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Aderisce a una promozione telefonica pay tv e gli affibbiano un altro abbonamento. Solo l’intervento dell’Associazione Io mi tutelo fa cessare la doppia fatturazione

Andrea Brumurelli

E’ successo nei giorni scorsi nel Feltrino, dove un abbonato ad una pay tv satellitare, quella, per capirci, che si riceve a casa tramite un’antenna parabolica, è stato contattato da un call center. L’offerta è formidabile, anche perché è lo stesso gestore che già possedeva tutti i dati del cliente a proporla, quindi credibile e affidabile. L’offerta prevedeva un ulteriore pacchetto con vari canali televisivi allo stesso prezzo già pagato in abbonamento, senza nessuna maggiorazione. Dunque una super offerta irrinunciabile con nuovi prodotti tv senza nessun costo aggiuntivo. L’abbonato accetta entusiasta e procede alla registrazione telefonica del contratto.

Solo che il mese successivo arriva la sorpresa. Gli vengono recapitate due fatture, una per il vecchio e una per il nuovo abbonamento pay tv, quello che doveva essere gratuito. La doppia fatturazione prosegue per circa sei mesi. E non c’è nulla da fare, perché ogni tentativo di contattare il call center per interrompere il contratto risulta vano. La disdetta per uscita anticipata, tra l’altro, conteneva ulteriori costi per penali. Un percorso ad ostacoli insomma, con un abbonamento sul groppone facilissimo da accettare, ma di cui era praticamente impossibile liberarsene. E’ a questo punto che l’abbonato decide di rivolgersi all’Associazione “Io mi tutelo” per far cessare la doppia fatturazione.

“Abbiamo innanzitutto recuperato la telefonata con la quale l’abbonato aveva aderito alla promozione – spiega Andrea Brumurelli, fondatore dell’Associazione consumatori Io mi tutelo con sede a Feltre – dopodiché abbiamo inoltrato il reclamo al gestore sottolineando la circostanza che il call center agiva in nome e per conto del gestore stesso. Dobbiamo riconoscere che in tempi brevi il gestore ha riconosciuto l’abuso, provvedendo all’intero rimborso a favore dell’utente. Oltre ad aver agito nei confronti del call center esterno – ci ha riferito il gestore – per la condotta scorretta messa in atto nei confronti di un cliente”.

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