrato dal cittadino comune che può essere, a seconda delle situazioni, o un mero destinatario del messaggio oppure un possibile beneficiario delle provvidenze pubbliche, od infine, trovarsi in entrambe le condizioni e giocoforza costretto a chiedere “lumi”. Le procedure, la tempistica, il modus operandi, ovvero i percorsi obbligati da seguire, temi aridi e senza appeal mediatico, non sono decisi da extra-terrestri che abitano nel pianeta Marte, ma dalle persone che seggono a Palazzo Balbi con appositi atti, chiamati delibere, alla cui esecuzione provvedono i dirigenti operativi.

Venendo quindi all’impalcatura amministrativa attivata per erogare il fondo delle spese legali/giudiziali, questa obbliga le associazioni ed i comitati partecipanti all’avviso pubblico di dover dimostrare ex-ante “un rapporto convenzionale con studi legali o con Avvocati iscritti al competente Ordine professionale”. Di conseguenza, il truffato può ottenere il rimborso previsto dalla legge rivolgendosi unicamente a questi prescelti professionisti, legittimati a produrre fatture utili allo scopo. Difficile non scorgere in questo vincolo e modalità d’azione, una forte facilitazione verso i professionisti convenzionati ed una notevole limitazione del cittadino-truffato nella scelta del proprio l’avvocato di fiducia. Desta qualche curiosità registrare che i soggetti ammessi nel 2017 erano stati 11 ed ora sono 8, tra questi alcuni che l’anno prima non erano andati avanti nella raccolta delle domande, accontentandosi della prima fiche di quasi 14.000,00 €. Ripresentatesi anche per il secondo bando, hanno avuto titolo per ricevere il secondo gettone d’inizio partita pari ad € 11.250, essendo questa la ripartizione spettante calcolata sul 30% di risorse per l’anno di riferimento, restando peraltro in attesa di poter leggere un atto ufficiale e puntuale finora non pubblicato sul BUR.

Ottimista è poi l’indicazione di un migliaio di persone soddisfatte, presente nella comunicazione di ieri dell’assessore ai servizi sociali. La tabella di marcia contempla fin qui 421 beneficati del 2017, per questa seconda tornata che potrà ritenersi definitivamente conclusa con il saldo del 70% di fine anno corrente, problematico credere di andare oltre il raddoppio dei casi. Va da sé che fra pochi mesi si saprà il dato esatto, da sommare a quello precedente.
Trascorsi appena due anni, merita una citazione l’ultra-dimezzamento dei cittadini veneti coinvolti nel disastro delle banche venete, questi decrescono (non in termini felici) da 206.000 ad 80.000 persone circa, dato desumibile comparando le due note di marzo 2017 e di agosto 2019.

Va, sicuramente apprezzato il grido d’allarme lanciato dall’assessore affinché “nemmeno un euro del fondo di solidarietà per le vittime dei crack bancari vada speso in modo indebito o a fini di lucro” Ciò vale per lo stato con il FIR, ma deve valere anche per la Regione ed il fondo concorso spese -legali.
I controlli ferrei riguardano anche il rispetto puntiglioso delle norme di legge in materia, cosi che le fatture debitamente quietanzate, già agli atti per il 2017 e quelle in itinere per il 2018-2019, siano redatte in relazione alle singole fasi di: studio, elaborazione, trattazione, decisione e connesse tipologie di spese da specificarsi nel documento fiscale e contabile per motivare le singole prestazioni rese. Dando per scontata la professionalità di tutti gli interessati, è indubitabile che non vi sarà alcun problema.

A proposito di oculato e corretto utilizzo delle risorse pubbliche, appare alquanto imbarazzante aver sottratto soldi disponibili per concorrere all’assistenza legale dei cittadini azzerati e più poveri, quando si premia con un 30% del plafond chi dovrebbe collaborare, se del caso e viste le finalità sociali dichiarate, pressoché a titolo gratuito. Sul 1 milione e 100 mila € finora stanziati, la provvigione per i soggetti “no-profit” è pari a 330 mila €, non poco e tra l’altro suddivisi tra un numero sempre più ristretto. L’ordinamento prevede, data anche l’esiguità delle pratiche gestite e vista la scarsità di provvista finanziaria, altre soluzioni. Valorizzare il personale regionale o affidarsi ad una società in house oppure andare a gara con una percentuale sul servizio di raccolta-pratiche-istruttoria delle stesse non superiore al 5% del volume complessivo messo a bando.

Ad esempio, il Ministero per gli aspetti di segreteria e di supporto informatico si è avvalso della propria concessionaria di servizio pubblico. L’affidamento è per 12,5 milioni di € per distribuire 1 miliardo e 575 milioni del Fondo Indennizzi Risparmiatori, la società in questione incide per il 0,79% meno dello 0, 8%. La regione, invece, più di trenta volte tanto. Al FIR per chiedere il risarcimento di azioni ed obbligazioni andate in fumo, il percorso è semplice e lineare, può rivolgersi direttamente ed unicamente la persona fisica truffata. La regione, a contrario, pretende il passaggio obbligato tramite un soggetto convenzionato con terzi e completamente estraneo all’ente. Ecco perché calcando sugli aspetti di restrizione della libertà di scelta del cittadino e dell’impedimento all’esercizio della libera professione ci siamo rivolti all’autorità garante della concorrenza e del mercato con un’apposita segnalazione, rilevando la criticità dei provvedimenti amministrativi della Regione Veneto. In questa direzione, sollecitiamo i lettori a dare la loro convinta adesione, contribuendo con questo piccolo gesto civico alla prospettiva di un futuro non circoscritto ai “soliti noti”, ma aperto a tutti.

Enzo De Biasi – Staff tecnico Codacons Veneto

 

Fac-simile segnalazione

Alla cortese attenzione di codesta Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Il sottoscritto, ……………………. (cognome e nome ) segnala per gli interventi necessari quanto segue.

La Giunta Regionale del Veneto con propri provvedimenti dgrv nr. 333/2017 e nr. 1633/2018 e decreti attuativi nr. 70/2017 e nr. 154/2018 ha concesso al cittadino residente in veneto e truffato dalle banche venete, la possibilità di accedere ad un fondo per avere un concorso nelle spese legali sostenute nel corso di attività legali e giudiziali. Il meccanismo amministrativo realizzato prevede che una serie di associazioni e comitati con determinate caratteristiche pre-fissate dal bando di chiamata fungano da intermediarie presso gli uffici regionali raccogliendo la documentazione contabile, essendo esse stesse il tramite obbligato da parte del truffato che , a sua volta, deve avvalersi esclusivamente dell’avvocato pre-scelto dalla medesima associazione/comitato.

Infatti, in sede di presentazione delle candidature all’avviso i soggetti che intendevano aderire dovevano ex-ante attestare ” documentazione comprovante un rapporto convenzionale con studi legali o con Avvocati iscritti al competente Ordine professionale. I legali dovranno essere esperti preferibilmente in materia bancaria “.

Cosi operando, la Giunta Regionale del Veneto ha leso sia la libertà del cittadino-truffato nel scegliersi un legale di proprio fiducia anziché quello suggerito ed obbligato dal soggetto riconosciuto dalla regione in veste di intermediario e d’altra parte, ha creato un recinto chiuso a favore di alcuni escludendo tantissimi altri legali non “relazionati” con il mondo associativo.

Un articolo di divulgazione è pubblicato ed è reperibile nel sito https://www.bellunopress.it/2019/08/19/crac-banche-il-contributo-regionale-per-le-spese-legali-dei-truffati-veneti-deve-passare-tramite-associazioni-e-comitati-cui-la-regione-da-una-percentuale-del-30-zaia-chiarisca-e-cambi-i-criteri/

Al fine di rendere più semplice la ricerca ed individuazione della clausola restrittiva della concorrenza si riporta qui sotto la parte che interessa, stralciata direttamente dall’avviso pubblico di selezione delle candidature dei

soggetti che una volta ammessi sono stati incardinati quali intermediari verso i truffati per accedere alle risorse resesi disponibili.

“REQUISITI DEI SOGGETTI BENEFICIARI”

Possono presentare domanda di contributo i seguenti soggetti:

Associazioni costituite ai sensi del Codice civile,

Comitati costituiti ai sensi del Codice civile.

Per i soggetti di cui sopra è richiesta:

la costituzione tramite atto pubblico o scrittura privata,

la presentazione dell’atto costitutivo, dello statuto e del n. di codice fiscale,

documentazione comprovante un rapporto convenzionale con studi legali o con Avvocati iscritti al competente Ordine professionale. I legali dovranno essere esperti preferibilmente in materia bancaria”

SPESE AMMESSE A CONTRIBUTO REGIONALE

Saranno ammesse a contributo regionale le sole spese relative ad attività di consulenza e di assistenza legale. La spesa da rendicontare, da parte di Associazioni e Comitati, dovrà essere costituita da regolare fattura emessa da studio legale o da Avvocati iscritti al competente Ordine professionale, di cui al rapporto convenzionale sottoscritto tra le parti.

NOTA

Nel corso del 2017 sono stati erogati quale concorso per le spese legali 350.000,00, nel 2018 sono tuttora in itinere per € da determinarsi in quanto, a differenza del 2017, il decreto dirigenziale che ammette i soggetti titolati è stato presumibilmente adottato ma non è stato pubblicato nel BUR; in ogni caso la quota complessiva è di € 300.000,00 dal quale vanno detratte le risorse riservate nella misura del 30% alle associazioni e comitati, nel 2019 sono stati stanziati € 300.000,00. Probabile che nel 2020 la somma possa essere anche superiore per la coincidenza con il rinnovo del Presidente e del Consiglio Regionale. “

nel sito BUR https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/ sono reperibili gli atti citati, ovvero:

Bur n. 30 del 24 marzo 2017 Materia: Servizi sociali DELIBERAZIONE DELLA

GIUNTA REGIONALE n. 333 del 22 marzo 2017 ed allegato,

Bur n. 112 del 09 novembre 2018 Materia: Servizi sociali DELIBERAZIONE DELLA

GIUNTA REGIONALE N. 1633 DEL 06 NOVEMBRE 2018

Bur n. 77 del 11 agosto 2017 Materia: Appalti DECRETO DEL DIRETTORE DELLA

DIREZIONE SERVIZI SOCIALI N. 70 DEL 22 GIUGNO 2017

Approvazione dell’elenco delle Associazioni e dei Comitati ammessi a contributo

per interventi di assistenza legale destinati ai cittadini veneti danneggiati

dalle banche di cui alla DGRV n. 333 del 22 marzo 2017 e assunzione impegno di

spesa dell’importo relativo all’acconto.

Bur n. 13 del 06 febbraio 2018 Materia: Servizi sociali DECRETO DEL DIRETTORE

DELLA DIREZIONE SERVIZI SOCIALI N. 154 DEL 30 NOVEMBRE 2017 Approvazione

dell’elenco delle Associazioni e dei Comitati ammessi alla ripartizione del

saldo, pari al 70% del contributo per interventi di assistenza legale destinati

ai cittadini veneti danneggiati dalle banche, di cui alla DGR n. 333 del 22

marzo 2017 e assunzione del relativo impegno di spesa.

Indirizzo da utilizzare per chi ha la PEC (scelta consigliata)

protocollo.agcm@pec.agcm.it

oppure sito dell’agenzia, compilare i campi richiesti: https://www.agcm.it/servizi/segnala-on-line

prima conviene registrarsi https://www.agcm.it. E poi seguire le indicazioni fornite

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