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Fai un giro in villa 2019. Sabato 27 luglio e domenica 28 il Fai Giovani di Belluno apre villa Pasole a Pedavena

Torna “Fai un giro in villa”, festival laboratorio del vivere la villa veneta, organizzato dalla presidenza Fai Veneto in collaborazione con i gruppi Fai Giovani del territorio, giunto alla terza edizione, per far vivere le ville venete solitamente chiuse al pubblico.

Villa Pasole – Pedavena (Belluno)

Nel Bellunese si svolgerà nel week end 27-28 luglio, con l’apertura di villa Pasole Berton a Pedavena, che Adriano Alpago Novello definiva “il più vistoso esempio di residenza di campagna fino ad allora realizzato nel Feltrino”. L’iniziativa – spiega Ines Lanfranchi Thomas, presidente Fai Veneto – “ha l’obiettivo di trasformare le ville in luoghi accoglienti capaci di dialogare non solo con il tessuto urbano nel quale sorgono ma anche con la cultura, il sistema produttivo e l’economia del territorio”. Anche quest’anno l’impegno del Fai è quello di raccogliere fondi per il recupero di Monte Fontana Secca e Col de Spadarot, un alpeggio con malga sul massiccio del Monte Grappa a Quero, donato al Fai nell’aprile 2015 dai fratelli Liliana e Bruno Collavo: l’intervento, volto a restituire a questi luoghi la loro vocazione naturalistica e agro-pastorale, rientra nel nuovo progetto del Fai che partirà nel 2020, “Progetto Alpe. L’Italia sopra i 1000 metri”, per la tutela e la valorizzazione delle terre alte nelle aree interne d’Italia, zone spesso spopolate e trascurate, che custodiscono un capitale eccezionale di natura e cultura e un grande potenziale per il futuro.
Il gruppo Fai Giovani di Belluno, nato nel maggio 2016, coinvolge ragazzi e giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che mettono a disposizione il loro tempo, la loro formazione e la loro professionalità in modo volontario, per realizzare eventi che diventino momenti di convivialità e di riflessione sulla cultura e sull’ambiente.

Villa Pasole
Il primo impatto, arrivando davanti alla villa, è quello di un edificio dalla struttura imponente e sofisticata; è costruito interamente in pietra e calce e poggia sul massiccio ambiente della cantina, voltata con archi ribassati. L’impianto originario risale al Cinquecento: infatti la parete laterale presenta delle finestre con i balaustrini in pietra tornita, motivo tipico dei palazzi rinascimentali veneziani. La facciata principale è il risultato di un intervento di ristrutturazione operato nel Settecento, per volontà di Bernardino Pasole, illustre latinista (primo traduttore in italiano delle “Eroidi” di Ovidio), appartenente a una delle più antiche famiglie nobili di Feltre: egli teneva in questa prestigiosa dimora l’Accademia Vittoriniana – in omaggio a Vittorino da Feltre – che riuniva studiosi e letterati non solo veneti, ma anche di città universitarie come Ferrara, per dissertare di arte, filosofia, letteratura. Bernardino prese spunto dalle ville seicentesche e fece aggiungere un timpano centrale, al di sopra del cornicione; la modifica più evidente è la monumentale scalinata a tenaglia con balaustre e pilastrini, che fece edificare probabilmente su ispirazione della villa Sandi-Zasso di Sospirolo. Risale sempre al Settecento il fregio continuo della facciata, dipinto con motivi a grottesca, sotto il cornicione. All’interno si trova un bel salone passante; i pavimenti sono in terrazzo alla veneziana. Di notevole interesse è il giardino all’italiana, con parterre, aiuole e vialetti di ghiaia e al centro una fontana, fatto realizzare sempre dal Pasole, insieme con la grande peschiera. Le statue sono state attribuite da Camillo Semenzato ai Bonazza, famiglia di valenti scultori che operarono a cavallo del XVII e XVIII secolo: il capostipite Giovanni e il figlio Antonio si specializzarono nella statuaria da giardino. Di due statue non si conosce oggi il soggetto (una probabilmente impugnava un arco ed era probabilmente un soggetto bucolico), mentre le altre rappresentano le personificazioni allegoriche delle quattro ore del giorno (l’Alba, il Mezzogiorno, il Tramonto e la Notte), riconoscibili per i simboli identificativi che le accompagnano, come la civetta. Nell’Ottocento la villa passò ai fratelli Berton. L’invasione austriaca del 1917 comportò danni e la dispersione di gran parte degli arredi interni e persino degli infissi: è l’inizio di un lento declino. L’attuale proprietario ha acquistato nel 1987 l’intera proprietà, avviando ingenti lavori di restauro.

Il programma
Sabato 27 luglio, alle ore 9.30, si darà il via all’iniziativa con la visita guidata a cura del proprietario di villa Pasole, il comandante Gianantonio Bonato. Dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17 si svolgeranno le visite guidate alla villa a cura dei volontari Fai Giovani Belluno. Alle 18 ci sarà un momento musicale a cura dell’Orchestra Giovanile Bellunese.
Domenica 28 luglio le visite guidate avranno gli stessi orari di sabato (9.30-12 e 14.30-17); dalle 13 alle 17 “NaturaSì” offrirà ai presenti un momento di degustazione con un aperitivo biologico. Nella suggestiva cornice della villa, dalle 14 alle 18, grazie al gruppo “Venezia Ottocento”, si svolgeranno danze e rievocazioni storiche in abiti d’epoca. Alle 18 la chiusura dell’evento con un momento musicale sulle note dei mandolini barocchi di Mandolin Venice.
La partecipazione all’iniziativa sarà possibile a fronte di un contributo a partire da 5 € (3 € per gli iscritti Fai) che i volontari chiederanno all’ingresso della villa.
Gli organizzatori consigliano di parcheggiare presso i posteggi situati in via Dante a Pedavena, strada retrostante villa Pasole.

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