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mercoledì, Marzo 3, 2021
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Incidente alla Pandolfo di Lentiai. La posizione della Cgil

Mauro De Carli

Si terra’ tra pochi giorni la prima udienza per verificare la responsabilità penale circa l’infortunio occorso nel dicembre 2017 nello stabilimento Pandolfo di Lentiai e che procurò la morte di Marcello Di Leonardo.
E’ un atto dovuto della legge in tutti quei casi in cui accadono infortuni di forte gravità, preceduto dalle indagini della magistratura, che in questo caso ha ritenuto giusto rinviare a giudizio il preposto della sicurezza interno all’azienda, quale quindi unico possibile responsabile dei fatti, scagionando nel contempo la proprietà aziendale.
Pur nel pieno rispetto del lavoro svolto dalla magistratura, di cui rispettiamo la completa autonomia di giudizio, crediamo che per governare una piena sicurezza nei luoghi di lavoro e nel contempo prevenire gli infortuni sia fondamentale il fattore “organizzativo”, ed è notorio come questo sia gestito dall’insieme della struttura aziendale, secondo un preciso indirizzo delle proprietà aziendali, che devono infine vigilare affinché la politica della sicurezza venga effettivamente messa in campo e produca gli effetti di tutela dei lavoratori .

Questo doveva accadere in particolare in Pandolfo, dove l’opera delle RSU, dei RLS e degli stessi lavoratori nel corso del tempo aveva segnalato una serie di inefficienze e di preoccupazioni, partendo dallo stato di manutenzione dei macchinari fino alle procedure errate nel loro utilizzo.
Infatti riteniamo che la politica degli investimenti, per sviluppare tecnologia che metta in sicurezza gli impianti, che migliori la salubrità degli ambienti e delle postazioni e’ sempre stata elemento fondamentale per migliorare le condizioni di lavoro e l’integrità fisica dei lavoratori, in primis investendo in modo continuativo nella manutenzione degli impianti e dei macchinari.
A nostro giudizio queste dinamiche vengono decise dalle aziende e non possono essere “scaricate” sui livelli organizzativi sottostanti, se cosi’ fosse ci troveremo di fronte ad una alterazione del principio secondo il quale il datore di lavoro deve garantire la sicurezza del luogo di lavoro e delle lavorazioni. Ed e’ per questo che non condividiamo che ora giunga a giudizio “solamente” il preposto interno della sicurezza, mentre sin d’ora viene sollevata dalle responsabilità l’intera Pandolfo.

Alla Pandolfo, nei suoi vertici, competeva un ruolo di controllo e vigilanza nei confronti dell’operato dei propri dirigenti a cui si era data delega organizzativa.

Non crediamo quindi utile e corretto insinuarci nelle vicende giudiziarie attuali e pertanto non intendiamo costituirci “formalmente “ quale parte civile lesa al processo che tra pochi giorni si aprirà al tribunale di Belluno, pur ritenendoci colpiti nei nostri interessi per nostra vicinanza ai lavoratori coinvolti in questa dolorosa vicenda.

FIOM CGIL Belluno CGIL Belluno

Mauro De Carli Segretario Cgil Belluno

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