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Festa del I° maggio a Cusighe dalle ore 12 con la Cgil * di Mauro De Carli

Mauro De Carli – Segretario generale Cgil Belluno

La Cgil di Belluno ripete l’iniziativa positiva dell’anno scorso e festeggia il 1° maggio a Belluno, al campo sportivo di Cusighe (Belluno), con il ritrovo dei propri iscritti e simpatizzanti a partire dalle ore 12.00 per una festa semplice e popolare.
Sarà un’iniziativa tutta locale, che però non dimentica il carattere unitario del 1 maggio che si concretizza anche con la manifestazione di Bologna, unitaria appunto con Cisl e Uil, e il classico Concertone di Roma, storico appuntamento dei sindacati con i giovani e il lavoro.

Le manifestazioni del 1 maggio 2019 saranno caratterizzate sul tema “Europa, i diritti, il lavoro” poiché oggi è in atto un forte tentativo di screditare il percorso di formazione e consolidamento dell’unità europea, ritenuta dalla Cgil e dai sindacati necessaria per rafforzare la coesione tra i popoli, per identificare politiche economiche e sociali più forti a favore di tutti e soprattutto per portare a parità quei soggetti che oggi vivono condizioni di difficoltà, siano essi i cittadini dei paesi da poco integrati nel processo di unificazione, oppure i lavoratori con salari bassi, oppure migranti che sperano di trovare in Europa condizioni di vita e di lavoro migliori.

Sappiamo che i dieci abbondanti anni di crisi hanno invece generato tagli alle politiche sociali, lasciato indietro pezzi consistenti di popolazione, generato cioè diseguaglianza e povertà, che esiste anche adesso che dalla crisi siamo usciti, almeno teoricamente.

La Cgil imputa alla mancata coesione europea, alle politiche liberiste che anche qui si sono cavalcate, alla riduzione dei servizi sociali (dalla sanità ai sussidi contro la forte disoccupazione), alla costanza del fenomeno della precarietà, la preoccupazione di molti cittadini sul loro futuro, che ora vorrebbero chiudersi dentro le piccole patrie dei vecchi territori nazionali quasi a protezione nostalgica di un vecchio mondo.
Non possiamo chiuderci dentro i limiti degli stati nazionali, limiti che non sono solo di territorio e di conseguenza penalizzanti in campo economico, ma dobbiamo esigere un cambiamento delle politiche europee esigendo che siano in grado di sviluppare lavoro, che si ottiene anche con scelte di investimento pubblico (infatti Germania e Francia stanno chiedendo di farlo superando il divieto degli aiuti di Stato) e scorporando gli investimenti in infrastrutture dal famigerato “patto di Stabilita’” nei bilanci degli stati membri.

Lavoro di qualità, professionale, innovativo anche in campi diversi da quello industriale (esempio in campo sociale) e che sia fortemente intriso di diritti, come elemento indispensabile per migliorare la qualità della vita di tutti, per includere le fasce più deboli per un vero processo di integrazione, per un vero Diritto di Cittadinanza.
E’ un Europa che deve riprendere quindi un suo ruolo regolatore in economia e di vera costruzione della sua forza internazionale, in cui rafforzare il ruolo dello stato sociale (che era il punto cardine del patto di nascita dell’Unione Europea dopo il secondo conflitto mondiale) per supportare i cittadini nei momenti di crisi e per favorire la coesione sociale tra di loro, anche e soprattutto tra popoli diversi.

Non siamo quindi per una rottura dell’Europa unita, ma siamo per un cambiamento dei suoi indirizzi, e le proposte che la Cgil avanza in questa giornata del 1 maggio 2019 guardano agli interessi generali dei lavoratori, dei pensionati per un’Europa più forte e più vicina a tutti i popoli e le genti che la compongono.

Mauro De Carli – CGIL Belluno

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