Enorme successo anche per L’elisir d’amore, il terzo appuntamento di Armonie 2019 – La Nona che si è svolto sabato 17 agosto al Teatro del Troi del Mut a Sossai.
Ha fatto sold-out la seconda edizione di “Lirica Silvestre” al troi del Mut che quest’anno ha visto in scena il capolavoro di Donizetti nell’incantata platea dell’ex cava di pietre; la capienza è stata limitata e si è richiesto per la prima volta un titolo d’ingresso in seguito ai necessari adeguamenti alle norme sulla sicurezza: sono stati 200 quindi i fortunati possessori di biglietto che si sono potuti accomodare sui sassi disposti dal gruppo di lavoro capitanato da Silvano De Salvador.
Opera allegra quest’anno e non tragica come si è abituati nella lirica: così ha introdotto lo spettacolo Domenico Menini, curatore dell’appuntamento. Opera però con la o maiuscola e della grandissima tradizione italiana e della quale al Teatro al Mut torniamo da inorgoglirci in maniera totalmente genuina e popolare; la formula dell’appuntamento sossaiese di Armonie prevede infatti l’ospitalità di professionisti in attività in Italia e all’estero per una tradizione musicale “alta” come quella della lirica, ospitati però da una comunità di volontari che assieme al loro pubblico imparano sul campo anzi sul bosco il segreti di quest’arte raffinata.
Rinnovato anche quest’anno lo stupore nell’arrivare ai foyer terrazzati, con la reception, la vendita dell’acqua e degli esclusivi cuscini del Mut, accolti da uno stuolo di volontari e dal flautista Gianni Carlin. Si procede quindi in ordine alle sedute sugli spalti di muri di sassi, alcuni rifatti e risistemati per dare maggiore visibilità, rinnovate anche le staccionate e molti scalini; accuratissimi gli ornamenti floreali che arricchiscono la già magica location; il risultato dell’intenso lavoro del gruppo degli “Amici del mut” ripaga già del biglietto richiesto quest’anno.
Ma inizia lo spettacolo e torna in scena l’attore-regista Dario Turrini che assieme a Domenico Menini ci guida nell’universo operistico; come l’anno scorso con la Traviata ha saputo infatti estrarre e sintetizzare in maniera critica ma anche fruibile ed estremamente rispettosa, il valore dell’opera. Soprattutto, coadiuvato da Annamaria Bristot, ha potuto in pochissimo tempo gestire il nutrito gruppo di comparse bellunesi incastonando i giusti elementi assieme ai musicisti ed ai cantanti. Le scenette in secondo piano dei figuranti nostrani sono state irresistibili e da notare i costumi realizzati dalla sezione sartoriale, ma anche le scenografie ed i cambi scena realizzati magistralmente a scena aperta.
Ed arriviamo finalmente al bel canto, quello dell’ottima soprano Novella Bassano e dell’espressivo tenore Federico Lepre, i due protagonisti Adina e Nemorino che si sono cimentati magistralmente attraverso i lazzi e delicati inseguimenti amorosi dell’opera e cimentandosi con la classica “Barcarola” e con la virtuosistica “Furtiva Lagrima”; potente il Belcore della situazione, il baritono Alberto Zanetti, ma notevole su tutti il basso buffo Nico Mamone: tecnicamente ineccepibile e ed estremamente espressivo ha dominato la parte del personaggio leggendario e caratterizzante dell’Elisir d’amore: lo spacciatore di intrugli Dulcamara.
Assieme alla pianista e Federica Cipolli ed al quartetto composto da Michele Poggio, Michaela Bilikova (Violini), Michele Pinto (Viola) e Paolo Baldani (Violoncello) ci hanno portato dentro al mondo surreale di quest’opera in cui gli equilibri di comunità sono scossi dall’amore e dalla guerra e dall’arrivo salvifico di un mago furbastro con il suo elisir.
Ma dopo i copiosi applausi tocca scendere a valle con le luci del tramonto sulle creste del Parco delle Dolomiti Bellunesi e con il pubblico scende a valle tutta la scenografia portata con entusiasmo a braccia da moltissimi spettatori; Il saluto commosso e al prossimo anno, solo dopo la tappa finale di rinfresco con buffè.


