Ciobanu Vasilica, 31enne rumeno, regolare, residente a Mestre e Kucherian Ivan, 44enne ucraino, irregolare, senza fissa dimora, con precedenti, sono stati arrestati e incarcerati nella notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana, con l’accusa di furto aggravato (art. 624/bis C.P. che prevede una pena da 4 a 10 anni) per aver sottratto 6 biciclette ai turisti alloggiati al Campeggio Caravan Park di Sesto. I due stranieri sono stati fermati sulla statale 51 bis nella galleria da Pieve di Cadore a Calalzo dagli agenti del Commissariato di Cortina d’Ampezzo al comando del vice questore aggiunto Luigi Petrillo. All’interno del monovolume Chrysler Voyager erano occultate le 6 bici di alta gamma smontate, per un valore complessivo di 26mila euro.

Le biciclette, rubate nella stessa notte al campeggio, stavano per essere portate in un deposito di Mestre da dove sarebbero poi state smerciate probabilmente all’estero. “Siamo di fronte a un fenomeno nuovo – ha precisato il questore Lucio Aprile – il cicloturismo, attraverso piste ciclabili e sentieri, con biciclette del valore di migliaia di euro. In considerazione dei tanti furti era stato fatto un vademecum in Prefettura per contrastare questi illeciti. Inoltre, grazie al sistema ‘Mille occhi sulla città’ le telecamere registrano le targhe dei veicoli in transito e interagiscono con l’Archivio nazionale. Dall’analisi dei flussi di traffico sono poi isolati i veicoli intestati a pregiudicati. Nei prossimi giorni, inoltre – ha anticipato il questore – sarà attivato un servizio di controllo e di assistenza nelle piste ciclabili con agenti in bici”.
I dettagli del blitz condotto dagli agenti del Commissariato di Cortina in collaborazione con i colleghi di San Candido, li ha spiegati il vice questore aggiunto Luigi Petrillo. “Attraverso le nuove tecnologie investigative e le attività tradizionali, come il posto di blocco, si è arrivati ad arrestare in flagranza di reato i responsabili e grazie all’attività congiunta con la Procura di restituire le biciclette ai legittimi proprietari, dei turisti tedeschi e olandesi, senza doverli far ritornare. Dallo studio comparato effettuato dalla squadra investigativa del Commissariato di Cortina, si è arrivati a determinare il tipo di veicolo di proprietà di un pregiudicato di Mestre, che però non era dedito a questo tipo di reati e a stabilirne l’orario presunto in ingresso e in uscita dalla nostra provincia. Sono stati monitorati migliaia di veicoli in transito tra il Cadore, l’Ampezzano e la Pusteria dove da giugno erano stati commessi 18 furti di biciclette per un valore di 200mila euro e che ora saranno esaminati per verificare se sono riconducibili alla stessa banda che operava dall’Alpago alla Pusteria. Sono state controllate le strade di accesso con i visori notturni, grazie anche alla collaborazione del 7mo Reggimento alpini. Così abbiamo potuto intercettare la Crysler Voyager che venerdì notte è passata da Pieve di Cadore verso la Pusteria e dopo un’ora è rientrata nella nostra provincia. Grazie all’intuito investigativo del personale del Commissariato si è deciso di intervenire bloccando la galleria di Calalzo di Cadore a monte e a valle e fermare il monovolume all’interno del tunnel. Le sei bici erano state rubate un’ora prima al campeggio di Sesto. I due uomini avevano ancora gli indumenti bagnati perché erano entrati ed usciti di notte dal campeggio attraversando i ruscelli circostanti il Caravan Park, dimostrando di conoscere perfettamente la zona. Anche il modo in cui sono state smontate stivate e occultate le sei biciclette denota una manualità non certo improvvisata”.
Un bliz della polizia, dunque, che ha consentito in tempi brevissimi (il 20 giugno il primo furto di biciclette) di individuare e incarcerare i responsabili. Sarà successivamente l’inchiesta condotta dal pm Katjuscia D’Orlando a stabilire se i due agivano da soli o all’interno di una banda organizzata. Domani è prevista la convalida dell’arresto dei due stranieri attualmente detenuti nel carcere di Baldenich.


