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Auronzo: sistemazione area lago Ponte di Transacqua, ovvero “Le auto in primo piano davanti al lago di Santa Caterina”

I lavori per la realizzazione della nuova spiaggia del Bucintoro sono in stato avanzato e il disegno progettuale è ormai chiaramente delineato. Pensato per 70 posti auto, il parcheggio incide pesantemente – come avevamo previsto e segnalato – sia sul luogo che sul paesaggio: una scelta che riteniamo contraria a ogni logica, visto che in tutta Europa si cerca di lasciare le macchine lontane dai centri e dalle aree di maggior valore paesaggistico. Come è stato affrontato il problema dell’affioramento o del mancato drenaggio e convogliamento dell’acqua che ristagna sulla sabbia del parco giochi, creando disagio e sporcizia, e risultando pericolosa per i bambini? Sono state fatte analisi del terreno e carotaggi? Dalla relazione che accompagna il progetto pare ci si sia basati unicamente sullo studio delle carte geologiche. E non sono certo le uniche criticità che potremmo sottolineare.

La banalità del progetto ci porta ad affermare che si è persa un’occasione per valorizzare uno dei luoghi più qualificanti di Auronzo. Anche la Soprintendenza, alla quale erano pervenute osservazioni in merito al piano, aveva chiesto di mascherare il parcheggio, che invece risulta impattante da ogni prospettiva.

L’importanza del luogo, che dovrebbe costituire un prestigioso biglietto da visita per la posizione sulla riva del lago, con le Tre Cime sullo sfondo e il bel paese alle spalle, quanto la consistenza del finanziamento, (un impegno complessivo di spesa di € 746.200,00 finanziato in larga parte dalla Regione Veneto) avrebbero dovuto spingere il Comune a indire un concorso di idee: perché non è stato fatto?
E per quale motivo non è stato possibile ottenere una presentazione pubblica del progetto, cosa che ci era stata promessa dal responsabile dell’ufficio tecnico?
Come in altre occasioni (la ciclabile dei Diritti Umani, le due strade per il Col Agudo, la palestra Tre Cime) anche in questo caso le decisioni sono state prese in emergenza, senza spiegazioni che non siano più di forma che di sostanza; senza lasciare il tempo per i confronti e le riflessioni e senza coinvolgere i cittadini che dovrebbero poter dire la loro su opere che li riguardano da vicino.

Il motivo che ci ha spinto a scrivere questa lettera sta proprio in questo: nel bisogno di una maggiore trasparenza, di una maggiore partecipazione e in definitiva di un maggiore rispetto da parte di una amministrazione pro-tempore alla quale i cittadini hanno dato, sì, una delega, ma non una delega in bianco.

Maria Rosa Larese Filon
e un gruppo di Auronzani
Auronzo di Cadore, 24 luglio 2019

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