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A lezione di buone maniere 2.0 nell’Abbazia dove nacque il Galateo. Giuliana Meneghetti firma la II° edizione del corso. Sabato 4-11-25 maggio, Abbazia di Sant’Eustachio a Nervesa della Battaglia (TV)

Quale abito indossare in occasioni importanti? Come presentarsi nel modo corretto e intrattenere una conversazione piacevole? Quali le regole dell’ospitalità, dello stare a tavola e del Galateo informatico? A partire da sabato 4 maggio, a Nervesa della Battaglia (TV), l’Abbazia di Sant’Eustachio, recentemente restaurata dal proprietario della Giusti Wine, Ermenegildo Giusti, torna a ospitare il Galateo in compagnia di Giuliana Meneghetti: “Galateo 2.0 L’educazione autentica per stare bene con gli altri”.

Già Responsabile del Cerimoniale della Provincia di Treviso, esperta di “buone maniere” e organizzazione di eventi, Giuliana Meneghetti condurrà 3 incontri, sabato 4, 11 e 25 maggio, che permetteranno ai partecipanti di conoscere le regole del Galateo proprio nel luogo in cui è nato. Fu proprio tra le mura dell’Abbazia di Sant’Eustachio, infatti, che Monsignor Giovanni Della Casa scrisse verso il 1550 il famoso testo “Il Galateo overo de’ costumi”, con i dettami rinascimentali, i consigli e le regole per condurre una vita armonica e semplice.

Spiega Giuliana Meneghetti: “Esiste anche oggi un codice invisibile di buone maniere: non è altro che il puro e semplice Galateo, scritto più di cinque secoli fa da Monsignor Della Casa, ancora molto attuale e utile per distinguersi in tante situazioni. Il Galateo moderno è una libera scelta di stile, di buon gusto e buon senso. La persona educata del terzo Millennio pone al centro il rispetto degli altri e di se stesso, la discrezione, l’eleganza dei sentimenti, l’umorismo e un assennato equilibrio”.

Ecco allora tutte le regole, consigli, modi e atteggiamenti, per sapersi comportare e stare bene con gli altri facendo bella figura, da seguire tutti i giorni e in ogni luogo: la strada giusta per vivere più sereni ed essere più felici. Il percorso di formazione è costruito su 8 ore distribuite in 3 lezioni. La prenotazione è obbligatoria e il costo dell’intero corso è di 150€. Per informazioni e prenotazioni: 0422.1836285 – 320.2696169 (Marco Cadò) info@abbaziasanteustachio.com

Calendario

Sabato 4 maggio 9:30 – 12:00

Sabato 11 maggio 9:30 – 12:00

Sabato 25 maggio 15:00 – 18.00

L’Abbazia di Sant’Eustachio: storia, recupero e promozione culturale

Una bolla di papa Alessandro II del 1062 testimonia l’esistenza dell’Abbazia di Sant’Eustachio, fondata da Rambaldo III di Collalto e dalla madre Gisla. I Collalto, famiglia di stirpe longobarda, avevano perso la loro influenza su Treviso a favore del vescovo locale il cui potere, non soltanto religioso, si espandeva di anno in anno. Con la fondazione del monastero, quindi, essi contrapponevano a questa autorità un’istituzione indipendente e direttamente sottoposta al pontefice, il quale non vedeva di buon occhio l’espansione dei vescovi trevigiani, sostenitori dell’imperatore.

Tra il Cinquecento e il Seicento l’abbazia divenne un importante polo culturale: tra i suoi illustri ospiti, ricordiamo Pietro Aretino, Monsignor Giovanni Della Casa che qui compose il noto Galateo, e la poetessa Gaspara Stampa. Tra il 1744 e il 1819, il complesso fu guidato dal preposto Vinciguerra VII di Collalto, uomo colto e capace che lo trasformò in un’importante azienda agricola retta da esperti e studiosi e la salvò alle soppressioni napoleoniche. Nel 1865, le autorità ecclesiastiche giudicarono inutile questa istituzione e trasferirono il titolo di abate al vescovo di Treviso. Dopo la Rotta di Caporetto, l’edificio si ritrovò in prossimità del fronte del Piave e subì pesanti danneggiamenti. Le rovine, lasciate all’incuria, sono state di recente rivalorizzate con due restauri, uno nel 1992 e un secondo importante nel 2017 a opera della società agricola Giusti Dal Col.

Giusti è un imprenditore canadese originario della zona, che nel 2000 ha deciso di valorizzare questo territorio, vocato sin dall’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia ai vini di qualità. Partito da soli due ettari di vigneto, ha sviluppato con passione il suo progetto di promozione del territorio attraverso il vino, arrivando oggi a oltre 100 ettari vitati distribuiti in dieci tenute. Sei anni fa la decisione di avviare il recupero ambizioso di un frammento significativo della storia italiana grazie al restauro dell’antica Abbazia di Sant’Eustachio. Seicento giorni di lavoro hanno restituito fascino, vita e cultura al monastero, che oggi risplende più che mai immerso tra i vigneti e circondato da antiche mura anche grazie agli eventi, le mostre e le manifestazioni organizzate.

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