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lunedì, Ottobre 19, 2020
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Infrastrutture. Lorraine Berton a Villa Patt: “Porterò la questione al Tavolo nazionale Sport e Grandi eventi di Confindustria. Il divario è grave per l’Italia, drammatico per il Bellunese”

Lorraine Berton

“Porterò le questioni emerse oggi a Roma al Tavolo nazionale “Sport e Grandi Eventi” di Confindustria. Tutti i livelli istituzionali e associativi devono essere coinvolti in questa fase. Il nodo delle infrastrutture è vitale non solo per il Bellunese ma per l’intero nostro Paese”. A dirlo è la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton, che del Tavolo nazionale è coordinatrice dalla fine di giugno.

“Il divario infrastrutturale è serio e i Grandi eventi in arrivo ci impongono una programmazione serrata”, afferma Berton.

Da qui il coinvolgimento del Tavolo nazionale non appena sarà formato e operativo anche sulla necessità di uno sbocco a nord per il Veneto e l’urgenza di un’accelerazione sui lavori della viabilità interna alla provincia: “Mi sto confrontando con la Direzione Organizzativa di Confindustria e i vertici nazionali per arrivare alla piena operatività del Tavolo nel più breve tempo possibile. Il mio obiettivo è quello di formare una squadra che rappresenti adeguatamente territori e competenze. Più forti e capaci saremo, più riusciremo a porre anche la questione bellunese, perché se il problema delle infrastrutture in Italia è grave, nel nostro territorio è drammatico”.

Colmare il divario infrastrutturale esistente con il duplice obiettivo di contrastare lo spopolamento e farsi trovare pronti in occasione dei grandi eventi, da Cortina 2021 alle Olimpiadi 2026. Questo il messaggio forte e chiaro contenuto nel documento consegnato all’Assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti nel corso della riunione del Tavolo delle infrastrutture della Provincia di Belluno che si è tenuto nel pomeriggio di oggi a Villa Patt di Sedico (Belluno). Le categorie sociali ed economiche del Bellunese hanno rilanciato la necessità di uno sbocco a nord – intercettando le risorse dall’Europa – e l’urgenza di accelerare i lavori di adeguamento della viabilità ordinaria.
Il Tavolo, vale la pena ricordare, è composto da Confindustria, Appia CNA, Confartigianato, Confcommercio, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Cgil, Cisl e Uil.
“E’ convinzione di questo Tavolo”, si legge nel documento, “che per combattere lo spopolamento e aumentare l’attrattività del territorio serva recuperare il divario infrastrutturale esistente, un gap ormai insostenibile, sotto gli occhi di tutti. Contrastare l’isolamento del Bellunese significa uscire da una marginalità che rischia di aggravarsi ulteriormente e velocemente in un mercato dei beni e dei servizi sempre più competitivo che non lascia spazio a tentennamenti o campagne elettorali infinite”.
I componenti del Tavolo, coordinato da Domenico Limana, fanno anche riferimento alla lettera consegnata al Governatore del Veneto Luca Zaia il 15 aprile scorso dalla presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton, dove si sottolineava l’inadeguatezza delle infrastrutture bellunesi rispetto al tessuto economico e produttivo di una provincia a forte vocazione industriale (tra le 15 realtà più industrializzate in Italia), con un enorme potenziale turistico destinato a essere positivamente “stressato” nei prossimi anni, a partire dai Mondiali di sci di Cortina del 2021.
Il documento programmatico riporta alcuni degli indicatori più significativi contenuti nel “Percorso di ricerca a supporto dell’autonomia della Provincia di Belluno”, del marzo 2018, redatto dalla CGIA di Mestre, dove emerge – tra gli altri – come in appena 5 anni il Bellunese abbia perso il 2% degli abitanti (è il 5° risultato più negativo di tutte le 110 province italiane) o le presenze turistiche siano diminuite rispetto al 2008 mentre altrove crescono.
“Il rischio – concreto ed oggettivo – è che il nostro territorio pur avendo uno dei tassi più elevati d’Italia nel manifatturiero e con eccellenze internazionali (vedi occhialeria o catena del freddo), anche a causa di una carente dotazione infrastrutturale e soprattutto della mancanza di accessibilità a Nord, diventi sempre più marginale”, il commento dei componenti del Tavolo.
Da qui il pieno sostegno al progetto di una strada a scorrimento veloce, quale naturale completamento del percorso autostradale, verso Nord: “E’ innegabile come un valico a nord interessi una traiettoria che non riguarda solo e soltanto il territorio bellunese, ma per lo meno l’intero Asse del Piave, quindi Treviso e Venezia con il suo Porto che porterebbe tutto il Veneto ad un livello competitivo molto alto nella macroregione europea alpina Eusalp. L’ottica non è quindi solo provinciale bensì regionale ed oltre”, affermano i componenti del Tavolo, che guardano anche alle traiettorie internazionali, dalla Nuova Via della Seta al raddoppio del Canale di Suez.
Segue l’appello alla Regione: “E’ necessario però agire per non perdere nessuna occasione di finanziamento, da ricercare in ambito regionale, nazionale, europeo, studiando fin da ora le ipotesi tecnologicamente più avanzate e sostenibili dal punto di vista ambientale e paesaggistico”.
Una strada da percorrere con convinzione senza però dimenticare le altre strade.
“Questo progetto dovrà essere inserito necessariamente all’interno di una nuova programmazione per l’intera viabilità interna ordinaria di questa provincia”, la richiesta del Tavolo. “Qualcosa si sta muovendo, ma bisogna fare di più e più in fretta”.
“Ad esempio, alla data di oggi, 5 luglio 2019, a due anni dai Mondiali di sci di Cortina, siamo solo in presenza della progettazione di interventi locali di sistemazione dell’attuale rete infrastrutturale stradale esistente. Interventi che da soli non rispondono affatto alle necessità di un’accessibilità adeguata, soprattutto nell’Alta Provincia. In particolare il nodo di Longarone rischia di creare un effetto imbuto, in parte già in essere, che deve essere affrontato senza indugio con soluzioni adeguate”.
Lo sguardo si volge poi alle infrastrutture per il trasporto su rotaia: “L’elettrificazione delle linee ferroviarie in Provincia di Belluno, seppure fondamentale e non più rinviabile, non modifica tuttavia l’attuale marginale capacità trasportistica delle stesse, in quanto l’infrastruttura ferroviaria rimane la medesima”.
“Infine bisogna adeguare la rete stradale allo sviluppo del piano Neve affinché sia funzionale al tessuto turistico sempre più motore di crescita e radicamento della popolazione sul territorio”, l’ulteriore richiesta.
L’invito finale alla Regione è quello di costruire un percorso condiviso e puntuale: “I Mondiali prima e le Olimpiadi poi ci devono abituare a guardare avanti e a programmare le opere con scadenze prefissate, obiettivi chiari, misurabili e trasparenti con il massimo coinvolgimento del territorio. Noi componenti il “Tavolo” siamo pronti ad arrivare al traguardo. Sappiamo che non sarà una discesa libera, ma uno slalom gigante. Siamo pronti, ma la politica ci aiuti a gareggiare, ad arrivare almeno al cancelletto di partenza per giocare la nostra gara fino in fondo!”.

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