
Mancano meno di due mesi alla tornata elettorale amministrativa nella quale è chiamato al rinnovo del Consiglio Comunale e all’elezione del sindaco anche il Comune di Longarone, che ci arriva dopo aver sperimentato, per primo nella nostra Provincia insieme a Quero-Vas, un percorso post fusione con il Comune di Castellavazzo.
Ne parliamo con il primo sindaco del nuovo Comune di Longarone, Roberto Padrin.
Come ha vissuto questa esperienza e, se emerse, quali sono state le maggiori positività rilevate e le difficoltà incontrate?
“Più che di difficoltà parlerei di impegno. Il percorso è stato lungo e complesso dato che era stato avviato già nel 2007 dagli allora Sindaci, De Cesero, Roccon e Sacchet, con un’eccellente preparazione del progetto. Alla fine Ospitale si è defilato, ma credo che col tempo comprenderà la virtuosità offerta dalla partecipazione ad una aggregazione più ampia. La comunità ha ormai compreso il valore dell’opportunità che ha saputo cogliere con un voto plebiscitario al referendum del 2014, e per me è stata un’esperienza straordinaria che ancora sto vivendo quando mi si chiede di portare un contributo in altre realtà che stanno preparando, analogamente a noi, una fusione costruttiva per storia e affinità sociali e culturali”.
Dunque lei consiglierebbe anche ad altri Comuni dei processi di aggregazione, di fusione. Nel qual caso in quale ottica di miglioramento dell’attività amministrativa e della resa dei servizi, in particolare?
“Certo che sì. L’attività amministrativa ne guadagna attraverso economie di scala, maggior peso politico e, soprattutto, di questi tempi, risorse che permettono di affrontare la “stretta” finanziaria, ormai strutturale, dei trasferimenti statali verso gli enti locali. Un percorso di valutazione di questa scelta che ho sempre definito una grande opportunità, va fatto”.
Lei si ricandida?
“Sì. Non posso tirarmi indietro, anche se la fatica è tanta, ma è tanta anche la soddisfazione quando riusciamo a cogliere gli obiettivi messi in programma. Lo esprimo al plurale perché è frutto di un “gioco di squadra” e, per questo ho trovato degli eccellenti compagni che mi hanno accompagnato, collegialmente, in ogni decisione. Una squadra che mi chiede di continuare nel mio impegno verso la comunità. C’è da completare la realizzazione di opere pubbliche già finanziate che solo la burocrazia, ormai, ci impedisce di cantierare come vorremmo. C’è da assicurare il raggiungimento della omogeneità territoriale in termini di servizi, ancora da uguagliare tra prima e dopo fusione”.
Quali sono gli stimoli che percepisce ancora dopo aver dato prova di una così intensa attività amministrativa?
“La continuità nel perseguimento di obiettivi che fanno parte di una pianificazione partita dal coraggio del mio predecessore, Pierluigi De Cesero, che ha avviato, a Longarone, il cambiamento con molta determinazione. Il nostro è stato un progetto nel lungo periodo e, come sempre, quando c’è continuità i risultati, poi, arrivano. Inoltre, fare il Sindaco del proprio paese è anche una grande soddisfazione personale e io ci metto impegno ed entusiasmo in ogni ambito che affronto: fa parte del mio carattere. Pur rendendomi conto delle responsabilità, ho ormai acquisito un’esperienza che mi permette di gestire bene anche le situazioni più critiche, come mi è capitato in occasione dell’emergenza dovuta alle piogge devastanti di fine ottobre, là dove, da Presidente della Provincia, ho avuto l’opportunità di mettere a frutto il ruolo a favore del nostro territorio e di coordinare le criticità vissute dai nostri cittadini minuto per minuto, con decisioni condivise e indifferibili quali la chiusura degli stabilimenti durante quel pauroso pomeriggio del 29 ottobre. Un’esperienza forte, anche emotivamente, nella quale ho potuto apprezzare ancora una volta la partecipazione, la concretezza e la solidarietà dei longaronesi, tutte “cuore e carattere”. No, non posso abbandonare, ci sono ancora troppi obiettivi da raggiungere!”
Per questo le facciamo tanti auguri, ma cosa può aspettarsi ancora la comunità di Longarone dal sindaco Padrin?
“Il consueto impegno, ma soprattutto la concretizzazione di alcuni punti programmatici estremamente importanti: una nuova casa di riposo, in linea con le esigenze richieste dagli standard più moderni; solo però passando attraverso la riqualificazione di quella esistente; l’affermazione di un “sistema commercio”, innovativo nel nostro Comune, a partire dal capoluogo; spingere ancora più in alto l’asticella della capacità di rendere servizi di eccellenza in ambito sociale e sanitario (l’Utap e il nuovo distretto sanitario sono un progetto virtuoso unico e apprezzato); superare i “nodi” critici della viabilità; migliorare la mobilità comunale interna; avviare un politica contributiva e di tassazione più selettiva a favore di una maggiore equità fiscale; sostenere i giovani nella formazione e assicurare l’apertura del territorio a nuovi arrivi residenziali che Longarone può offrire a più di 5.300 abitanti”.
Squadra che vince non si cambia o ritiene di promuovere un rinnovamento nel gruppo che sta definendo?
“Purtroppo ci tocca ripartire con un abbandono importante. Ci mancherà Sonia Salvador, che nel suo incarico di Vice Sindaco ha svolto un ruolo di equilibrio e di raccordo con la comunità di Castellavazzo, della quale era stata Sindaco prima della costituzione del nuovo Comune. D’altronde, Sonia, ha altre attività da seguire a cui è comprensibile vi si debba dedicare. La sua mancanza si farà sentire. Resto convinto, tuttavia, che non mancherà nello starci vicino. Per quanto riguarda un possibile rinnovamento, questo, è nell’ordine delle cose, ma in senso estensivo. Non ci saranno abbandoni per stanchezza. Le new entry porteranno nuova linfa, non c’è dubbio”.
Ultima domanda, Sindaco, continua sotto il segno della civicità o accoglie le richieste dei soggetti politici che, a quanto ci risulta, ambirebbero a sostenerla?
“Ho sempre ritenuto il “senso civico” e quindi la sua rappresentazione pubblica, un valore importantissimo. Oggi sempre più raro, purtroppo. Non ci sono più ideologie alla base dell’iniziativa politica per quanto riguarda schieramenti precostituiti, per cui credo che il coinvolgimento civico, fondato su un concetto di “politica concreta” sviluppi meglio le risposte da parte di chi si interessa dell’amministrazione pubblica”.


