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lunedì, Marzo 8, 2021
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Zaia inaugura l’Unità farmaci antiblastici a Belluno: “Nessun ospedale chiuderà. Qualità, investimenti e iperspecializzazione ovunque”

Con le schede ospedaliere che discenderanno dal Piano Socio Sanitario 2019-2023 in Veneto non ridimensioneremo, né tanto meno chiuderemo, nessun ospedale, nemmeno a Belluno, dove spesso circolano vere e proprie leggende metropolitane su tagli mai esistiti e che mai esisteranno. Il Veneto ha, e avrà, 68 ospedali, ognuno dei quali con qualità e alte professionalità, in un quadro di iperspecializzazione regionale nel quale rientra anche questo gioiello dell’Unità Farmaci Antiblastici di Belluno”.

Lo ha detto il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, inaugurando oggi nel capoluogo dolomitico la nuova unità che autoprodurrà farmaci per le terapie antitumorali in una struttura ricavata all’interno dell’Ospedale San Martino, con una spesa di 553 mila euro, grazie alla donazione di un benefattore privato.

“Sono qui prima di tutto per rendere omaggio a questa persona – ha detto Zaia – la cui generosità ha permesso di realizzare una vera e propria eccellenza, che produrrà 15 mila allestimenti oncologici e 50 mila terapie di supporto all’anno con la centralizzazione delle terapie oncologiche e oncoematologiche orali per un valore di 8 milioni. Il tutto nella totale sicurezza e appropriatezza delle preparazioni, che scaturiscono dalla condivisione dei protocolli, grazie all’informatizzazione e al collegamento in rete di tutta la sanità veneta nella Rete Oncologica Regionale – ROV”.

“E’ il futuro dell’iperspecializzazione – ha aggiunto il Governatore – di cui Belluno è protagonista a pieno titolo. Anche qui non si chiudono ospedali, ma si passa oltre la vecchia e sorpassata strategia dei posti letto, e la si sostituisce con le alte specialità, le professionalità spiccate, le nuove tecnologie in tema di macchinari e farmaci, il concetto di rete, che annulla le distanze e migliora le performances ovunque”.

Zaia non ha mancato di fare riferimento alle polemiche che spesso coinvolgono la sanità bellunese: “chiedo alla gente – ha detto – di guardare ai fatti e non farsi condizionare dalle leggende metropolitane messe in giro dagli immancabili catastrofisti. Belluno trascurata dalla sanità regionale? Falso, come si dimostra anche oggi e come dimostrano gli investimenti presenti e futuri e la presenza della sanità bellunese in tutte le reti regionali d’eccellenza. Chiudiamo il Codivilla di Cortina? Falso. Abbiamo chiuso una collaborazione pubblico-privata come imponeva la legge e abbiamo assegnato, con gara pubblica, la gestione a un’entità di caratura internazionale con una progettualità da 207 milioni. A Belluno la Regione non assume medici? Falso. Si tratta di una situazione nazionale, con 56 mila medici in meno del necessario (1.300 nel solo Veneto), legata a cattive programmazioni degli anni passati, con il numero chiuso a medicina e la sottostima delle necessità delle borse di specialità. A Pieve di Cadore, tanto per fare un esempio, il direttore generale ha fatto sei scorrimenti di graduatoria, ma gli interessati non hanno risposto”.

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