
Roma, 10 aprile 2019 – «La mancanza di medici e infermieri e l’assenza di servizi adeguati sui territori periferici per una popolazione in progressivo invecchiamento sono le principali minacce che il servizio socio sanitario nazionale sta affrontando». Lo ha ricordato questa mattina il deputato veneto Roger De Menech nel corso dell’audizione del ministro della Salute, Giulia Grillo, in commissione bicamerale sul Federalismo fiscale.
«Dobbiamo lavorare su due aspetti distinti», ha affermato De Menech: «introdurre criteri di differenziazione stipendiale, in pratica pagare di più i medici e gli infermieri che decidono di trasferirsi in zone periferiche e montane; e soprattutto rendere attrattive le nostre strutture sanitarie, con centri di alta specializzazione. Il personale medico potrà indirizzarsi e scegliere di lavorare in un ospedale del Bellunese o di altre zone remote solo se lo considera una tappa significativa della propria carriera, non certo se ne intravede un ostacolo».
Da questo punto di vista, purtroppo, non aiuta la programmazione regionale. «Le nuove schede ospedaliere stanno depauperando la sanità pubblica a tutto vantaggio dei privati. Rispetto al 2013, negli ospedali pubblici bellunesi sono stati tagliati 123 posti letto (da 901 a 778), solo minimamente recuperati nel privato, con 16 posti in più, da 70 a 86. I primariati sono diminuiti, uno in meno. Inoltre, la mortificazione ed emarginazione dei sindaci nel ruolo di proposta, controllo e verifica dei risultati delle politiche sanitarie aziendali e regionali priva il sistema sanitario regionale del prezioso feed-back che è alla base dell’efficienza di tutti i modelli organizzativi in ambito privato e pubblico. Non mi sembra la politica più adatta per rendere attrattivo la nostra sanità».
