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mercoledì, Aprile 21, 2021
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Slot e regolamento comunale. Bertoldi (Istituto Friedman): “orario da riscrivere”. De Moliner: “Dalla parte dei più deboli”

“Il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, ha convocato nella sede del Municipio le categorie e le aziende del settore del gioco, presenti sul territorio comunale. L’Istituto Friedman, ha partecipato all’incontro al fine di confermare il proprio sostegno al mondo imprenditoriale, su richiesta delle aziende locali.

È da ritenersi un gesto importante il fatto che il sindaco, prima di promulgare l’ordinanza, che restringerà gli orari di attività del gioco, dalle tabaccherie alle sale, abbia convocato gli operatori del settore, ma appare purtroppo soltanto una formalità. Secondo la delibera del consiglio comunale approvata nel 2017, infatti, tutte le attività dovrebbero offrire gioco pubblico per un massimo di 8 ore giornaliere. Abbiamo evidenziato a tal proposito come 8 ore siano davvero poche e rendano impossibile la sopravvivenza di molte attività commerciali bellunesi, specialmente quella delle sale dedicate che svolgono esclusivamente attività di gioco lecito. Riteniamo pertanto che, sul profilo socio-economico così come su quello sanitario, si debba trovarsi il giusto equilibrio tra chi fa impresa ed i cittadini, riguardo le patologie inerenti al gioco.

Riteniamo pertanto che, sul profilo socio-economico così come su quello sanitario, si debba trovarsi il giusto equilibrio tra chi fa impresa ed i cittadini, riguardo le patologie inerenti al gioco. Visto e considerato inoltre la diffusione sempre più massiccia di casino online (maggiori informazioni su questo sito) l’ordinanza non aiuterà comunque chi è affetto da ludopatia o patologie simili che potrà comunque giocare online.

Il regolamento sull’interruzione oraria dell’attività di gioco infatti, così come approvato, porterebbe alla chiusura di molte attività e come attesta l’Università di Sydney rischia di aggravare le condizioni dei giocatori patologici rendendoli ancora più compulsivi prima e dopo la pausa, favorirebbe infine il gioco illegale nei momenti di stop. Il nostro appello al Consiglio comunale è quello di riscrivere il regolamento prevedendo più ore di apertura e diversificando le fasce orarie tra bar, tabaccherie e sale dedicate. Le sale per sopravvive infatti hanno bisogno di una fascia oraria più amplia e continuativa.” Così il direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman Institute, Alessandro Bertoldi.

Sulla questione interviene anche il segretario della Federazione provinciale del Partito democratico di Belluno Roberto De Moliner, che dice: “Alle preoccupazioni da parte delle aziende che gestiscono le sale giochi del nostro Comune sul rischio chiusura, se venisse applicato con rigore il regolamento comunale delle sale, ricordiamo che l’attuale regolamento è frutto di una stretta collaborazione nel corso della passata Consigliatura tra la coalizione del Centro Sinistra (Partito Democratico e Tutti per Belluno attraverso l’impegno dei Consiglieri Roberto De Moliner e Patrizia Burigo) e la precedente Amministrazione Comunale. L’obiettivo comune era quello del contrasto vigoroso al Gioco d’Azzardo, ai gravi danni che ne derivano per i giocatori e per le loro famiglie e agli elevatissimi costi per l’intera nostra comunità civile sia in termini di spesa sanitaria che in termini di grave riduzione della ricchezza disponibile.
Il regolamento attualmente in vigore appare notevolmente migliorativo rispetto a quello allora proposto, e ancora vigente, dalla Regione Veneto a conduzione Lega, il quale pone limitazioni poco efficaci per un reale contrasto all’apertura di nuove sale.
Come Partito Democratico, condividiamo l’azione intrapresa dall’Amministrazione Comunale nei confronti dell’apertura della nuova sala in via Vittorio Veneto (oggetto di una nostra interrogazione il mese precedente); auspichiamo e chiediamo fermamente che quanto previsto dal regolamento comunale venga applicato in modo integrale e intransigente anche per quanto concerne gli orari d’apertura delle sale; riteniamo infine che si debbano fare tutti gli sforzi per modificare in senso ancor più restrittivo il già buon regolamento esistente, cercando il massimo della condivisione sia in seno al Consiglio Comunale, sia nell’associazionismo e nella società civile.
Quando interessi economici di pochi collidono con il disagio di molti, il Partito Democratico di Belluno non ha dubbi sulla scelta da intraprendere: staremo sempre dalla parte di chi è più debole, di chi soffre e di chi da solo non ce la fa.

Del resto, vi sono dati precisi diffusi dalla Ulss 1 Dolomiti già dal luglio 2018 che evidenziano che circa 4.000 bellunesi sono oramai dipendenti dal gioco d’azzardo. Nel 2016 sono stati “giocati” 260.321.908,37 euro in provincia, di cui quasi la metà escono dalle tasche dei bellunesi, e il rapporto tra abitanti e dipendenti dalla macchinetta è di 1 a 480.
Nel 2017 si stimava un aumento del fenomeno del 4%. Un problema questo sentito e affrontato anche dalla Regione Veneto, che ha stanziato fondi per trovare soluzioni al problema: la ULSS 1 Dolomiti ha infatti attivato un progetto finanziato con 153mila euro per la prevenzione, monitoraggio e sensibilizzazione della popolazione sul tema della “ludopatia”. La ludopatia è “l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo lo porterà a gravi conseguenze.
Il rischio a cui può incorrere il ludopatico, in effetti, non è solo la perdita incontrollata delle proprie risorse economiche (e/o di quelle familiari), ma anche di mettere da parte le normali attività quotidiane, come lo studio e il lavoro, e i propri cari.

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