Belluno, 2 maggio 2019 _ «Sono in Parlamento dal 1983, totalizzando oltre 740 tra deputati e senatori; hanno fatto parte del governo nazionale nel 1994, dal 2001 al 2006, dal 2008 al 2011, dal 2018 a oggi; governano la Regione Veneto ininterrottamente da 19 anni, promettendo prima la secessione, poi la devoluzione e quindi l’autonomia. Hanno portato a casa zero risultati e ora la responsabilità della loro inconsistenza politica è di un singolo deputato della minoranza? Ci sono 128 deputati e 58 senatori della Lega nell’attuale parlamento e un solo deputato del Partito democratico riesce a bloccare l’autonomia in una commissione bicamerale che ha un ruolo meramente consultivo?
Chi vogliono prendere in giro?». Il deputato veneto Roger De Menech risponde con i dati alle accuse di ostacolare il percorso dell’autonomia regionale in commissione bicamerale per il federalismo fiscale.
«Queste accuse ridicole sono la cifra che siamo in alto mare e che dopo 30 anni di promesse mai mantenute la Lega e Luca Zaia in particolare sono disperati, perché non hanno idea di come spiegare ai cittadini i loro fallimenti», afferma De Menech.
L’unico documento ufficiale sull’autonomia delle regioni è ad oggi quello siglato da Paolo Gentiloni alla fine della scorsa legislatura sulla base della riforma autonomista del 2001, anche quella approvata dal Centrosinistra.
La Lega, ormai diventata partito nazionale, «è in grande difficoltà. Il suo populismo non porta alcun beneficio sui territori e tanto meno in Veneto o nel Bellunese. Qui la Regione può oggi trasferire gli uffici del Genio Civile e del Servizio Forestale. Costa nulla, basta la volontà politica di farlo».
Anche nella gestione dei fondi di confine, ricorda De Menech, «l’impostazione che avevamo dato noi era tutta a favore di comuni, province e aree vaste, quindi autonomista. Temiamo invece che si vada verso un nuovo centralismo regionale a discapito dei territori».
