
“Sono molto soddisfatto per le nuove risorse destinate al Bellunese che miglioreranno la qualità delle infrastrutture ferroviarie. Ora, però, mi auguro che si possa chiudere con ANAS l’intervento su Longarone per costruire il collegamento da Pian di Vedoia fino a Castellavazzo, un progetto importantissimo anche in vista dei prossimi giochi Olimpici”.
È quanto afferma Federico D’Incà, deputato del Movimento 5 Stelle, in merito all’approvazione odierna, da parte del Cipe, dell’aggiornamento del Contratto di Programma 2018-2019 di RFI che ha ridefinito il perimetro degli interventi di elettrificazione delle linee ferroviarie del bacino bellunese (Anello basso delle Dolomiti), sbloccando nuove risorse pari a 130 milioni di euro.
D’Incà esprime soddisfazione e ripercorre alcune fasi che hanno portato al raggiungimento dell’obiettivo:
“Nei mesi scorsi ho incontrato più volte i vertici di RFI: dai colloqui avuti sia con l’amministratore delegato e direttore generale di RFI Maurizio Gentile sia con Gianluigi Vittorio Castelli, presidente di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A., ho avuto sempre rassicurazioni sul completamento dei lavori. Grazie all’intervento del nostro governo e il ministro per le Infrastrutture, abbiamo ottenuto i 130 milioni di euro che mancavano per concludere l’anello Belluno-Montebelluna, il cui costo totale ammontava a 200 milioni di euro. Al termine dei lavori saranno finalmente archiviate le rotture di carico e le polemiche che sono sempre state al centro delle ferrovie bellunesi”.
“Gli interventi di elettrificazione assumono oggi una rilevanza fondamentale non solo per l’avvio dei Mondiali di sci 2021 ma anche, e a maggior ragione, in vista delle Olimpiadi invernali 2026 – spiega D’Incà, che aggiunge: in quest’ottica, proprio nell’incontro con Gentile, abbiamo discusso del prolungamento a nord per chiudere l’anello ferroviario delle Dolomiti da Calalzo verso la Val Pusteria e, soprattutto, chiesto anche la realizzazione del collegamento Primolano-Feltre, rispetto al quale anche la provincia di Trento si è detta favorevole. Siamo in attesa, ora, di conoscere gli studi di fattibilità della Regione Veneto che ha potuto contare anche su risorse aggiuntive a valere sulle risorse dei ‘Fondi di confine’ e aspettiamo le valutazioni progettuali e l’analisi costi benefici da cui dipenderà la decisione finale per capire se le due tratte potranno rientrare nella progettazione”.
Secondo D’Incà, però, c’è un ulteriore obiettivo da raggiungere: “Dobbiamo ottenere la variante di Longarone con la costruzione della bretella di collegamento da Pian di Vedoia fino a Castellavazzo. Una bretella che potrebbe avere un costo superiore ai 200 milioni di euro ma che rappresenta il progetto più importante per il bellunese in vista delle prossime Olimpiadi”.
