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Crac banche venete. Diffida dei risparmiatori al ministro Tria e denuncia al premier Conte della promessa non mantenuta

I risparmiatori truffati dalle banche venete, sono sempre più furibondi contro l’attuale Governo inetto ed incapace di mantenere non solo le promesse fatte alla Di Maio nella pregressa campagna elettorale “qualsiasi rimborso sotto il 100% è un’elemosina”, ma sulla totale inadeguatezza di risarcire financo il 30% che secondo l’accoppiata dei due Capi Partito 5 stelle e Lega venuti a Vicenza il 09 febbraio doveva essere erogato entro il 16 dello stesso mese.

La rabbia ed il rancore avverso i nuovi governanti stanno montando ed in questa direzione le associazioni iscritte e riconosciute a livello nazionale/regionale aggregate nella Cabina di Regia coordinata dal Prof. Avv.to Rodolfo Bettiol, hanno diffidato il Ministro del Tesoro a “fare” ciò che la legge di bilancio prevedeva di “dover fare” entro il 31 gennaio scorso. Infatti, compete proprio al Prof. Giovanni Tria adottare il decreto ministeriale completo di: regole d’accesso al Fondo Indennizzi, commissione di valutazione delle domande, risorse economiche disponibili, cosi che gli azzerati possano sperare di ottenere -forse entro la fine dell’anno corrente- la prima tranche del danno patito.
Le rappresentanze più moderate dei cittadini beffati e dalle banche e (finora) anche dal Governo in carica, ad esempio Adusbef, Ezzelino da Onara, Codacons Veneto sanno bene che la norma attuale è frutto di un cambio in corsa avvenuto nell’ultimo tornante della vigente legge di bilancio, cui sono seguite le osservazioni critiche dell’Unione Europea, dato che il Governo ha recepito i suggerimenti dell’Avv.to “Andrea Arman e di Luigi Ugone rappresentanti di 2 associazioni e di una minima parte dei risparmiatori” strettamente relazionati con il Vice Premier pentastellato. Ora che la frittata è stata fatta dai Giallo-Verdi, l’ulteriore danno e ritardo nei pagamenti non può essere a carico di chi a marzo dello scorso anno li ha, in gran parte, votati.

Non minore è la rabbia verso il Presidente del Consiglio dei Ministri, avv.to del popolo, prof. Giuseppe Conte che avendo ricevuto in data 24 maggio 2018 una delegazione di “risparmiatori espropriati”, così erano stati definiti nel contratto di Governo del Cambiamento firmato da Lega e 5 Stelle, assicurava loro che la questione sarebbe stata trattata come “uno dei primi atti di governo”.  Al di là dei codicilli di leggi inapplicate, i risultati ovvero soldi in tasca agli ingannati e defraudati dalle banche venete, nessuno li ha ottenuti. Soltanto, una parte irrilevante “560 risparmiatori truffati su di una potenziale platea di 210.000 cittadini-azzerati”, hanno portato a casa l’anticipo del 30% e tutti gli altri?

Nel frattempo, le casse dello stato alla voce “conte dormienti “a fine 2018 hanno registrato un tesoretto di quasi 1 miliardo e 700 milioni, ma si sa chi comanda oggi come chi comandava ieri, o l’altro ieri li tiene ben chiusi nella cassaforte statale, al di là di ciò che narra al popolo.

Enzo De Biasi

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