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Domenica a Falcade il cortometraggio Donnafugata di Manrico Dell’Agnola

Domenica 7 luglio alle ore 20:30 al Cinema Dolomiti di Falcade, Sara Avoscan, Omar Genuin e Manrico Dell’Agnola presentano la loro Donnafugata.
Il cortometraggio (21 minuti), scritto e diretto da Manrico Dell’Agnola e girato sulla maestosa Torre Trieste nel gruppo della Civetta, nello scorso maggio è entrato a far parte delle 28 opere di alpinismo selezionate per la 67^ edizione del prestigioso e storico Trento Film Festival.

Torre Trieste

Donnafugata ha come protagonista la spettacolare Torre Trieste, una delle strutture rocciose più belle al mondo, la sua storia e la storia di una tra le più mitiche vie moderne aperte in Dolomiti, che dà il nome al film, rivissuta attraverso la difficile arrampicata in libera di Sara Avoscan e Omar Genuin.
Questo grido di pietra è raccontato dal fotografo-alpinista Manrico Dell’Agnola, che in veste di narratore, per parole ed immagini, ripercorre gli eventi salienti di novant’anni di storia della solare e strapiombante parete sud, una muraglia gialla che non può non impressionare chi, dalla Capanna Trieste, salga la Mussaia verso il Rifugio Vazzoler.
Per Manrico sono le montagne di casa, gli ambienti che più ama e conosce. Questi luoghi sono stati teatro di alcune delle sue avventure alpinistiche più importanti e qui ha mosso i suoi primi e timidi passi sulla roccia; sono seguite poi le free-solo, le vie nuove, i concatenamenti e decine di salite su questi enormi pilastri di calcare, che ricordarono ai primi salitori il golfo tra Venezia e Trieste.
Ma questa volta Manrico si trova dall’altra parte della cinepresa, il suo ruolo è quello di dare voce ad una montagna ed ai suoi eccellenti protagonisti.

Manrico Dell’Agnola

“La narrazione saliente del film si concentra su Donnafugata, – spiega Dell’Agnola – una via aperta con concezione moderna dal campione altoatesino Christoph Hainz nel 2004; una salita molto difficile, che se fatta in libera arriva fino all’8a, un 8a complicato, poco intuitivo e che si affronta dopo una serie di tiri, in parte friabili, molto impegnativi e su una parete alpina di 750 metri.”

I giovani atleti, che sotto le telecamere percorrono la via, sono due fuoriclasse dell’arrampicata bellunese e non solo: Sara Avoscan e Omar Genuin, una coppia di Falcade, compagni di vita e non solo nelle scalate.

Dell’Agnola li conosce dagli esordi “Sara arrampica sull’ 8c e Omar sull’ 8c+; sono due ragazzi timidi e riservati, ma fortissimi e determinati sulle difficili vie dolomitiche; una delle poche cordate capaci di trasferire anche in montagna i livelli raggiunti in falesia o sulla plastica. Nel loro palmarès compaiono vie fra le più impegnative delle Dolomiti e per Sara anche notevolissimi risultati nelle gare di arrampicata sportiva.”

Il film propone due giorni intensi di parete, dove la coppia si alterna al comando di una serie di tiri impressionanti, mentre Hainz esprime fuoricampo le sue considerazioni sulla via.

“Nel film -spiega Dell’Agnola- si vede un bivacco in parete, anche se Sara e Omar avrebbero potuto salire la via in giornata; in realtà però, per esigenze filmiche, abbiamo passato insieme tre splendide notti sotto le stelle della Civetta. Momenti di duro lavoro appesi sugli strapiombi, ma anche di grande umanità e bellezza, hanno accompagnato le riprese; niente drammi o sofferenze però, ma solamente gioia per la scalata e per l’ambiente stupendo che ci circondava.”

Donnafugata, un film prodotto da Karpos, brand feltrino di abbigliamento outdoor, è frutto di passione e sudore; un inno alla bellezza delle Dolomiti Bellunesi ed alla bravura e semplicità dei suoi protagonisti; una dolce dichiarazione d’amore scritta in una sequenza di immagini che tradiscono la natura di fotografo del regista, Manrico Dell’Agnola, che ha potuto avvalersi anche delle immagini girate da Riccardo Selvatico, Diego Riva, Patrik Comiotto e Marco Recalchi. L’editing è opera di Ikona film, del noto regista Marco Recalchi, mentre le musiche, tutte originali, sono frutto della bravura del giovane compositore Marco Crivellaro, che per l’occasione ha scritto la colonna sonora seguendo passo per passo le immagini il tutto coordinato dalla maestria di Simone Castellan, regista del suono.

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