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sabato, Marzo 6, 2021
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Il sindaco Massaro alla conferenza di Parma. «Trattamenti uguali per territori uguali. Le città medie ultimo baluardo contro lo spopolamento»

Trattamenti uguali per territori uguali e restituire alle province il ruolo di gestione e coordinamento tra le regioni e i comuni, per combattere lo spopolamento della montagna e della periferia: questo, in sintesi, il pensiero del Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, intervenuto questo pomeriggio alla Conferenza annuale dei Sindaci delle Città medie, organizzato dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani e dal Comune di Parma.

Tema del confronto che ha visto protagonista il primo cittadino bellunese, assieme ai colleghi di Piacenza, Novara, Carrara, Arezzo e Padova, è stato “Il capoluogo a servizio dell’area vasta: la proposta dell’ANCI”.
«Belluno, insieme a Sondrio, è l’unico territorio interamente montano non riconosciuto come speciale o autonomo; – ha esordito Massaro – ritengo che da qui debba partire il tema della governance: servono strumenti uguali per realtà uguali, non è corretto che città come Belluno, Bolzano o Aosta vivano le stesse problematiche, con le stesse caratteristiche del territorio, ma siano soggette a norme e poteri differenti, per non parlare delle risorse».
Massaro ha portato un dato a supporto del suo discorso: «Se si analizza la disponibilità pro capite di risorse, il Comune di Belluno ha, in termini di spesa corrente, 1/27 delle risorse di un analogo comune di una regione a statuto speciale e 1/35 di capacità di spesa in conto capitale».

«Le città medie – ha sottolineato Massaro – sono l’ultimo baluardo contro lo spopolamento della montagna: devono essere in grado di intercettare la richiesta di servizi dei territori periferici, altrimenti la fuga verso le metropoli proseguirà inarrestabile, ed avremo intere aree del nostro paese abbandonate».
Massaro ha poi continuato la sua analisi, continuando ad approfondire gli squilibri e le asimmetrie istituzionali: «Oggi siamo qui a dibattere, tra sindaci, se la provincia deve tornare elettiva o restare “casa dei comuni”, se va potenziata o va ridimensionata. Questo perché è un ente in mezzo a un crocevia di ambiguità che non consente una chiara riflessione: alle responsabilità degli amministratori locali non corrispondono poteri e capacità di spesa. Ai sindaci compete il 90% delle responsabilità delle funzioni del territorio con poteri molto limitati, a differenza delle regioni che rispondono di pochissimo ed hanno enormi poteri, oltre a capacità di spesa».

«Le regioni – ha concluso Massaro – erano nate con semplici funzioni di programmazione; ora hanno in mano un forte potere gestionale, e i processi autonomistici, che andrebbero benissimo se portassero risorse e competenze ai territori, e che invece rischiano di rafforzarle ancora, a scapito delle province e dei comuni. La provincia deve essere la “cerniera” per la gestione e la programmazione del proprio territorio tra le regioni e i comuni; è necessario quindi ripartire dall’analisi di queste contraddizioni, ritirare le competenze e le funzioni degli enti, sempre ricordando che a situazioni uguali vanno garantiti trattamenti uguali».

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